Lupin: La recensione della Seconda parte della serie Netflix

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Lasciate alle spalle le perplessità che hanno accompagnato l’arrivo della prima parte su Netflix, il Lupin di Omar Sy torna con una seconda infornata di episodi, pronti a riprendere esattamente da dove ci eravamo lasciati nell’ultimo episodio, pronto a diventare il perno su cui far ruotare la narrazione.

Rispetto alla prima parte abbiamo avuto la sensazione che questi 5 episodi scorrano in maniera molto più spedita, molto fluida e quasi frettolosa in alcuni passaggi della sua trama, riproponendo ancora una volta quella formula vincente che ha visto Assane Diop protagonista di una serie d’intrattenimento per famiglie, dove i vaghissimi accenni alle differenze di classe e al razzismo rimangono sullo sfondo e secondari, pur presenti – soprattutto nelle scene legate al passato del ragazzo.  Ritroviamo lo schema già visto, quel saltellare avanti indietro tra la gioventù di Diop e il presente, senza dimenticare i salti più piccoli, per svelarci i trucchi di Lupin. Numeri degni delle opere di LeBlanc, ma che lo spettatore smaliziato può prevedere con maggiore anticipo e forse questo sporca leggermente il risultato finale delle sue macchinazioni.

Al centro di tutto anche questa volta troviamo Omar Sy, l’attore è padrone assoluto di ogni scena, al punto da essere una figura forse fin troppo ingombrante, che non lascia spazio a sviluppi per nessun altro dei comprimari. Allo stesso tempo però è innegabile che molto del successo di questa serie è legato proprio al suo interprete principale, che è riuscito a trasformarsi in un moderno Lupin a cavallo tra lo stile letterario e quello del famosissimo anime, con una punta di modernità, una figura carismatica che ha da sola trascinato lo show alla vittoria nei confronti della diffidenza iniziale di molti spettatori .

Questo Lupin parte 2 sembra almeno all’apparenza chiudere un ciclo, lasciando però aperte le porte alla parte 3 già annunciata, che a questo punto potrebbe vedere l’ennesimo ribaltamento nella guerra da Diop e la sua nemesi, oppure mettere il Ladro Gentiluomo alle prese con una nuova missione.

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD