no man's sky

No Man’s Sky NEXT. Cosa porterà di buono? Hello Games non demorde e continua ad aggiornare il gioco con ormai due anni dal lancio più disastrato della storia

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Eccomi di nuovo a scaricare No Man’s Sky. Qualcosa di questo gioco non mi è mai piaciuta ed era una cosa sola, anzi due: il farming e un’ottimizzazione terribile.

Lo sto scaricando perché il multiplayer ufficialmente annunciato, nell’update “NEXT” che arriverà tra un mesetto circa, verrà incluso insieme a, chissà, tante altre cose visto che è un major update, e arriverà su PS4, PC e … Xbox One. No Man’s Sky arriverà su Xbox One e Xbox One X insieme a tutti gli aggiornamenti usciti fino ad ora, incluso NEXT.

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Ora, sono uno a cui piace sperare, anche in maniera inutile. Lo sto riscaricando perché lo considero un Elite Dangerous per bambini (e chi mi conosce sa che amo Elite Dangerous), un Elite Dangerous per chi ama sognare di viaggiare nello spazio senza doversi preoccupare di tantissime cose. Lo sto riscaricando perché spero di non dover incombere un’altra volta nella ripetività nel raccogliere in continuazione risorse e rimanere continuamente a secco di quest’ultime – ricordo che per saltare da un sistema all’altro occorre una Cella di Curvatura, che serve a ricaricare (di quasi solo 1/4) l’Iperguida – in pratica è tutto un raccogli, raccogli, raccogli… ed il gioco non ricompensa abbastanza, si è completamente soli in un universo quasi del tutto infinito grazie alla tecnologia del procedurale. E lo dico perché gli esseri e le specie che si incontrano per strada, parlano lingue differenti, lingue che sì, si possono imparare ma per impararle occorre raccogliere circa 40 parole a lingua. E ragazzi miei con tutto quel che già c’è da raccogliere, mi erano ufficialmente cascate le braccia.

Ma confido che col multiplayer le cose miglioreranno. La ripetitività dovrebbe venir spezzata, almeno spero, infatti. A questo punto dovreste farmi una domanda: cosa l’ho comprato a fare se lo considero ripetitivo? Belli miei, considero No Man’s Sky sì ripetitivo, ma con una vena artistica incredibile. Quando dicevo che NMS è l’Elite Dangerous per chi piace sognare di viaggiare nello spazio, ero serio. L’universo in cui si viaggia non è mai nero. Lo spazio è costantemente colorato, che sia verde, blu o rosso, i colori sgargianti danno subito nell’occhio quando si comincia a muovere i primi passi fuori dalla navicella. I pianeti sono sempre ricchi di vita (almeno, quelli segnati come ricchi di flora o fauna, o entrambi) e coloratissimi, sulla superficie e dall’orbita, nello spazio col suo sole. Le stazioni invece non solo colorate, ma vanno perlopiù sul nero lucido con neon celesti, richiamando Tron. E tutto questo mi è sempre piaciuto. Spero quindi in risvolti positivi e chissà, come l’esperienza in No Man’s Sky cambierà con l’aggiunta di compagni e nemici non comandati dalla IA. Non mi esprimo sull’ottimizzazione tecnica, visto che passati due anni, il framerate è ancora ballerino e non c’è modo di mantenere i 60 FPS nemmeno con impostazioni grafiche impostate su medio, dato che graficamente non dovrebbe essere pesante. Mi sono arreso e non ho aspettative – in realtà le ho ma non sono positive. Questa è sicuramente una cosa che ha contribuito a rendere No Man’s Sky, per me, veramente pesante da giocare.

Manuele Musso

Manuele Musso

Scrittore improvvisato tra romanzi, sceneggiature e testi brevi. Ama i videogiochi, sarebbe capace di scrivere qualsiasi cosa su questi. Tende a guardare di più all'interfaccia di un videogioco piuttosto che al gameplay in sé, senza contare che pensa solo a quanto è smussato un poligono.