Rose: A Love Story – La recensione della pellicola di Jennifer Sheridan al Trieste Science+Fiction Festival

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Il nostro Trieste Science+Fiction Festival  continua con  Rose: A Love Story debutto alla regia  di Jennifer Sheridan, in concorso premio Méliès.

Una giovane coppia che vive isolata nei boschi, alla prese con una malattia devastante che si manifesta in un modo violento e terrificante.

Quella che Rose e  Sam si sono creati nel loro vivere il loro amore fuori dalla civiltà è una routine tranquilla. Circondati dal nulla i due innamorati tentano di portare avanti la loro vita insieme nonostante tutto, prendendosi cura l’uno dell’altra, tutto sembra apparentemente normale fino a che non iniziamo ad accorgerci della vera natura di Rose e della sua malattia.

La relazione tra i due innamorati è quindi al centro della trama di Rose: A Love Story , un horror intimo in cui seguiamo la loro vita fatta di una ferrea serie di regole create da Sam per tenere al sicuro Rose, un percorso che dopo poco ci rivela la vera natura della donna, quella di un vampiro.

Ovviamente la bolla he i due si sono creati è destinata a creparsi, lasciando filtrare il mondo esterno al suo interno e complicando la ritualità delle loro vite e di conseguenza il fragile equilibrio del loro rapporto.

Sheridan sfrutta al massimo l’alchimia tra i suoi protagonisti(coppia anche nella vita reale) per costruire il suo orrore atipico, che per via della sua quasi mancanza di background finisce per posizionarsi in una strana posizione, quella che lo vedrebbe bene sia come storia prequel di una futura invasione vampirica, sia come seguito, con una famiglia che reagisce alle conseguenze dell’infezione. Entrambi i personaggi sono ben caratterizzati e interpretati, tutti e due hanno un lato chiaro e un lato oscuro che tentano di nascondere, ma che incombe su di loro pronto a esplodere. Se quello di Rose è più visibile ed è costituito dalla sua malattia, quello di Sam è forse dato dalla sua figura di Uomo pronto a tutto per la sua amata, un marito devoto che pur di difendere ciò che ha di più caro è pronto ad atti brutali.

Rose: A Love Story è una pellicola che procede lenta e costante come la vita dei due innamorati, prima di esplodere sul finale, concentrandosi sulla classica domanda riguardo a fino a che punto si è disposti ad arrivare per amore. La realtà però è che nonostante la buona prova recitativa e l’altrettanto interessante capacità registica di Jennifer Sheridan, di questo film a fine visione rimane poco nella mente dello spettatore, forse per colpo di una trama fin troppo leggera.

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD