Settlers: La recensione del film sci-fi western al Trieste Science + Fiction Festival

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Continuiamo la nostra esplorazione delle pellicole del 21° Trieste Science + Fiction Festival questa volta passando per la Gran Bretagna, per un film di fantascienza che pesca a piene mani dal wester : Settlers , che vede alla regia il debutto di Wyatt Rockefeller .

In un’isolata proprietà alla frontiera marziana, una famiglia terrestre si aggrappa alla speranza di un futuro migliore. Ma quando sulle colline circostanti compaiono degli sconosciuti, la piccola Remmy scorge un barlume della realtà che i suoi genitori, Reza e Ilsa, le hanno faticosamente tenuta nascosta. Reza e Isla uccidono due degli assalitori e Reza insegue il terzo… ma non fa più ritorno. Arriva invece l’ultimo superstite, che offre loro la possibilità di andarsene. Ma Ilsa, per qualche ragione che Remmy non capisce, rifiuta. Inizia così una faticosa distensione nei confronti dello sconosciuto, che presto s’insinua nella loro quotidianità.

Settlers ci porta su un suolo marziano (in realtà in Sud Africa) desolato e polveroso, perfetto per riportarci al vecchio west fatto di persone rese dure dalla vita, spietate e abituate a sopravvivere. Sulla carta l’idea di Rockfeller non sarebbe brutta, purtroppo però minuto dopo minuto sembra sempre più evidente per lo spettatore che alla sceneggiatura manchi qualcosa. A essere assente in questo film secondo noi è un guizzo di genio, una soluzione di freschezza, quel classico quid in più che può permettere a una pellicola tutto sommato semplice di prendere il volo. La realtà è che Settlers sembra fare l’esatto opposto, accartocciandosi sulla sua trama e tentando di sopravvivere fino al finale come i suoi protagonisti.

 

Una pecca abbastanza grande è sicuramente quella di aver saltato nettamente la parte del worldbuilding attorno alla storia, lasciandola volutamente priva di un Villain da “odiare” e penalizzandola ulteriormente levandogli anche il contorno, avremo qualche piccola nozione circa la situazione del pianeta rosso e dei suoi pionieri, ma mai una vera e propria visione d’insieme.

 

Gli attori, capitanati da Sofia Boutella, fanno il possibile per tenere a galla la pellicola il più possibile. Ma il risultato finale ci è sembrato decisamente troppo piatto e con un ritmo troppo lento per catturare l’attenzione di chi lo guarda, il rischio di annoiarsi durante la visione è realmente alto.

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD