Red Hot Chili Peppers

Red Hot Chili Peppers: vi raccontiamo il “Live At The Pyramids” I Red Hot Chili Peppers hanno suonato ai piedi delle piramidi per You Tube. Vi raccontiamo la nostra esperienza.

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Chi lo avrebbe mai detto che avrei visto un concerto dei RHCP tranquillamente a casa, seduto sul divano bevendomi una birra e mangiando nachos.
Niente di speciale direte voi e se vi dicessi che il concerto è stato trasmesso in diretta su You Tube? Non siete sopresi? Se vi dicessi che i Red Hot hanno suonato ai piedi delle piramidi? Suona diversamente ora, vero?

Red Hot Chili Peppers alle piramidi

Un’esperienza degna del XXI secolo con internet e le piattaforma di streaming che dominano. Questo permette di godere spettacoli così come ho fatto io, chiondolando la testa a ritmo funky tipico dei Red Hot comodamente seduto sul divano. Ma ne è valsa veramente la pena? Vediamo.

Qui sotto potete godervi il concerto intero ma prima vi vogliamo dare le nostre impressioni.

Red Hot Chili Peppers: vi raccontiamo il Live

Solo le parole “Red Hot Chili Peppers”, “concerto”, “piramidi” messe nella stessa frase fanno pensare ad uno show incredibile. Il collegamento con l’Egitto inizia poco prima delle 19.00 del 15 marzo e You Tube registrava già 51 mila spettatori. Non male ma all’inizio del concerto, dopo 15/20 minuti, i fan sono aumentati a 67 mila.

Il concerto ha avuto alti e bassi. I primi rimarchevoli e adrenalinici e i secondi da dare vergognosamente i brividi.

Il palco è stato allestito sapientemente: una struttura di luci a forma di piramide sotto la quale i quattro veterani hanno dato veramente tutto, ma proprio tutto. Energia, salti e qualche stecca.

La chitarra di Josh Klinghoffer e il basso di Flea supportati dalla batteria di Chad iniziano lo show con una dirrompente jam che sfocia in Can’t Stop. Il concerto vero inizia con Fortune Faded e poi continua con The Zephyr Song, dove Anthony già perde qualche colpo.

Ma non ci sono problemi il concerto continua ed i RHCP si scatenano con Dani California in uno scenario colorato dalle luci con le millenarie piramidi sullo sfondo. C’è spazio ovviamente anche per le canzoni dell’ultimo album come Dark Necessities e Flea si scatena in uno slap perfetto senza sbavature.

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Il concerto prosegue energico fino a quando i Red Hot intonano Snow, e qui Anthony purtroppo non regge e perde i colpi e i coretti di Josh non aiutano ma finalmente arriva il simpatico solo di Flea che canta la canzone Pea, un momento magico (a suo modo) che rissoleva un poco l’umore.
Californication è stata accolta con un boato, ma la band sembra non essere all’altezza, perde un poco di lucidità e la canzone non raggiunge tutto il suo potenziale. L’insicurezza di Anthony alla voce contagia il sempre impeccabile Chad Smith che perde alcuni beat. La canzone scorre lenta. Performance che non rimmarrà nella storia.

In Go robot entra un secondo bassista che con Flea mette su un simpatico balletto, nel frattempo Chad lancia le bacchette mentre suona, come se non ci fosse un domani. Non è ben chiaro perché lo fa forse per distogliere l’attenzione su un concerto-evento che non sta riuscendo proprio bene.

Il concerto prosegue e al momento della energica cover del grande successo di Stewie Wonder Higher Ground gli spettatori sulla piattaforma raggiungevano quota 120 mila. Questo è uno dei momenti alti del concerto.

Poi arriva “La” canzone: Under The Bridge. Kiedis si siede per dare teatralità al momento ma succede la stessa cosa con Californication, la canzone zoppica, la band sembra non capirsi. Ma il peggio arriva con By the way. L’attaco di Anthony è completamente da dimenticare. C’è da dire che abbiamo notato che Anthony sputava e “scatarrava” spesso, avrà avuto qualche problema alla gola? Un leggero raffredore? Non lo sappiamo, ma vogliamo pensare che sia questa la causa di un Anthony decisamente sotto tono.

La band ringrazia e si congeda, il pubblico nonostante tutto non ci sta e grida “One More Song!“. I Red Hot li accontentano e suonano tre bis di cui uno non ne sentivamo la necessità. Ci riferiamo alla cover della canzone Pyramid dei Radiohead suonata da Josh Klinghoffer al piano. Pyramid suonata alle piramidi: citazione rindondondante, superflua.

Nonostante tutto la cover è stata apprezzata per la maggior parte dei fan.

Ci dimentichiamo di tutti gli scivoloni con Goodbye Angels e Give It Away che chiudono il concerto con una scarica di adrenalina di cui se ne sentiva il bisogno. Tutto è bene ciò che finisce bene!

In due ore i Red Hot Chili Peppers hanno dato l’anima in questo concerto-evento dove hanno dimostrato di essere umani, veri e professionali (per la serie the show must go on). Ci sono stati errori, stecche e falsetti di Josh non necessari. Vogliamo pensare che la band fosse sotto pressione per un concerto che è più unico che raro. Non tutti vanno a suonare ai piedi delle piramidi. Forse questa esperienza per la band è stata una opportunità non sfruttata a pieno.

Grande evento, tutto sommato, virtuale. Il video del concerto alle 22.20 ha già raggiunto le 475 mila visualizzazioni, però purtroppo la band c’è sembrata in alcuni momenti arrugginita. È brutto dirlo ma nei momenti “no” del concerto la band sembrava la coverband di sé stessa. Anthony con problemi, i cori di Josh fanno rimpiangere Frusciante. Solo una cosa è stata impeccabile: Flea.

RHCP: Live At The Pyramids: La scaletta del concerto

  1. Intro Jam
  2. Can’t Stop
  3. Fortune Faded
  4. The Zephyr Song
  5. Dani California
  6. Dark Necessities
  7. Hey
  8. I Wanna Be Your Dog (The Stooges cover)
  9. Right on Time
  10. Snow (Hey Oh)
  11. Pea
  12. Californication
  13. Go Robot
  14. Don’t Forget Me
  15. Higher Ground (Stevie Wonder cover)
  16. Under the Bridge
  17. By the Way

Bis:
Pyramid Song (Radiohead cover)
Goodbye Angels
Give It Away

Andrea Castello

Forse il mio primo ricordo d'infanzia è giocare a PacMan per ore, il mio secondo ricordo sono le ore perse ad aspettare che il mio Commodore 64 caricasse un gioco, il terzo ricordo sono le ore consumate a vedere le VHS con i film registrati la sera prima fino a smagnetizzare il nastro. Sono appassionato di Arte, Musica e Video Games, recentemente entrato nel tunnel delle Serie Tv. Blogger, Scrittore e Sognatore recidivo.