Spider-man: Far from Home – la pellicola getta le basi per uno dei punti fondamentali della psiche del personaggio? Il mondo del MCU si prepara per mostrarci i dolori del giovane Parker

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ATTENZIONE SPOILER INSIDE 

Chiunque abbia anche solo una infarinatura del mondo dei personaggi che popolano l’universo dei fumetti della Marvel sa che Peter Parker, per diversi aspetti, incarna alla perfezione il mantra del “supereroe con super-problemi”

Uno dei tantissimi lasciti di Stan Lee nel mondo del comics mondiale è stata proprio questa teoria, creare una sorta di venatura di imperfezione, di debolezza, di umanità all’interno dell’eroe per avvicinarlo a noi lettori, in contrasto con la perfezione di personaggi come ad esempio Superman o anche Captain America che invece incarnano la figura del paladino senza macchia.
La figura dell’eroe Spider-Man infatti non nasce puramente dal morso del ragno radioattivo, ma dal senso di colpa scatenato dalla morte dello zio Ben per mano di un rapinatore, che lo stesso Peter – nonostante ne fosse in grado – non ha fermato, causando la fine di quello che è stato un padre per lui.

Questo è uno solo dei momenti che segnano le debolezze dell’amichevole ragno di quartiere, un altro momento molto importante è legato alla morte di Gwen Stacy. Gwen venne uccisa infatti durante uno scontro tra Goblin e l’Uomo Ragno: il supercriminale la lanciò dal ponte di Brooklyn, Peter lanciò le sue ragnatele per prenderla lasciando il dubbio se proprio il suo tentativo di salvataggio portò alla rottura del collo della ragazza, un evento che segna per sempre la psiche del personaggio.

All’interno del mondo cinematografico di casa Marvel però troviamo un personaggio diverso, privo di questo aspetto che per molti è fondamentale all’interno della psiche e del futuro di Peter, ma in qualche modo, gli eventi degli ultimi film potrebbero aver gettato le basi di questo aspetto.

A rappresentare il super-problema di Spider-Man, potrebbe essere ancora una volta una morte, questa volta però non quella di Zio Ben – fino ad oggi figura pressoché assente – ma quella di Tony Stark AkA Iron Man, avvenuta al termine di Avengers: Endgame. Il mondo visto in Far From Home, pellicola che chiude di fatto la cosiddetta fase 3 del MCU, è quello che fa i conti con il Blip e le sue conseguenze, fra cui proprio la perdita dell’eroe in armatura, che ritroviamo numerose volte sotto forma di murales. Stark ha rappresentato un mentore, una figura quasi paterna con alcuni dei suoi comportamenti, per Peter e questo potrebbe porlo a prendere il posto di Ben come “guida morale” e riferimento costante nello Spider-Man che verrà. Proprio la pellicola attualmente al cinema in alcuni dei suoi punti lascia trasparire questa possibile interpretazione, la prima volta durante l’intervista all’Uomo Ragno, quando dopo una domanda su di lui decide di isolarsi e scappare dalla situazione.

La seconda e forse più emblematica è quella dove Parker si trova in balia delle illusioni di Mysterio, che sfrutta le sue debolezze mostrandogli una versione “zombie” di Iron-Man (oltre che un tributo proprio alla morte di Gwen Stacy).
Gli studios quindi potrebbero decidere di strutturare in maniera diversa il loro giovane vendicatore, dandogli caratteristiche differenti, ma salvaguardando una parte fondamentale come il suo senso di colpa,  in questo caso la sensazione di sentirsi inadeguato a prendere il posto del suo mentore.

Una teoria decisamente interessante che speriamo venga confermata nei prossimi film del Marvel Universe. 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD