Intervista allo sceneggiatore Marco Rincione "Cominciare è più semplice di continuare, ho paura: c’è sempre un grande supporto e molta curiosità per autori che tentano nuove strade. "

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Noi di Projectnerd abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda a Marco Rincione uno dei giovani autori italiani più interessanti e talentuosi del panorama fumettistico attuale. Marco e’ uno dei “due papà” dei paperi depressi ma è anche uno degli sceneggiatori di “Timed” l’incredibile progetto supereroiristico targato Shockdom.

Che cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di fumettista? Quali consigli ti senti di dare a chi decide di iniziare questa carriera oggi?

La carriera è un processo lungo, con momenti di piacere e di sconforto, penso che questa debba essere la premessa di ogni discorso. Il mio desiderio, da sempre, è raccontare storie. Lo facevo anche prima di entrare nel mondo dei fumetti, ma alla fine del 2015 mio fratello – già nel campo – mi propose di scrivere per lui. La storia inizia così, in un autunno pieno di paperi strani. A mio vantaggio ha giocato il fatto che sono un lettore di fumetti da sempre, quindi non era un mezzo narrativo estraneo alla mia visione.

Cominciare è più semplice di continuare, ho paura: c’è sempre un grande supporto e molta curiosità per autori che tentano nuove strade. Più difficile, a volte, è rimanere visibili dopo l’ondata di successo iniziale. Il mio consiglio, pertanto, è: non smettete mai di iniziare.

A quale delle tue graphic novel ti senti più legato?

Probabilmente a Paperi, perché per tanto tempo sono stato quello dei paperi depressi. Ogni storia, però, parla di me e della mia mente, spero di non dover mai scegliere quale salvare tra tutte.

Hai spesso lavorato insieme a tuo fratello, come ti trovi? E’ più semplice lavorare con lui rispetto ad un altro fumettista?

Lavorare con Giulio è più semplice perché ci troviamo continuamente a contatto, la comunicazione avviene velocemente e quindi si può sempre osare un po’ di più. Questo, comunque, non è rilevate: ho lavorato benissimo con tutti gli altri artisti co-autori delle mie opere (Prenzy, Loputyn, Mattia Surroz, Chiara Raimondi) e con tutti ho sviluppato un livello di comunicazione intimo. La sceneggiatura respira e vive diversamente nelle mani di ogni artista, e penso che questo sia il bello di fare lo sceneggiatore.

Hai qualche progetto futuro?

Non smettere mai di cominciare: presto arriverò con interessanti novità. Ma, come sempre si risponde a questa domanda, non posso dire altro.

Cosa ne pensi del panorama fumettistico italiano di oggi?

Un bel posto ma non ci vivrei.

No, scherzo, ci vivo e mi piace pure, sebbene soffra di alcune problematiche interne che forse col tempo si risolveranno. Personalmente, temo che ci sia stato nel recentissimo passato un attaccamento troppo personalistico alla dimensione social, quasi al punto da rendere indistinguibili l’opera e il suo autore. Il rapporto con il pubblico può diventare occasione di cattive esperienze, ma devo dire che mi reputo molto fortunato da questo punto di vista perché sono riuscito a gestire lo scambio autore—piattaforma social—lettore con equilibrata distanza.

Forse questo è un altro consiglio che darei al giovane autore: non pensare subito di creare il personaggio del momento, se è dei tuoi fumetti che ti interessa parlare. Sii paziente, prenditi il tuo tempo e punta al livello della qualità che ti interessa raggiungere.

A dar scandalo e ad essere controversi… siamo bravi tutti.

Tutti noi di Projectnerd non possiamo che augurarti il più grande in bocca al lupo possibile ma soprattutto ti chiediamo di portarci al più presto nuove incredibili storie!

 

 

 

 

Andrea Patruno

Andrea Patruno

Nerd certificato dal 1991, ha imparato a leggere con Topolino e romanzi storici. Tutt'ora divora libri, fumetti, film e serie TV. Laureato in comunicazione e marketing, con specialistica successiva in comunicazione, con una tesi dal titolo "Nuovi media e comics nella multicanalitá: la modernità semantica emergente del fumetto".