Detective Gallo recensione: le piume più noir di tutto il videoludo Footprints Games ha sviluppato un'avventura grafica dai canoni classici dallo stile artistico da capogiro. Lo abbiamo giocato: ecco cosa ne pensiamo

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Partiamo dal presupposto che noi ci siamo innamorati istantaneamente di Detective Gallo nello stesso preciso istante in cui lo abbiamo scorto nel corso di Gamescom 2017.  Ed è un po’ ironico che il nostro primo approccio di uno dei videogiochi italiani più interessanti sia avvenuto in terre teutoniche. Ma si sa: la vita ha dalla sua parte strani e antichi meccanismi che, in un modo o nell’altro, ti portano a scovare il bello di vivere su questo pianeta. E tra la lunga lista di ciò che un po’ tutti designano come “meritevole di essere vissuto”, a nostro parere vi dovrebbe essere anche una bella run al titolo di Footprints Games: Detective Gallo.

Noi di Projectnerd.it abbiamo avuto l’opportunità di giocare la build finale del gioco: ecco cosa ne pensiamo dell’opera magna dello studios fondato dai fratelli De Angelis.

UNO STILE POCO (RI)VISTO

Nel corso dell’intervista svolta in sede di Milan Gamesweek 2017, i creatori del gioco ci rivelarono come Detective Gallo fosse un progetto diretto all’eccellenza. Ok: non fu proprio quello che ci dissero, anche perché Footprints è piena di persone talentuose, ma incredibilmente modeste. Tuttavia fummo noi di PjN a estrapolare tra le righe del discorso dei creatori di Detective Gallo l’idea per cui questi ragazzi stessero davvero dando il massimo per offrire al pubblico un gioco davvero ben fatto. La prova svolta a Milano riuscì a soddisfarci in modo adeguato, motivo per cui iniziammo a nutrire un’aspettativa piuttosto alta per la produzione italiana.

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Il Detective Gallo ha sempre le idee chiare su tutto

Detective Gallo è infatti un’avventura grafica punta e clicca che si rifà direttamente ai canoni stilistici Schaferiani. L’opera di Footprints ricalca la strada già battuta da Tim Schafer & Co., ma lo fa con grande stile e devozione. Certamente, quando si parla di avventura grafica “punta e clicca” è difficile pensare a qualcosa di innovativo e diverso. Piuttosto è molto meglio dedicarsi a offrire qualcosa di particolare che nessun altro studios potrebbe invece dare. Nel caso di Detective Gallo, questo “non so chè ” è dato appunto dalle piume che ricoprono tutti i personaggi presenti nel gioco. Morbidi e soffici piume che si concretizzano in personaggi dallo stile unico e allo stesso tempo riconoscibile e che, soli, riescono a portare Detective Gallo ad un livello successivo.

PERSONAGGI DI VALORE

Possiamo affermare come la ricerca dei personaggi scelti per raccontare la strana vicissitudine del Detective piumato componga almeno un 70% del gradimento globale dell’opera. Che sia lo stesso Detective Gallo, amorevoli venditrici di strada, ricche papere appassionate di piante e cactus immobili e taciturni come esattamente tutti i cactus del mondo, ogni personaggio incluso in Detective Gallo è caratterizzato in modo splendido sia visivamente che caratterialmente. Questo accade in quanto gli sviluppatori hanno scelto uno stile grafico pazzesco e tremendamente complesso da implementare in un videogioco: il cartoon Old Scool.

 

Ogni personaggio in Detective Gallo ha una personalità ben definita e uno stile grafico unico. Ognuno di loro è davvero memorabile!

 

Giocare a Detective Gallo vuol dire interagire con un videogioco che si propone, almeno graficamente parlando, come un cartone animato disneyano degli anni d’oro della Fabbrica dei Sogni. Ogni personaggio e ogni scenario è infatti curato con grande maniacalità, ove dettagli impensabili e stili molto personali dipingono quello che sicuramente è uno dei videogiochi indipendenti più belli da vedere della storia recente dell’industria. In tal senso non faccio fatica a equiparare la bellezza di Detective Gallo a quella osservabile nel bellissimo Cuphead e certo: Cuphead è un bullet hell ben fatto e per questo decisamente più dinamico della creazione di Footprints, ma credeteci quando vi diciamo che Detective Gallo è straordinariamente bello da vedere.

UN GAMEPLAY MODERNIZZATO

Dal punto di vista ludico, Detective Gallo si presenta come un’avventura grafica di stampo classico e dalla vena Schaferiana. Questo però già lo sapete dato che lo abbiamo già citato a inizio articolo. Ma cosa vuol dire? Essenzialmente giocare a Detective Gallo vuol dire immergersi in un contesto scenografico ove ogni dettaglio può fare la reale differenza per la soluzione di un enigma. In tal senso, la vena schaferiana (di Tim Schafer ndr.), si osserva per lo più nella creatività con cui gli elementi a schermo sono stati mixati per regalare al giocatore la sensazione di perenne ironia.

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Il carattere di Gallo non è di certo tra i più dolci e accoglienti

E’ però piuttosto facile giocare a Detective Gallo e possiamo dire che nel corso dell’avventura, che purtroppo dura meno di una decina d’ore, non abbiamo trovato sostanziali problemi tipici invece delle avventure grafiche degli anni ’90 (il pollo con la carrucola vi dice qualcosa?). Piuttosto siamo stati folgorati da come Detective Gallo riesca a dimostrarsi fluido e coerente per tutta la breve avventura, sia grazie al carattere spinoso del Detective Pennuto, sia anche alle diverse situazioni a cui bisogna far fronte.

La vena Noir di Detective Gallo è sempre adeguata e mai esagerata

Le diverse situazioni di gioco vanno a comporre uno schema piuttosto ricorrente nelle avventure grafiche a stampo classico. Principalmente ci si alterna a fasi di esplorazione a fasi di minuziosa indagine dove, alla fine, intuito e un pizzico di fortuna compongono gran parte dell’offerta ludica. Tuttavia siamo rimasti davvero colpiti dalla gestione dei dialoghi a scelta multipla. Questi permettono di interagire con i diversi personaggi a schermo con scelte di dialogo ben scritte e mai banali. Non solo: ogni dialogo è stato doppiato da un team professionale di doppiatori, il che fa capire quanto Footprints abbia investito in questo progetto. Non è infatti da tutti riuscire a doppiare in modo così efficace la propria produzione indipendente, soprattutto se il doppiaggio è così azzeccato come in Detective Gallo.

Ogni personaggio è stato doppiato da un team di doppiatori professionisti

CONCLUSIONI

A nostro modo di vedere, Footprints Games è riuscita a confezionare un prodotto ben fatto e solido sotto tutti i punti di vista. Lo stile grafico da capogiro è sicuramente l’aspetto più riuscito del gioco e ben si sposa con i ritmi di un’avventura grafica a stampo classico. I richiami alle avventure di Tim Schafer sono sicuramente piacevoli, ma Detective Gallo gode di una sua forte identità. Gli enigmi piacevoli e mai troppo banali (o impossibili), e i coerenti dialoghi a scelta multipla doppiati, rendono Detective Gallo una breve avventura gradevole e memorabile. Noi di Projectnerd siamo rimasti colpiti dalla bontà del progetto e speriamo tanto di rivedere il pennuto più noir di sempre ancora in azione.

Ci sentiamo di consigliare l’acquisto di Detective Gallo a tutti gli amanti delle avventure grafiche e ai videogiocatori in generale: a nostro parere è uno dei migliori esempi di videogioco italiano. Footprints ha davvero talento e speriamo tanto che Detective Gallo possa portare lo studios italiano anche sulla scena internazionale.

Alla prossima, Detective!

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.