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Once upon a Time in Hollywood: l’incontro di ProjectNerd alla conferenza stampa del Festival di Cannes Roman Polanski protagonista delle poche domande concesse ai giornalisti, prendendo quasi interamente il monopolio del dibattito.

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Durante la mattinata di oggi, la sala stampa del Palais des Festival a Cannes è stato letteralmente preso d’assedio da fotografi e giornalisti, in fila sin dall’apertura della struttura per accedere – o sperare di accedere – alla conferenza più attesa di Cannes 2019, quella con Quentin Tarantino, Margot Robbie, Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, per la discussione coi giornalisti del loro ultimo film Once upon a Time in Hollywoodpresentato in concorso nella serata di ieri. Sebbene gli accessi siano stati concessi a poco più di metà dei presenti in fila, a causa della scarsa capienza della sala conferenze, il dibattito che vi ha avuto luogo ha dato modo al regista e i presenti di commentare alcuni temi dentro e fuori dal film, con un particolare accento di riguardo – anche se spiacevolmente – alla questione di Roman Polanski.

Once upon a Time in Hollywood, infatti, prende in considerazione anche il personaggio del regista e della moglie, Sharon Tate, assassinata durante l’epoca dei fatti narrati.  Sebbene Tarantino sia famoso per la sua grande loquacità, alla domanda se si fosse consultato con Polanski per quanto riguarda le scene che riguardano la defunta moglie, l’italo americano ha sfoderato un brevissimo e secchissimo, “no, non l’ho consultato”, sperando forse che l’interesse dei presenti si offuscasse presto. Così purtroppo non è stato, e all’insistenza degli intervistatori, che hanno voluto sapere qualcosa di più sul suo rapporto personale con Polanski, Tarantino si è sbottonato rispondendo al meglio delle sue abilità diplomatiche.

Ho incontrato Roman qualche volta durante la mia carriera. Non intendo riferirmi a lui citandolo come il grande regista che è, ma per il cineasta di punta qual è stato all’epoca di Once upon a Time in Hollywood. Quando ha fatto Rosemary’s Baby, era comune per un blockbuster guadagnare circa 8 milioni di dollari, lui ne fece 35. Sono un grande fan delle opere di Roman, in particolare modo proprio questo horror.

Il suo personaggio comunque non aveva bisogno di essere messo al centro dell’attenzione, nel corso del film. In quella Los Angeles, i personaggi potevano davvero coesistere simultaneamente. Sono stato spinto a fare Once upon a Time in Hollywood proprio per andare alla scoperta di quell’epoca dell’America, della città e degli studios, analizzando di conseguenza ogni diverso aspetto che li costituivano.

Le domande insistenti dei giornalisti sul coinvolgimento di Polanski nel film, nascono forse da una passata dichiarazione fatta dalla sorella di Sharon Tate, Debra, fatte a TMZ durante il 2018. La donna aveva infatti cassato in pieno l’idea di Tarantino di voler parlare della tragedia avvenuta a Cielo Drive nel modo baldanzoso con cui intendeva scrivere la sceneggiatura, poiché la celebrazione degli assassini in maniera sensuale e divertente era all’opposto delle sue idee in merito.

Successivamente, Debra Tate ha poi dichiarato che un suo incontro con Tarantino andò bene, e che Once upon a Time in Hollywood non sarebbe stato affatto quello che la gente si aspetterebbe, se si accostano i nomi di Charles Manson e Quentin Tarantino – dichiarazione che noi, non possiamo che avallare, sebbene sul film e sulla nostra conseguente recensione viga una richiesta di non spoiler da parte del regista stesso. Il caso vuole comunque che nei titoli di coda del film – e questo è rivelabile – Debra Tate appaia nei ringraziamenti… contrariamente a Roman Polanski. Once upon a Time in Hollywood arriverà nei cinema italiani a partire dal 19 settembre 2019.

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Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.

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