Borat 2: l’associazione kazaza negli USA vuole bandirlo dagli Oscar Il film sarebbe accusato di oltraggio alla comunità kazaka e alla rispettiva nazione

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Una coalizione rappresentata dalla Kazakh-American Association e il Consiglio dell’American-Islamic Relations (CAIR) ha dato vita ad una campagna di lobbying tesa a bandire Borat Subsequent Moviefilm dalla partecipazione ai maggiori awards della stagione.

Il gruppo, il quale include membri della comunità etnica kazaka, ha stilato lettere indirizzata alla Academy of Motion Picture Arts & Sciences e ad altre associazioni cinematografiche al fine di convincerlea bannare il sequel con protaginista Sacha Baron Cohen accusandolo di “razzismo, bigotteria e discriminazione contro il Kazakistan e la sua gente”.

“La comunità kazaka è sottorappresentata nel mondo e quindi vulnerabile. Sacha Baron Cohen comprende questo fatto e sfrutta la popolazione kazaka dirottando la nostra identità etnica, ‘sbiancandoci’ e incitando le molestie contro di noi”. Questo è quanto dichiarato dal CEO della Holly Film Academy, Gia Noortas, che aggiunge: “Considerando il clima politico di allerta sociale, unitamente alle polizze adottate dalle associazioni cinematografiche in merito al rispetto delle diversità, ritengo incredibile che un film che biasima, bullizza e traumatizza una nazione di persone di colore, possa ancora essere un’accettabile forma di intrattenimento”.

La lettera giunge dopo 13 anni dalla conquista della nomination all’Oscar come Best Adapted Screenplay per il lavoro di Baron Cohen ed il suo team. Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan ha donato a Baron Cohen un Golden Globe come Miglior Attore in un Musical o Commedia.

Tra le altre associazioni, il gruppo ha inoltre scritto lettere alla Hollywood Foreign Press Association, alla Directors Guild of America e alla British Academy of Film and Television Arts. Il tema comune alle lettere è che il film rappresenta un “danno concreto alla gente kazaka” attraverso scenari falsi, fatti di “violenza, sessismo e anti-semitismo”.

Il direttore di CAIR, Nihad Awad ha aggiunto “Ci uniamo ai kazako-americani nel fare appello alle associazioni di film per far sì che il sequel di Borat venga bandito dalla presa in considerazione per premi. Riconosciamo che Cohen a volte utilizzi i suoi personaggi bigotti per evidenziare lo stesso difetto in altri, ma non può opporre razzismo e bigotteria contro delle persone perpetuandoli contro altre persone, specialmente kazako-americani, la cui vera cultura è sconosciuta alla maggior parte degli americani”.