The Equalizer – La recensione Nato come remake di una serie anni 80, l'action di Fuqua riesce a convincere al punto da confermarsi per un sequel

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Robert Mc Call è un impiegato modello di un magazzino di bricolage. Sembra quasi sull’orlo della pensione eppure lo vedi prodigarsi per i più giovani, aiuta un suo amico a perdere peso consigliando dieta e attività fisiche adeguate, ha sempre una parola buona per tutti.

Vive in perfetta solitudine e cena sempre nella tavola calda sotto casa dove scambia qualche parola con la giovanissima Alina, prostituta russa che non ha ancora passato l’adolescenza.
Quando lei viene picchiata selvaggiamente dal suo pappone russo, Robert rivela la sua vera natura di ex agente della CIA addestrato alla guerriglia.

The Equalizer, nel nostro paese intitolato con l’aggiunta dell’sottotitolo Il Vendicatore prende idealmente spunto da una serie anni 80 poco conosciuta dal titolo Un giustiziere a New York .Alla regia di questo thriller dalle forti tinte action troviamo il regista di Training Day, Antoine Fuqua

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132 minuti di quasi one man show di Denzel Washington ( Flight) che si carica l’intero film sulle spalle, la sceneggiatura lavora un sacco sul suo personaggio approfondendone i tratti caratteriali e i suoi mal celati disturbi ossessivo compulsivi, prendendosi tutto il tempo necessario per farcelo conoscere bene prima di gettarlo nella mischia. Il quasi prima del one man show non è casuale, assieme a Danzel infatti anche il suo contrapposto, il villain della storia, interpretato da un Arton Csokas ( il signore degli anelli) in stato di grazia totale, funziona decisamente bene.

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I due protagonisti che sembrano quasi strappati dalle pagine di un fumetto di super eroi più che dal genere action classico, si renderanno protagonisti di un duplice scontro durante il film. Il primo sul piano verbale, il secondo nel gran finale, quando passeranno all’azione scontrandosi all’interno del magazzino dove The Equalizer lavora.

Un film fatto decisamente bene, con una partenza che potrebbe far storcere un po’ il naso perchè lenta e compassata,ma questa “ricercatezza “è una delle caratteristiche che elevano The Equalizer sopra la sufficienza del genere votato alla pura azione.

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD