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Emilio Salgari e i due bisonti – La Recensione Nel secondo volume del Collettivo Nasone si conclude l’avventura dello scrittore con Buffalo Bill

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Secondo appuntamento con la saga steampunk realizzata dal Collettivo Nasone ed edita da Cyrano Comics. Con il volume intitolato Emilio Salgari e i due bisonti si conclude l’avventura dello scrittore in compagnia di Buffalo Bill alla ricerca dell’Acqua Portentosa.

Il primo albo della serie aveva portato i protagonisti del racconto a Vigasio, dove le leggende narrano sia collocata una fonte miracolosa. Giunti sul luogo e trovata la sorgente, Emilio Salgari, Buffalo Bill e gli altri membri del Wild West Show vengono attaccati da un misterioso nemico, che in apertura del secondo volume si rivela essere la bella Dama Suiyo, una donna orientale che ha uno stretto legame con l’Acqua Portentosa.

Lo scontro con Buffalo Bill, dotato di potentissime abilità magiche donategli dagli spiriti totem del pantheon Cheyenne, sembra inevitabile, ma in realtà non è Dama Suiyo la vera avversaria dei nostri protagonisti. Anche la donna vuole proteggere la fonte ed evitare che cada in mano alla spietata Holden Puppet Gang, che con i suoi automi rappresenta il villain della saga.

E lo steampunk? Pur rispettando l’ambientazione storica canonica di fine ‘800, più che il vapore a giocare un ruolo centrale nel racconto è proprio l’Acqua Portentosa, necessaria al funzionamento degli stessi automi. Acqua Portentosa di cui, in questo secondo volume, vengono anche spiegate l’origine e le caratteristiche che la rendono tanto preziosa. La serie Emilio Salgari, dunque, potrebbe legittimamente ricevere la nuova etichetta di waterpunk.

Il lato B del volume (la cui lettura è invertita rispetto al lato A, come in un vinile) presenta una breve storia in cui fanno la loro comparsa Sherlock Holmes e il suo assistente Watson. Un prologo della prossima avventura che vedrà coinvolto Emilio Salgari.

La trama realizzata da Enrico “Nebbioso” Martini scorre via fluida (come l’acqua, verrebbe da dire…), accompagnando velocemente il lettore alla conclusione della vicenda, giocata soprattutto su scene d’azione. Un pregio che, tuttavia, rappresenta allo stesso tempo anche il limite principale di questo primo arco narrativo. Il soggetto, davvero interessante, poteva infatti essere maggiormente approfondito. Per quanto riguarda i personaggi, ad esempio, Buffalo Bill riveste il ruolo di deus ex machina della storia grazie ai suoi poteri magici, mentre gli altri personaggi restano sullo sfondo, a partire dallo stesso Emilio Salgari, più spettatore degli eventi che effettivo protagonista.

I dialoghi accompagnano bene lo scorrere della storia, senza comprometterne in alcun modo la scorrevolezza. Rispetto al primo volume, tuttavia, mancano le didascalie con i passi dei quotidiani dell’epoca (assenza dovuta, ovviamente, anche allo sviluppo preso dalla vicenda), che davano al racconto una precisa e affascinante connotazione storica.

Come il primo volume, anche questo secondo appuntamento con la saga di Emilio Salgari vede alternarsi ai disegni diversi illustratori. A realizzare i capitoli del lato A sono Andrea BilancioGiancarlo Brun e Enrico Giusti, mentre Michele Righetti firma il lato B. Pur nella diversità di stili, le tavole del volume sono caratterizzate da un tratto a metà tra il manga e il disneyano, con il primo che prende il sopravvento nella storia breve del lato B. Menzione particolare per la bellissima cover, firmata da Andrea Bilancio Nicola Bernardelli.

Emilio Salgari e i due bisonti è dunque un buon fumetto d’avventura, che riesce a intrattenere e appassionare il lettore, ma che sembra non esprimere ancora tutte le potenzialità della saga ideata dal Collettivo Nasone. L’azione la fa da padrona, mentre i molti (e interessantissimi) richiami storici disseminati nel corso del racconto restano sospesi, così come manca l’approfondimento dei personaggi, soprattutto del protagonista. Si potrebbe osare di più. I mezzi ci sono tutti.

Roberto Iacopini

Roberto Iacopini

Classe 1984, insegnante, giornalista, sta ancora cercando di espandere il suo cosmo per raggiungere il settimo senso... ma si accontenterebbe del quinto e mezzo