Kraken

Kraken – La Recensione Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari realizzano una Graphic Novel profonda che scava nelle profondità dell'abisso e dell'animo umano

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Kraken è una Graphic Novel del 2017, scritta da Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari e pubblicata da Tunuè in un cartonato di dimensioni generose lungo un centinaio di pagine. Il primo degli autori, parte del duo noto come I Paguri insieme a Daniele Caluri, si ritrova a lavorare su un fumetto lontano dai suoi standard, senza però rinunciare ad alcuni dei temi cari all’autore. Anche il disegnatore d’altro canto viene da una tipologia di fumetto ben diversa da quella a cui appartiene Kraken, essendo noto soprattutto per il suo lavoro su Lupo Alberto. Il fatto di lavorare a qualcosa di differente da ciò a cui sono abituati non sembra però averli messi minimamente in difficoltà, spingendoli anzi a creare una storia veramente valida e profonda. Pronti a scoprire quali orrori si nascondono nelle profondità dell’abisso?

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Esplorare le profondità marine e quelle dell’inconscio

La storia si apre a Parigi. Tra le strade della città vediamo aggirarsi una strano bambino in impermeabile, armato di arpione. Il personaggio è diretto verso la casa di Serge Dougarry, ex presentatore di un programma divulgativo sui misteri del mondo, ormai in decadenza. La sua routine fatta di solitudine, alcol e nostalgia verso i tempi del successo viene interrotta dal piccolo Damien. Quest’ultimo è convinto di aver visto il leggendario Kraken, creatura che è stata protagonista di una puntata del programma di Dougarry.

Il bambino vuole il suo aiuto per trovare ed uccidere la bestia, ma viene prontamente cacciato. Qualche giorno dopo è la madre di Damien a far visita all’ex presentatore, spiegandogli la tragica storia sua e del figlio. La donna chiede a Serge solo un piccolo aiuto: trasferirsi per qualche tempo sulla piccola isola dove vive con Damien e fingere di credere alle storie del bambino fino a che non si sarà calmato.

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Dougarry farà quindi conoscenza di Selalgues, una modesta cittadina di pescatori, e della sua comunità. Come scoprirà presto, gli abitanti dell’isola sono mentalmente arretrati, legati alle tradizioni e restii al cambiamento. Gli isolani sono sempre pronti a fare gruppo contro i più deboli, cercando in continuazione un capro espiatorio su cui riversare il loro odio e a cui dare la colpa per tutti i loro problemi.

Serge si scontrerà più volte contro questa realtà, che ricorda molto quella attuale in Italia e nel mondo, soprattutto quella di Internet. Tuttavia neanche lui è esente da critiche, avendo un lato oscuro che in parte ci viene palesato sin dall’inizio e in parte andremo a scoprire con il passare delle pagine. Caratteristica di questo fumetto infatti è che nulla è certo e come sembra: quasi nessun personaggio è completamente positivo o negativo e il lettore fatica a condividere i ragionamenti di molti dei protagonisti. Terminata la lettura, persino la verità sul Kraken appare ambigua, non definita nettamente, come se fosse velata sotto la superficie dell’acqua.

 

Ogni epoca ha i suoi mostri a cui sacrificare la propria innocenza in cambio di speranza e buona sorte

Kraken è un opera che tratta diversi temi attuali, dando modo al lettore di riflettere su ognuno di loro. Tematica cara a Pagani, già sviscerata nella saga di Don Zauker, è la critica alla religione, dipinta come strumento di lavaggio del cervello per le masse, pronte a fare le cose peggiori pur di continuare a sentirsi nelle grazie di un essere superiore. Altri temi toccati sono la morte e l’ambientalismo, senza lasciarsi mancare l’occasione di lanciare anche una piccola frecciatina proprio verso  i lettori di fumetti e in generale chi ama rifugiarsi in mondi di fantasia piuttosto che affrontare la realtà.

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Parlando dei disegni, Cannucciari ha svolto un lavoro impeccabile. Le linee usate sono spesse, ma le scene sempre molto chiare. I personaggi sono vivi ed espressivi, in particolare gli abitanti di Selalgues, in gran parte brutti, vecchi e rozzi. Ad impreziosire i disegni c’è l’uso del carboncino, che dona un tocco particolare alle tavole. Il tutto è coperto da colori tra il grigio e il verde acqua, come se tutta la vicenda fosse intrisa dei colori del mare, che la ricoprono come un filtro. Dove il disegnatore dà il meglio di sè è però nelle splash page, che si tratti di realizzare navi, mostri marini o paesaggi.

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Andrea Grumelli

Andrea Grumelli

Nato nel 1997, studia Medicina all'Università di Pavia. Nel tempo libero gioca a basket (o almeno cerca di non fare figuracce) e si nutre di fumetti, di qualsiasi provenienza e tipologia. È affamato 24 ore su 24. Vive sempre con la testa tra le...nuvolette!