FROZEN 2 – Il Segreto di Arendelle – La recensione Anna ed Elsa tornano ad incantare gli spettatori di ogni età. Ok, non proprio tutti tutti gli spettatori...

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Avete presente quando la vostra mente, il vostro cuore, la vostra anima si divide a metà? Quando una parte di voi urla qualcosa, ma la restante parte urla l’esatto opposto? Ecco, io ho provato questa sensazione guardando FROZEN 2 – Il Segreto di Arendelle.
E visto che sono divisa io, dividiamo anche la recensione in due.
Precedenza ai piccini, sempre. Quindi lascio prima la parola alla parte bimba di me.

FROZEN 2 – Parte 1

Bello! Bello bello bello! Tocca avere davvero un cuore di pietra per restare indifferenti a questa pellicola!
Ce ne è per tutti i gusti: romanticismo, risate, lacrime e anche qualche momento per fermarsi a riflettere.
In un momento politico e sociale agghiacciante come quello che stiamo vivendo, pellicole come FROZEN 2, che esaltano la bellezza del diverso e la sua importanza, la necessità dell’aiuto reciproco e del rispetto del prossimo, sono a dir poco fondamentali.
Così come anche l’invito a connettersi con la natura, a tornare ad ascoltarne la “voce” e far pace con lei, prima che si arrabbi seriamente e ci prenda a ceffoni (come meriteremmo) ha una valenza del tutto speciale.
Non voglio scendere troppo nei dettagli della trama, perché non vorrei spoilerare nulla. Odio gli spoiler e chi li fa.
Però lasciatemi almeno dire che a livello di effetti si sono davvero superati. C’è da restare a bocca aperta per quasi la totale interezza del film. E dove non resti a bocca aperta per gli effetti, probabilmente stai o ridendo o piangendo.
Ah, sì. Avvisati. Si piange.
Anche le musiche sono meravigliose e i doppiatori hanno fatto un lavoro davvero superbo.
Rinnovo: bellissimo! Come il primo, ma forse anche un pochino di più.

Unico neo: all’uscita i gadget per la stampa erano finiti e io sono senza agenda di Frozen! Cattivi! Dovevate assicurarvi che ognuno ne avesse almeno uno. Mi avete fatto piangere di nuovo!!!

FROZEN 2 – Parte 2

E ora tocca alla parte adulta. Quella che ha letto un bel po’ di libri, guardato un bel po’ di telefilm, film, lungometraggi animati, anime, ha giocato un sacco di ruolo… insomma: quella che non è una bimba che si lascia incantare. Qui qualche accenno alla trama dovrò farlo per forza, quindi se non volete saperne nulla, meglio che salviate il link per dopo il 27. Se invece non vi disturba sapere qualcosina (che tutto sommato si evince anche dal trailer), allora continuate pure e sguazzate felici nell’acidità di una recensione impietosa.

 

 

Qualcuno ha detto che FROZEN 2 è un capolavoro. Meglio addirittura del primo.
Mi chiedo chi dei due abbia sbagliato sala al cinema. È un capolavoro sotto quale aspetto? Nelle animazioni? Ok, siamo d’accordissimo. Luci, suoni e colori sono fantastici. Pure la scena di Glorfind… ehm… volevo dire, dell’originalissimo cavallo (kelpie?) surfista è uno spettacolo per gli occhi.
E le musiche? Sì, dai. Anche quelle molto belle. Sono curiosa di sentire anche le versioni in originale, onestamente. Mi piace sempre guardare il lavoro fatto da traduttori e adattatori.
Ok, ammetto che la voce che sente Elsa aveva un retrogusto di Nightmare Before Christmas. Che ho amato tantissimo, quindi non mi è dispiaciuto troppo cantare per metà del film “Re Del Blu Re Del Mai” (Provateci. Ascoltate anche voi la voce e ditemi se non vi parte “ho dentro me… che cosa non so un vuoto che non capirò”). Senza contare che se pensiamo alla storia di Jack e ai sentimenti provati in quello specifico brano, al testo della canzone… ci sta. Ci sta tutto.
Hanno molte cose in comune con la storia di Elsa in questo capitolo.

(All’improvviso: la ship che non avresti mai pensato).
Oh, anche la canzone di Kristoff (povero tesoro mio…) è meravigliosa. Un’ode sfacciata agli anni ’80 che il mio vecchio cuoricino ha cominciato a chiamarlo Jon Bon Kristoffi e i miei capelli si sono cotonati in un istante da soli.
Un applauso anche al reparto marketing. Il cammeo di Pasqal da Rapunz… come? Non era Pasqal? Era un personaggio nuovo? Davvero?

Ok… Allora doppi complimenti per essere riusciti a creare un nuovo (??) personaggio così adorabile che farà impazzire le casse dei Disney Store.

Ma arriviamo ai tasti dolenti. Sì, perché non ci ero ancora arrivata.

Potrei parlare della trama. Ma mi sto ancora chiedendo quando arriva.
Ebbene sì, la trama è uno dei due peggiori difetti del film.
All’improvviso la foresta si risveglia…
Perché?
Seriamente, cosa scatena questo benedetto risveglio?
Forse il protagonista la cui maledizione è legata alla foresta ha appena compiuto gli anni e deve iniziare la scuola? No?!
Forse è rispuntato l’unico anello e l’Oscuro Signore lo rivuole? No.
Elsa sta per sposarsi e quindi la foresta rosica? Nemmeno.
Per quale motivo si risveglia proprio in quel momento? In quel giorno preciso? Se lo dicono, me lo sono perso. Ma ricordo di essere stata lì, appostata come un predatore che ha adocchiato la preda, in attesa che questa benedetta motivazione arrivasse… ma niente.

Vabbè, oh. Anche io ogni tanto mi alzo la mattina che mi girano senza un preciso motivo. Avrà anche la foresta il diritto di farlo, no?! Andiamo avanti.

La storia si svolge su due rette parallele che non si incontrano mai. E se si incontrano, si insultano a vicenda e poi riprendono la propria strada.
La prima è un elogio alla vecchiaia. Sin dall’inizio Olaf parte con tutta una serie di discorsi filosofici sulla bellezza e l’importanza di essere Anzianotti e sul fatto che da vecchio avrai tutte le risposte. Mi è venuto spontaneo pensare che no, non ce l’ho tutte le risposte.

Comprese quelle alla domanda “Ma la Trama quando arriva?”.
Però vabbè. Apprezzo comunque il pensiero carino, dai.

Così come apprezzo anche l’altra coccolina a noi anzianotti, la citazione a Frankenstein Junior nel finale.

 

L’altra è ispirata alla famosa canzone di Elio e le Storie Tese, Cara ti amo.
Altrimenti non si spiega.

Anna: “insieme”
Elsa “Insieme”.
Anna “Insieme”
Elsa “diviamoci”.
Anna “….ma non era insieme?”
Elsa “Sì, insieme”
Anna “Insieme!”
Elsa e Anna “ci siamo riuscite insieme. Perché solo insieme possiamo qualsiasi cosa. Quindi dividiamoci.”
Elsa “scrivi ogni tanto”
Anna “Certo, anche te.”

Improvvisamente mi sono sentita John Travolta nell’ormai famosissima gif.

Andiamo oltre.
Lasciamo perdere la coerenza dei personaggi, dai. Che alla fine non… non… no, diamine. È importante.

Vabbè, ve la risparmio comunque. Ma sappiate che è assente anche quella.

L’ultima cosa di cui mi lamento, promesso.
Sono sinceramente felice di vedere finalmente dei personaggi femminili forti. È da anni ormai che finalmente la donna non è più la scusa per far partire l’erore maschio a salvare il mondo e a mettersi in mostra, ma sia lei stessa a salvarlo. Con le sue forze e le sue abilità. Che siano forze fisiche, spirituali o anche la dolcezza. Perché la dolcezza non è un crimine. Non è una debolezza. E come diceva Esopo “Nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia, è mai sprecato.”
Ma qui si tocca il ridicolo. Non per loro due, eh! Oddio, sono stata tutto il tempo a pensare che sotto sotto Anna è una grandissima stronnnnnncatrice di momenti romantici. Ma a parte questo niente di ché.
Il ridicolo è il maschio.
Anche durante la conferenza stampa è stato posto il problema della figure maschili un po’ bistrattate (eufemismo dell’anno).

A rispondere per primo è stato Chris Buck (regista)
Sono personaggi di supporto. È il viaggio di Anna e di Elsa, e ogni volta che ci allontaniamo da loro, ci si perde. Si perde il punto focale della storia, il loro viaggio.
Jennifer Lee (regista e sceneggiatrice – tra gli altri – di entrambi i capitoli di Frozen) aggiunge
Tutti gli uomini in entrambi i film – ok, a parte Hans – sono eroi. […] e una delle cose che li rende davvero eroi è che non hanno paura di appoggiare le donne.

Vi chiedo scusa, signori registi. Sicuramente voi conoscete il film e i personaggi meglio di me. Ma sappiate che ciò che io ho visto non è esattamente quello che avevate in mente.
Ho visto un Kristoff comparire solo per far ridere con le sue -tenerissime e goffissime- proposte di matrimonio. Poi sparisce per una sciocca scusa (e Anna si preoccupa della sua sparizione tipo per 5 secondi, poi chissene, tanto ho Elsa) e fa la sua canzoncina anni ’80 in cui fondamentalmente piange perché senza di lei non è nulla (in pieno spirito rock ballad anni ’80) e poi niente. Non si vede più fino alla fine del film, quando compare al momento giusto per… uhm… fare i lavori pesanti. L’uomo non serve più a nulla se non a far ridere e a fare il mulo. E prima che attacchi la solfa, femminista inacidita, lascia che dica due cose:
1) sono femmina e per la parità dei sessi anche io.

2) ok, finora sono le donne a essere sempre state inutili nell’immaginario comune. Ma non è rendendo pan per focaccia che si ottiene la parità. Non si va da nessuna parte se ragioniamo come bambini delle elementari. Dignità e rispetto per chiunque. Indipendentemente dal genere.
Ah! Quando dico sparisce, intendo letteralmente sparisce. Anche dai pensieri. Tipo che c’è un momento in cui Anna resta sola (e non dico di più per non fare spoiler) e giustamente nomina Elsa e Olaf, ma Kristoff non lo nomina manco per errore.
E menomale che è l’uomo della sua vita.

Pensa se era una scappatella.


Insomma, se cercate trama, coerenza dei personaggi, evoluzioni e crescita del personaggio motivate dall’esperienza, dalle sfide della vita e da una forte (ma anche minima) introspezione psicologica, cambiate sala. Sono sicura che ci sia almeno un film che offre di meglio.
Ma se volete cullarvi tra le braccia di Papà Disney tra luci, suoni e colori… pop corn e restate fino alla fine. Fino alla fine ho detto.

Questa è la fantastica litografia che ci hanno regalato dopo la conferenza stampa. Apprezzata moltissimo.

Soprattutto perché ce ne erano a sufficienza per tutti.

Non come al cinema.

(Sì, su questo sia la vecchia che la bimba concordiamo: cattivi!).

E come scena post credit vi beccate un domandone. Per lo più rivolto ai vecchietti (che ricordiamo, hanno tutte le risposte, eh!) come me, o comunque che hanno visto (e rivisto) l’opera in questione e il secondo capitolo di Frozen.
Solo a me è tornato in mente il Jesus Christ Superstar, la scena del Getsemani nello specifico, mentre Anna risale le rocce e cerca in sé la forza di fare la cosa giusta nonostante la disperazione più cupa?
Se sono effettivamente l’unica… conoscete uno bravo a cui rivolgermi?

Don

Don