Ulysses: A Dark Odyssey - Projectnerd.it

Ulysses: A Dark Odyssey – la recensione del film Federico Allotto con il suo progetto made in Italy ,nelle sale a partire dal 14 giugno 2018, ci porta in una Torino futura che tra ispirazione dall'odissea

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Federico Allotto dirige Ulysses: A Dark Odyssey, una pellicola action thriller ambientata in un futuro distopico. A lavorare con il regista nella stesura della sceneggiatura l’attore protagonista Andrea Zirio e James Coyne (A Certain Justice). Prodotto da Adrama srl con la consulenza per il tax credit di Fip Film Investimenti Piemonte, il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e in associazione con Banca del Piemonte, il film è tutto ‘made in Piemonte’ e uscirà nelle sale a partire dal 14 giugno 2018.

Anno 2020. In una Torino alternativa e notturna, divenuta per l’occasione Taurus City, il militare Ulysses vaga alla ricerca della moglie Penelope e dei segreti nascosti nel proprio passato, ma la sorte ha in serbo per lui una lunga serie di incontri inquietanti e pericolosi.

Allotto mette in scena un opera che come è facile immaginare trae spunto dall’Odissea, non solo la classica di Omero, ma anche quella più moderna dell’ Ulisse di Joyce, due dei libri che seppur diversi  fra loro, anche solo per periodo storico, sono considerati capisaldi della letteratura antica e moderna.
Da questi classici però Ulysses: A Dark Odyssey prende solo l’ispirazione, la sceneggiatura infatti decide di non ripercorrere le trame già note, come accaduto nel caso della trasposizione di Coriolano di William Shakespeare, avvenuta nel 2011 con la Coriolanus ,diretto da Ralph Fiennes e con Gerard Butler nel cast. Possiamo definirla quasi una pellicola al profumo di Odissea, per usare impropriamente un termine culinario, troviamo infatti dei nomi, delle situazioni, dei “sapori”, che ci rimandano alla trama conosciuta, ma diluite in un mondo tutto nuovo.

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Un progetto diverso dagli standard tipici del nostro paese, sicuramente ambizioso, con quella voglia di uscire dagli schemi di ciò che gli altri fanno che fino ad oggi ho visto cosi forte in sole altre 2 occasioni, 2 pellicole che il destino ha portato agli antipodi, ma avevano in comune questa voglia di scappare dal cinema italiano, stiamo parlando di Lo chiamavano Jeeg Robot e Nirvana. Certo le 3 pellicole parlano di mondi differenti, ma hanno in comune la capacità di mostrare qualcosa di diverso, di mostrarlo con un linguaggio che possa scavalcare i confini senza perdere di efficacia, eliminando quello che di fatto spesso è il vero problema del cinema italiano ovvero il troppo legame con il territorio.

Ecco quindi che Torino muta, diventa la distopica Taurus City,  puoi riconoscerne i monumenti, i palazzi e le strade, ma non ha la benché minima importanza ai fini della storia, perchè la città piemontese è ora un mix fra Sin city e le città corporazione tipiche delle opere letterarie di Gibson, una Torino buia e corrotta dove trovare personaggi strani. Ecco quindi che il nostro Nessuno, o meglio Uly, si troverà a  incrociare la sua via con il transessuale Hermes (Mario Acampa) o con il kebabbaro Pòpov (Stewart Arnold), senza dimenticare il Dio del vento Aeo (Giovanni Mancaruso), personaggi che via via gli mostreranno la strada verso il suo passato, legato a doppio filo con quello del capo della città Michael Ocean (Danny Glover).

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Ulysses: A Dark Odyssey colpisce perchè riesce a mantenere un buon ritmo, mai troppo adrenalinico ne troppo blando, mette in scena una fotografia patinata e ben curata, che nei toni in alcuni passaggi sembra ispirarsi alle pellicole di due altri esteti come von Trier e Winding Refn, non a caso spesso citati dal regista come fonti di ispirazione.

Per confermare la realtà dell’ambizione di questo film gioca un ruolo fondamentale l’ampio respiro dato da un cast che comprende attori d’esperienza come Danny Glover,Charlotte Kirk (Ocean’s 8) e Udo Kier (Suspiria), anche se la palma di migliore prestazione va sicuramente alla cantante Skin, per la sua eclettica prestazione nei panni dell’oracolo, The Seer.

Sicuramente Ulysses: A Dark Odyssey è una pellicola che potrebbe far storcere il naso allo spettatore, ma che ci sentiamo di elogiare per carattere, non è un opera esente da difetti però ha il merito di uscire dagli schemi e sorprendere il palato addormentato del pubblico tricolore. Allotto diventa così un nome da tenere in considerazione per il futuro, sperando riesca a mantenere le buone premesse mostrate in questo film.

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD