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Nebula: Lo Straordinario Caso della Bambola Rapita e di Quello Che Ne Conseguì – La Recensione Il giallo all'italiana pubblicato da Shockdom segue il mistero di una bambola assicurata per ben duecentomila euro e del rapimento della sua proprietaria

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Nebula: Lo Straordinario Caso della Bambola Rapita è un volume unico molto particolare, legato alle radici della Shockdom e ai suoi primi anni di attività. La storia, scritta da Lucio Staiano (il fondatore della casa editrice) e Marco Di Grazia e disegnata da Umberto Giampà, infatti è legata a Nebula, uno dei primi esperimenti di webcomic in Italia, pubblicato online nel lontano 2000. Questo nuovo volume, uscito in formato cartaceo, è ambientato prima della storia originale, mostrando proprio come si sono incontrati i protagonisti e come è nata l’agenzia Nebula Insurance.

Pronti a scoprire come una semplice bambola possa valere ben duecentomila euro?

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Chi mai assicurerebbe una bambola?

La trama si presenta piuttosto semplice e lineare, ma con ottimi spunti di base. Uno dei protagonisti, Aiace Sbrana, si reca a Scarrìa, città calabrese immaginaria ma non lontana dalla realtà, per trovare il suo vecchio amico Carlo. Aiace fa la conoscenza di sua figlia Veronica e mentre i due stanno parlando arriva una notizia terribile per entrambi: Carlo è morto.

Superata la fase iniziale di lutto, Veronica si mette d’impegno per risolvere le questioni lasciate in sospeso dal padre, aiutata da Aiace. I due scoprono che prima di morire Carlo aveva accettato di assicurare per duecentomila euro una comunissima bambola, appartenente alla figlia del Commendator Fagà. Come se la situazione non fosse già abbastanza critica, la bambina viene rapita e con lei viene presa anche la bambola. Inizia così un’indagine per ritrovare la bimba, condotta in parallelo dai due neo-soci e dalla Polizia.

Questo fumetto può essere definito come un “giallo all’italiana”, in cui molta importanza ha, oltre al caso da risolvere, il paesino del Meridione in cui si svolge la vicenda, insieme con i suoi abitanti e le regole non scritte formatesi negli anni (immediata è l’associazione con le indagini del Commissario Montalbano). Gli autori non si sono fatti mancare l’opportunità di inserire vari temi nel racconto, come quello della mafia sempre presente in realtà come quelle di Scarrìa.

L’indagine è ben sviluppata e tiene alta l’attenzione per gran parte delle circa 70 pagine di durata. Il vero punto debole sta nella parte finale, molto sbrigativa e con una soluzione al mistero che arriva in modo troppo forzato e irrealistico.

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Aiace, Veronica e Caterina: tre protagonisti vivi

Parlando dei personaggi, i protagonisti sono tre, tutti riusciti e caratterizzati in maniera convincente. Aiace è un toscanaccio eccentrico e un po’ fuori di testa, sempre pronto ad aiutare gli altri e a tenere alto il morale quando ce n’è bisogno grazie alla sua spensieratezza. Nonostante ciò sa anche essere responsabile e pronto in ogni situazione (o quasi). Risulta quindi il personaggio più simpatico del volume, nonostante le espressioni toscane troppo frequenti e macchiettistiche.

Aiace si ritrova a fare da aiutante a Veronica, ragazza ancora troppo giovane ed inesperta della vita per poter gestire le conseguenze della morte di suo padre. Soggetta a repentini cambi di umore, grazie all’aiuto del suo nuovo partner segue un percorso di evoluzione lungo la durata della storia.

Infine c’è Caterina Gallelli, ispettore di Polizia bella ma rude ed irruenta. È una donna decisamente forte, che sa quello che vuole e mal tollera regole che non siano le sue.

Il lavoro egregio fatto dagli scrittori ha reso i tre protagonisti e i personaggi secondari vivi e credibili, rendendo facile al lettore affezionarsi ad ognuno di loro. Si arriva alla fine del volume con una gran voglia di sapere come proseguiranno le loro vite, voglia che può essere parzialmente placata andandosi a recuperare l’originale webcomic (che trovate QUI). Le basi per rendere questo progetto una serie ci sono e in Shockdom staranno sicuramente valutando l’opzione.

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Gabbia classica ma movimentata

I disegni di Giampà seguono uno stile tipico del fumetto italiano (anche nella scelta di lasciarli in bianco e nero), senza però risultare statici. Le linee tracciate danno sempre una grande idea di movimento, nonostante le vignette mantengano per tutto il tempo forme e disposizioni classiche. I personaggi sono molto espressivi e tutti dal design differente l’uno dall’altro, rendendoli immediatamente riconoscibili.

Positiva anche la regia, con alcune inquadrature e prospettive veramente particolari. Un espediente usato spesso è quello di alternare due diverse scene ad ogni vignetta, dando l’idea della prosecuzione parallela degli eventi, ottenendo un valido risultato.

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Andrea Grumelli

Andrea Grumelli

Nato nel 1997, studia Medicina all'Università di Pavia. Nel tempo libero gioca a basket (o almeno cerca di non fare figuracce) e si nutre di fumetti, di qualsiasi provenienza e tipologia. È affamato 24 ore su 24. Vive sempre con la testa tra le...nuvolette!