Capitan Palermo

Capitan Palermo #0 – La Recensione L’universo dei Capitani Italiani si espande con la testata dedicata al supereroe siciliano Mimmo La Cattedrale

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Anche Palermo ha il suo supereroe, un paladino pronto a combattere contro i tanti, troppi aspetti torbidi e lati oscuri che la città siciliana nasconde. Proprio Zone d’ombra è il titolo del numero 0 di Capitan Palermo, serie appartenente all’universo Capitani Italiani creato da Fabrizio Capigatti per Venezia Comix.

Corruzione, infiltrazioni della malavita organizzata nella politica e nei partiti, rapporti tra lo Stato e la mafia. E un influente senatore, dall’ambigua condotta, chiamato il Gobbo. Erano questi gli obiettivi del colonnello dell’Esercito Mimmo La Cattedrale quando, negli anni ’80, venne mandato a Palermo. La sua indagine ebbe però breve durata, perché Mimmo scomparve poco dopo il suo arrivo in Sicilia. Ora, dopo trent’anni, il suo corpo è stato ritrovato, ibernato. Grazie alle tecnologie del N.I.S.A., Mimmo è stato riportato in vita e dotato di superpoteri che lo hanno reso l’uomo-aquila Capitan Palermo. E, nei suoi nuovi panni, è pronto a riprendere la lotta contro i nemici di sempre.

Come per i precedenti Capitan Venezia e La Lupa, la sceneggiatura di Fabrizio Capigatti resta il punto forte di quest’albo. La trama, per quanto limitata al primo numero introduttivo, appare subito ben strutturata. Inizialmente il racconto si alterna su due piani temporali, quello contemporaneo e quello degli anni ’80. L’attenzione si sposta poi tutta all’attualità, con l’introduzione degli altri personaggi della serie: ritroviamo così due villain dell’universo di Capitani Italiani, lo Sceicco e il Cardine, intenti in traffici illeciti legati all’immigrazione clandestina e altre attività criminose; facciamo poi la conoscenza di Furyo ed Elettra, membri del N.I.S.A. a cui spetta il compito di riportare in vita Capitan Palermo e di fargli tornare la memoria. 

Già in questo albo d’esordio l’eroe entra in azione, ma la trama ordita da Capigatti fa presagire sviluppi interessanti per il personaggio, e non solo per il suo lato in “calzamaglia”: Mimmo dovrà anche gestire il suo ritorno alla normalità, e sarà tutt’altro che semplice, soprattutto riprendere il rapporto con la moglie, dopo 30 anni in cui potrebbe essere successo di tutto.

Buoni i dialoghi, spesso giustamente ridotti all’essenziale per non appesantire la narrazione. Anche l’uso limitato del dialetto siciliano (diversamente da La Lupa, dove invece il ricorso al romanesco è più frequente, anche perchè maggiormente comprensibile) facilita la fluidità del racconto. Toccante il monologo interiore della moglie di Mimmo.

Ai disegni dell’albo troviamo Daniele Sapuppo, giovane allievo della Scuola del Fumetto di Palermo (dalla cui collaborazione con Venezia Comix è nata questa serie), al suo primo progetto completo. Il talento è evidente dalla cura e dalla dinamicità delle tavole, per quanto a volte si intravedino stereotipi tipici dei comics a stelle e strisce. Anche l’uso regolare delle tavole mostra un tratto per così dire “scolastico”, come d’altronde è giusto e naturale che sia per un giovane talento che ha appena finito il suo percorso di studio. Buono l’uso dei colori, più tenui nelle tavole narrative e più accesi in quelle d’azione. Cover di Giulia Adragna, altro talento sfornato dalla Scuola del Fumetto di Palermo. Da segnalare anche gli interessanti bozzetti in coda all’albo con gli studi di alcuni personaggi che vedremo in futuro nella serie.

Con Capitan Palermo, dunque, prosegue la volontà di espandere geograficamente l’universo Capitani Italiani, avviato con Capitan Venezia e proseguito con La Lupa. Evidenti infatti i richiami alle due collane “gemelle”, con le quali va a costituire un’unica grande trama, che però non inficia la lettura della singola serie. Anzi, terminato l’albo Zone d’Ombra, si ha subito voglia di leggerne un altro per scoprire come proseguirà il racconto. E questo è sempre un ottimo segnale.

Di seguito la presentazione del volume presente in quarta di copertina.

Mimmo La Cattedrale era arrivato a Palermo negli anni ’80 ma è stato abbandonato da quello Stato che aveva sempre servito con tutte le sue forze. Anni dopo, Furyo, direttore del N.I.S.A., fa una sensazionale scoperta e Palermo non sarà più la stessa.

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TRAMA
  • TRAMA
  • DIALOGHI
  • DISEGNI
3.7

Roberto Iacopini

Classe 1984, insegnante, giornalista, sta ancora cercando di espandere il suo cosmo per raggiungere il settimo senso... ma si accontenterebbe del quinto e mezzo