Harrow County

Harrow County #2 – La Recensione Nel secondo volume della serie firmata da Cullen Bunn e Tyler Crook la protagonista Emmy è “Come allo specchio”

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È Kimmi, la sorella gemella della protagonista Emmy, il personaggio principale del secondo volume di Harrow County, la serie horror-rurale firmata da Cullen Bunn e Tyler Crook. Kimmi è lo specchio di Emmy. Ma è uno specchio rovesciato, che ne riflette la parte negativa. Come allo specchio è, non a caso, il titolo dell’albo pubblicato da Renoir Comics, contenente i capitoli dal 5 all’8 della saga edita in originale da Dark Horse.

Dopo aver scoperto di essere la reincarnazione della strega Hester Beck, Emmy sta iniziando a convivere con la presa di coscienza della sua vera natura. I suoi concittadini le offrono doni e ne chiedono i servizi, a volte anche non a fin di bene, ricevendo in questo caso il netto rifiuto di Emmy. La ragazza anela a una vita normale e sente il peso della solitudine che la sua condizione comporta, ma conosce anche le proprie responsabilità verso gli abitanti di Harrow County.

A incrinare questo equilibrio è l’arrivo alla fattoria di Kimmi, la sorella gemella di Emmy cresciuta in città, tra lussi e comodità. Anche lei ha ereditato i poteri della strega, ma a differenza della sorella vuole usarli per vendicarsi di coloro che, diciotto anni prima, uccisero quella che lei considera la loro vera madre: Hester Beck.

Kimmi chiama così a raccolta gli spiriti e le creature di Harrow County, costringendo Emmy a una nuova fuga attraverso la foresta, dopo quella narrata nel primo volume della serie. Tuttavia, non tutte le creature soprannaturali sono disposte a schierarsi con Kimmi, la cui vicenda si conclude in modo davvero sorprendente.

In questo secondo volume la trama imbastita da Cullen Bunn inizia a prendere quota, anche grazie all’arrivo del primo vero villain all’interno della serie. Continua inoltre il percorso di formazione di Emmy, sempre più cosciente della propria natura e delle responsabilità che ne derivano. Viene poi anche approfondito il rapporto della ragazza con il padre. O con colui che considera tale.

I dialoghi dell’albo sono anche in questi capitoli accompagnati dalle didascalie, che riflettono l’originaria forma di romanzo pensata da Cullen Bunn per la storia. La loro presenza risulta forse eccessivamente massiccia, ma questo non impedisce comunque al secondo volume di Harrow County di scorrere via in modo piuttosto fluido e veloce, anche grazie alla dinamicità della trama.

I disegni di Tyler Crook si mantengono sulla linea del primo volume, con i contrasti cromatici creati dagli acquarelli a farla da padrone. Si conferma anche la costante delle doppie splash-pages in apertura dei capitoli e delle splash-pages in chiusura. Anche in questo secondo albo la griglia delle tavole segue uno schema piuttosto classico, ma se nei primi capitoli un layout semplice poteva essere funzionale alla comprensione del racconto e all’introduzione del lettore all’interno di esso, in questo secondo volume la trama consentiva forse qualche scelta più audace.

Harrow County si conferma dunque una buona serie, capace di appassionare e coinvolgere il lettore. Consigliata agli amanti del soprannaturale e dell’occulto.

Roberto Iacopini

Roberto Iacopini

Classe 1984, insegnante, giornalista, sta ancora cercando di espandere il suo cosmo per raggiungere il settimo senso...ma si accontenterebbe del quinto e mezzo