Altered Carbon: La recensione della seconda stagione

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La prima stagione di Altered Carbon, disponibile nel catalogo Netflix , era stata una piacevole sorpresa per tutti gli amanti del genere Sci-Fi. Ora a distanza di quasi due anni torna con una seconda stagione, con una prima importante differenza al vertice, il ruolo di showrunner che passa dalla creatrice della prima stagione Laeta Kalogridi a Alison Schapker.

Fra le due stagioni intercorrono 30 anni,  e il protagonista – Takeshi Kovacs – si trova ora in una custodia diversa, ma alla ricerca della sua amata Quellcrist Falconer, sul suo pianeta natale il Mondo di Harlan. Kovacs si ritroverà invischiato in una lotta politica complessa e in una serie di omicidi legati ai padri fondatori di questo pianeta.

Anche nei nuovi 8 episodi della serie, lo show mantiene in qualche modo la sua atmosfera estetica particolare e molto interessante, che pur distaccandosene egregiamente non può che richiamare alla mente Blade Runner. Lo show si ripresenta come un prodotto molto curato sotto questo punto di vista, con buonissimi effetti speciali e una cura particolare per la fotografia.

Abbandona però la venatura più noir della prima stagione, abbracciando una nuova visione più action del genere fantascientifico, non lesina sui momenti esistenziali e sui monologhi riflessivi, ma con un piglio decisamente più rapido rispetto alla prima iterazione. La trama convince – anche se forse meno rispetto alla precedente – e paga la decisione di mettere in scena una sceneggiatura complessa, ma non troppo, mantenendo una certa linearità che consente allo spettatore di non perdersi e consolidare ciò che già era stato creato, introducendo personaggi e concetti nuovi solo quando espressamente necessario. Una decisione probabilmente dettata dal numero ristretto di episodi a disposizione di Altered Carbon. 

Buona la scelta di dare un nuovo volto a Kovacs, optando per il futuro Cap Anthony Mackie, in grado di dare più solidità fisica in un momento in cui si necessità di maggiore dinamicità e azione , stesso discorso vale per il suo doppio  Will Yun Lee che in questa stagione – e anche nelle prossime – avrà maggiore spazio.  La nuova idea di narrazione permette anche a Poe, l’I.A della prima stagione, di poter interpretare un ruolo più strutturato rispetto alla spalla comica vista in precedenza, con un arco narrativo interessante .

Il mondo di Altered Carbon ha un grandissimo potenziale, lo ha nel suo background e nei suoi temi, non è ancora perfetto però sicuramente può rappresentare una delle serie di Fantascienza recenti più interessanti sul mercato, magari con una terza stagione che chiuda la storia principale.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD