Road House: La recensione

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Da qualche settimana nel catalogo di Prime Video è disponibile il film del 2024 Road House, rivisitazione piena di adrenalina del cult degli anni ’80.
l’ex lottatore della UFC Dalton (Jake Gyllenhaal) accetta un lavoro come buttafuori in un roadhouse nelle Florida Keys, solo per scoprire che quel paradiso non è affatto come sembra, trovandosi invischiato in una situazione molto più grande e pericolosa di lui.

Questo remake de Il duro del road house con Patrick Swayze  ha attraversato un percorso parecchio lungo e tortuoso prima di trovare lungo la strada Doug Liman, il protagonista Jake Gyllenhaal e Prime Video. Il risultato è un film approdato direttamente in streaming (nonostante intenzioni iniziali ben diverse) e che riesce nell’impresa di ri-leggere e ammodernare dove serve un film action basato su un canovaccio che ora sarebbe definibile “fuori tempo massimo”.
Road House di Doug Liman è un film ambientato in uno stato diverso dall’originale, con un protagonista dotato di un background diverso da quello di Swayze, ma questo giro di dettagli diversi è quanto basta per generare una trama più moderna.

Questa nuova interpretazione è divertente e fresca nel suo insieme, una visione molto godibile – soprattutto in versione casalinga- ma molto sbilanciata verso la sua componente più action. Il problema, se così possiamo dire, sta nella trama. Tutto funziona quando il film si concentra sui combattimenti  e le scene di Jake e di Conor McGregor, ma si perde quando a comandare dovrebbe essere la parte più ragionata e sceneggiata del film.

I personaggi di Jake e Conor McGregor funzionano nelle loro rispettive particolarità e caratteristiche. Il primo è un personaggio che sta provando ad affrontare i suoi demoni del passato, provando a mettere calma e gentilezza in prima fila per evitare di lasciare uscire tutta la sua violenza. Il secondo invece è uno scagnozzo totalmente folle e insano, un fuori di testa perfetto per far saltare ogni resistenza del protagonista e indirizzarlo verso l’inevitabile scontro finale tra i due.
Quello che manca secondo noi è l’attenzione nei confronti di ciò che ruota attorno a questi due, tutto vive nell’attesa di vederli muovere le mani, nel vedere le belle coreografie , ma in Road House si aveva il potenziale per fare qualcosa di più di questo.

Road House è un film da vedere ? beh nonostante il suo essere sbilanciato verso l’azione confermiamo di averlo trovato molto godibile e divertente quindi si, se vi piacciono gli action, dategli una possibilità.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD