La nostra Intervista a Klaus Ricci, autore della canzone sociale sul mondo dei Cosplayer L'esibizione degli All Star Disagio, allo scorso Festival del fumetto di Novegro ha colpito i presenti e non solo

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Nel corso dell’ultimo Festival del fumetto di Novegro, tenutasi qualche settimana fa, i presenti hanno potuto assistere, prima del contest dedicato al mondo del Cosplay, all’esibizione, fuori concorso, di un gruppo di cosplayer chiamati All Star Disagio, che sulle note di Pink hanno voluto lanciare un messaggio sociale molto importante.

Noi di PJN abbiamo avuto modo di parlare con il creatore della canzone, Klaus Ricci, che ringraziamo per il tempo concesso :

Come nascono gli All Star Disagio e come mai avete scelto questo nome ?

Gli All Stars Disagio sono nati davvero per caso, pochi giorni prima dell’esibizione. Ho tirato fuori l’idea ad un pranzo con amici, si sono uniti quelli liberi da impegni per quella domenica, che hanno coinvolto i loro amici, che hanno coinvolto i loro amici… Insomma, una catena. Abbiamo avuto molte più adesioni di quanti siam stati sul palco ma gli impegni (di lavoro soprattutto) hanno costretto i più a limitarsi ad un supporto “in spirito”.
Il nome nasce altrettanto per caso: l’idea nasce da un messaggio ricevuto dove mi si dava, appunto, del disagiato per via delle mie passioni. Avevo sott’occhio le All Star del Dottore… ed essendo un gruppo formato da membri che normalmente sono in altri gruppi, portando un numero multifandom, avendo tutti quanti la nostra quota di “disagio”, ecco servito il nome.

Come avete “costruito ” la bellissima esibizione vista sul palco?  e come mai avete scelto Novegro per questa esibizione ?

Novegro non è stata scelta, era era la prima fiera di rilievo dove avremmo potuto portare quel numero (inizialmente avremmo dovuto essere in gara ma Simona/#MobyDick ha giustamente osservato che se avessimo vinto anche solo il premio simpatia magari avremmo scatenato qualche flame, distogliendo dal messaggio).
L’esibizione invece parte da quello che voleva essere un’offesa per me (il “disagiato” già citato) al quale ho unito un po’ di cose che ho visto/sentito/letto nell’ambiente del cosplay. Da lì è stato un brainstorm veloce con idee che arrivavano da tutte le parti e si aggiungevano, contribuendo a migliorare il tutto. Le frecce dovevano essere dei cartelli ed all’inizio nemmeno c’erano. Non avremmo dovuto picchiare il pubblico all’inizio. Anche la canzone doveva essere un’altra (l’avevo immaginata e scritta all’inizio in dieci minuti o meno su “Abitudinario” di Elio E Le Storie Tese).
Anche gli hashtag che sono stati usati nei cartelli che avevamo sul palco vengono dal mondo cosplay in generale oltre che dalle nostre esperienze. Ad alcuni del nostro gruppo in realtà non sono mai state rivolte quelle offese che portavano (non in faccia almeno) ma abbiamo deciso di rappresentare comunque quella parte di cosplayer “bistrattati”. Ce ne sarebbero stati tantissimi utilizzabili ma eravamo purtroppo solo 14 di persona su quel palco.
Insomma, c’era tantissima solidarietà. Per spiegare l’atmosfera che c’era tra noi mi viene solo l’esempio degli etero solidali ad un gay pride: c’erano perché era giusto esserci.

Pensate che questa esibizione abbia cambiato il modo di vedere la gara e il mondo cosplay degli spettatori? 

Personalmente, non lo so. Credo sia ancora presto per valutarne l’eventuale impatto. Abbiamo almeno iniziato a portare in fiera alcuni dei problemi del dopo-fiera come i flames. Spero non ci sia bisogno di tornare a “bacchettare” pubblico e cosplayers sul tema e che resti un’esibizione unica, ma se dovesse essere necessario di certo non ci tireremo indietro, le idee per stimolare alla riflessione non mancano di certo.
Posso peró dirti che abbiamo ricevuto e continuiamo ancora a ricevere tantissimi complimenti e ringraziamenti per quel numero. Piccolo aneddoto: un’amica di uno di noi ha mandato un paio di messaggi vocali di ringraziamento mentre piangeva per la commozione.

Quindi non avete intenzione di replicare l’esibizione in altre occasioni ? 

La stessa esibizione? Chissà. Mai dire mai. Sono un novellino nel cosplay (lo faccio in fiera da poco più di un anno) e chi mi ha “avviato” mi ha insegnato a fare sempre qualcosa di nuovo ogni volta. Non nego che mi piacerebbe riportarlo “perfezionato” un giorno perché sul palco di Novegro tutti abbiamo meravigliosamente sbagliato tutto (non abbiamo mai fatto una prova, c’era da aspettarselo) ma quella spontaneità sarebbe impossibile da replicare. Vedremo.

Ringraziamo nuovamente Klaus per la disponibilità.

Noi di PJN non possiamo che accodarci al messaggio degli All Star Disagio, sperando che queste sgradevoli situazioni vadano via via diminuendo, lasciando spazio alla componente reale del Cosplay, quella legata al divertimento

 

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD