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Cyberpunk 2077: La nostra esperienza alla Gamescom 2018 Durante l'evento abbiamo assistito in diretta alla presentazione di CD Projekt RED, queste le nostre sensazioni

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La presentazione di Cyberpunk 2077 alla Gamescom è stato quasi sicuramente  stato l’evento più importante dell’intera manifestazione tedesca impiantata nella Koelnmesse. Certamente l’opera di CD Projekt RED è quanto di più misterioso il mercato videoludico abbia da discutere da sei anni a questa parte. Perché è vero: sono già passati ben sei anni da quando il trailer di Cyberpunk 2077 ha fatto irruzione nei Social Network di tutto il mondo creando, sin da subito, un hype incontenibile. E nonostante ciò, nonostante siano stati in molti a parlare di “Vaporware”, Cyberpunk 2077 è ancora vivo e vivido nella mente di moltissimi videogiocatori. Nel frattempo, nel suo corso di sviluppo, nuove generazioni di ragazzi sono cresciute, passando dall’adolescenza ad un’età più matura. E in tal senso, crediamo che CD Projekt RED abbia svolto calcoli esatti per produrre un’esperienza matura e decisamente appetibile per chi, nei sei anni precedenti, ha iniziato a conoscere quella che generalmente i nostri genitori chiamano “vita adulta”. A breve vi spiegheremo perché.

UN VIDEOGIOCO INCOMPARABILE

La prova tedesca del titolo polacco si è svolta all’interno di un “gabbiotto” dallo stile decisamente futuristico allestito per l’occasione dal Team di Cyberpunk 2077. Accolti dagli sviluppatori stessi dell’atteso videogioco, abbiamo potuto prender parte ad un’ora di intenso gameplay ove abbiamo potuto fare i conti con molti degli aspetti che, sapientemente, sono stati evidenziati nel corso del trailer pubblicato allo scorso E3 2018.
Sostanzialmente, la demo ci ha permesso innanzitutto di testare con mano il sistema di editing del personaggio. Nel nostro caso, il pubblico di giornalisti presente nel corso della presentazione ha deciso di scegliere un personaggio femminile. Selezionato il personaggio in una schermata che evidenzia le nudità dei corpi umani sapientemente censurati (ma che in qualche modo fanno intendere una certa maturità di fondo), scopriamo che oltre al sesso si può editare l’aspetto fisico, il carattere, la “background story” che poi va a influire sulle abilità passive del proprio alter ego, fino a cicatrici e tatuaggi. In definitiva, l’editor ci è sembrato  completo e variegato e quando l’editor personaggi di un gioco di ruolo di grandi dimensioni si dimostra essere di grandi vedute, si può già intuire quella che può essere l’estrema qualità del suo successivo gameplay.

QUALCOSA DI MAI VISTO

 

Arriviamo dunque alla parte più difficile dell’anteprima, o almeno per noi: descrivere il Gameplay e, in generale, la direzione artistica. Generalmente, noi operatori di settore, quando abbiamo davanti un prodotto da analizzare ci affidiamo molte volte a dei punti di riferimento. Tali risultano decisamente utili per riuscire ad essere ancora più incisivi nella redazione di un qualsiasi articolo a tema videoludico, ma talvolta può capitare che un determinato videogioco non abbia in assoluto metri di paragone. Ciò è accaduto poche volte nella storia: potrei citare Crysis, Half Life 2 e magari Beyond: Good & Evil. In tal senso, Cyberpunk 2077 è qualcosa di imparagonabile poiché, a conti fatti, non si è mai visto nulla del genere.

Nella demo provata alla Gamescom 2018 abbiamo assistito a quello che potremmo definire il motivo principale per cui Cyberpunk 2077 è in prima persona: l’immersività. Il mondo dipinto da CD projekt RED è qualcosa di assurdamente vivo: tutto si muove con coerenza e puntualità e qualsiasi oggetto o persona a schermo è effettivamente posta in quel luogo per una ragione. Pensate che nella città californiana ove è ambientata l’intera avventura, lo scorrere del tempo porta gli NPC a comportarsi in modo diverso, dedicandosi a varie faccende contestuali esattamente come in qualsiasi città reale. In tal senso, la prima persona si è dimostrata assolutamente capace di rendere ancor più immersiva una città che, al primo sguardo, si è rivelata essere qualcosa di così incredibilmente viva da essere al limite della surrealità.

 

UNA VITA DI POSSIBILITA’

Effettivamente però, trattandosi di un titolo Cyberpunk proprio come il nome scelto da CD Projekt RED suggerisce, la vita, nella California del 2077, non è proprio uno spasso. La decadenza è ovviamente diffusa e la vita vale ormai quanto una chiavetta USB economica. Sarà proprio per questo che i protagonisti della demo si sono ritrovati a sopravvivere a modo loro in un’America dai sogni infranti. In tal senso, armi da fuoco ed armi bianche non sono affatto mancate. Nella demo, abbiamo potuto osservare quello che effettivamente può essere considerata come una grande evoluzione del sistema di dialoghi e scelte già visto in The Witcher 3. In particolare, in Cyberpunk l’azione non si ferma mai, tant’è che discorrere con amici (e nemici), è sempre qualcosa di naturale e assai appagante.

Tra una fase di shooting e l’altra non solo abbiamo potuto osservare un gunplay di altissimo livello, ma anche osservare come ogni scelta intrapresa anche in modo indiretto, abbia effettivamente delle ricadute su tutta l’avventura. In poche parole, ogni quest può essere svolta in una moltitudine di modi diversi e ciò che ci ha sinceramente sorpreso è come CD Projekt RED abbia creato un sottobosco di possibilità che, a conti fatti, permette di risolvere i problemi in-game con gli stessi meccanismi di pensiero che si utilizzerebbero nella vita reale. Non solo: le concitate fasi ad arme spianate, le quali ci hanno permesso di osservare diverse armi da fuoco con capacità (e potenziamenti) diverse, ci hanno fatto capire come da un momento all’altro la situazione può radicalmente cambiare mutando in contesti imprevedibili e assai stimolanti. Nel nostro caso, le nostre scelte ci hanno portato a un finale di missione dal gusto amaro dopo aver scoperto di aver portato a termine un incarico che, sicuramente, avrà ripercussioni macroscopiche all’interno dell’avventura.

UNO SGUARDO ATTENTO

La coerenza e la fluidità del gameplay ci hanno davvero notevolmente compreso e siamo consci del fatto che quanto abbiamo provato è sicuramente indescrivibile mediante l’utilizzo di parole di umana origine. Sta di fatto che tutto quello che è accaduto nella demo è, appunto, accaduto per un preciso motivo. Per esempio: le abilità utilizzate nel corso della presentazione, sono il frutto di altre numerose quest e scelte che hanno portato ad avere armi capaci di colpire in autonomia i nemici o anche di sparare proiettili rimbalzanti utili per uccidere nemici dietro a coperture parzialmente distruttibili. A quanto pare, la nostra protagonista era anche capace di penetrare con “facilità” nei chip biotici impiantati nelle teste dei nemici uccisi. In tal senso, la nostra mascella ha toccato terra nel momento in cui abbiamo compreso che non solo ogni nemico può essere scannerizzato all’esterno per scoprirne punti deboli e abilità speciali, ma addirittura è possibile scrutare nella mente “biotica” di ogni nemico per scovarne i più remoti e utili segreti.

E dopo aver compreso che in Cyberpunk si possono guidare auto, comprare diversi vestiti, farsi una vita sociale autonoma e in particolare vivere ai limiti dell’illegalità, riuscire ad allontanarsi dall’idea che quanto stessimo vedendo fosse renderizzato in real time da un computer spinto probabilmente al suo limite computazionale, è stato davvero difficile. Il fatto è che Cyberpunk 2077 offre una veste grafica capace di far strabuzzare gli occhi anche al più scettico dei videogiocatori. Texture e modelli poligonali sono davvero a livelli mai visti per un videogioco, ma a sorprendere ancor di più è sicuramente la direzione artistica che accompagna un motore grafico dannatamente performante e strabiliante. In particolare, CD Projekt RED è riuscita a modellare ambienti con un carattere assurdamente vivo e reale, spendendo un sacco di tempo nel tratteggiare dettagli così assurdi da non riuscire in alcun modo a comprendere come diamine sia stato possibile portare un tale splendore in un ambiente virtuale in tre dimensioni. Al proposito, crediamo che Cyberpunk 2077 si distacchi notevolmente dai migliori titoli di questa generazione, alzando l’asticella della qualità artistico-visiva a livelli mai raggiunti prima d’ora in quello che sembra un videogioco realmente proveniente dal futuro.

IN CONCLUSIONE

In questo articolo abbiamo cercato di dimostrare la concreta qualità di un prodotto destinato a fare la storia dell’intero settore. Cyberpunk 2077 è da sei anni in sviluppo e si vede: CD Projekt REDsta impegnando le sue migliori risorse per regalare a tutti gli appassionati un videogioco che possa in assoluto dimostrarsi all’altezza delle già superlative aspettative e, per quello che abbiamo potuto vedere, crediamo che quanto prodotto dallo studio polacco vada ben oltre a quanto i videogiocatori più trepidanti possano mai sognare.

La demo alla Gamescom2018 ci ha mostrato un prodotto che va ben oltre all’avanguardia, dimostrando come i videogiochi possano dimostrarsi maturi ed efficaci nel proporre le più disparate tematiche. Certo adesso sarà difficile attendere l’uscita del titolo e sappiatelo: sarebbe stato meglio vivere nell’ignoranza perché per noi che lo abbiamo visto, gli altri videogiochi ci sembrano qualcosa di già vecchio e lontano.

E nella speranza che Cyberpunk 2077 non esca davvero nel 2077, noi ve lo suggeriamo: la produzione di CD Projekt RED surclasserà sicuramente ogni vostra aspettativa.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD