Amul

Playagame Edizioni: il nostro test di Amul Durante il Play Festival del Gioco di Modena, abbiamo potuto provare Amul, il nuovo gioco di carte di Playagame Edizioni

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Tra le varie novità presentate al Play Festival del Gioco di Modena, una delle più interessanti è stata sicuramente Amul, presentato da Playagame Edizioni.

Amul è un gioco di carte di Remo Conzadori e Stefano Negro, edito da Lautopeli.fi e localizzato appunto da Playagame Edizioni, come successo anche per Flamme Rouge

La nostra prova si è svolta nella Sala Reali, una stanza lontana da occhi indiscreti, ma purtroppo non da “primedonne inviperite” esterne alla prova. Nonostante il poco tempo a disposizione Amul ha lasciato i presenti con la tipica sensazione di piacere, che solo un gioco ben strutturato ed interessante riesce a darti.

Amul

Parliamo naturalmente di una edizione demo, anche se forse non possiamo parlare nemmeno di demo, visto che tutto il materiale è stato stampato in casa da Giuseppe di Playagame Edizioni, che ha dimostrato ancora una volta, la sua grande dedizione e passione.

La grafica richiama le tematiche arabe antiche, tra fiabe e leggende, è curata ma soprattutto chiara, infatti tutta la simbologia non lascia spazio a fraintendimenti.

Il gioco si presenta come un deck building con draft in cui avremo carte che ci daranno punti se tenute in mano a fine partita o se “costruite” (posizionate sul tavolo di gioco), potremo fare combinazioni tra carte in mano e a terra, con le carte degli avversari adiacenti o con tutti i giocatori.

Amul

Composizione iniziale del gioco:

Le carte di Amul si dividono in 3 categorie

Carte Mercato: mazzo di carte principali
Carte Bazar: permettono di ottenere punti per combinazioni di carte mercato
Carte Castello: permettono di fare combinazioni con le carte mercato

Le carte mercato formano il mazzo utilizzato dai giocatori, mentre le carte bazar e castello saranno posizionate scoperte sul tavolo ad inizio partita, queste potranno essere acquisite soltanto grazie ad alcune carte mercato, che ci daranno la possibilità di pescare dal Castello o dal Bazar.
Ogni giocatore riceve una mano iniziale di 5 carte, all’inizio di ogni turno verranno posizionate 3 carte del mazzo al centro del tavolo, dando vita al mercato del turno.

Il Turno:
– Pescare una carta dal Mazzo (in ordine di turno)
– Scartare una carta dalla mano nel Mercato (contemporaneamente)
– Aggiungere alla propria mano una delle carte (in ordine di turno)
– Costruire una carta (contemporaneamente)
– Risolvere gli effetti delle carte (in ordine di turno) es: Pescare una carta Bazar e posizionarla sul tavolo.

Tra le carte presenti, che raffigurano spezie, oro, gemme preziose ed altri oggetti tipici, sono presenti anche le Guardie. Queste se posizionate sul tavolo ci daranno vantaggi nei turni finali del gioco. Infatti dopo che il segnalino primo giocatore ha fatto un giro completo il turno partirà dai due giocatori che hanno più potere militare, per poi continuare in ordine di turno normale. Il gioco termina alla conclusione del 9 turno di gioco, a questo punto verranno considerate tutte le combinazioni di carte e calcolati i punteggi.

Amul
Un parterre di Giornalisti Ludici, alle prese con Amul… purtroppo non sappiamo chi ha vinto

Il gioco offre meccaniche facili ed intuitive ma non per questo banali, anzi tutto il contrario, al tavolo dopo il primo giro tutti i giocatori hanno iniziato a calcolare meglio le mosse e ad eseguire i turni di gioco molto più velocemente.
Le dinamiche di draft e costruzione se non gestite bene, ci costringeranno a regalare punti agli avversari, infatti dopo la pesca della carta dal mercato, dobbiamo costruire, quindi dovremo avere almeno una carta che permetta questa azione.

L’immediatezza delle regole e la facilità di apprendimento, mi hanno ricordato giochi che hanno lasciato il segno negli ultimi anni (per esempio Kingdomino), turni veloci e partite snelle, tutte componenti che fanno pensare che Amul sarà facilmente un must have di quest’anno.

Non ci rimane che aspettare la versione definitiva e giocarci!

 

Ignazio Piras

Ignazio Piras

Da che ha ricordi... ricorda di essere un NERD