Gaia: La recensione della pellicola eco -horror al Trieste Science+Fiction Festival 2021

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Questa volta i raggi fotonici del Trieste Science+Fiction Festival 2021.ci hanno portato in Sud Africa, dove Jaco Bouwer debutta sul grande schermo alla direzione di Gaia. Il film Vincitore del premio Asteroide

Durante una missione di sorveglianza in una foresta primordiale, Gabi, una guardia forestale incontra due survivalisti che vivono come in un mondo post-apocalittico. Il ragazzo e il filosofico padre sembrano seguire una loro religione e avere una relazione misteriosa con la natura. Ci sono molti lati sospetti nella loro esistenza, ma quando una notte la loro capanna viene attaccata da degli strani esseri postumani, Gabi capisce che questa nuova natura selvaggia costituisce una minaccia ancora più seria.

Il parco nazionale Tsitsikamma diventa il contorno perfetto per un eco-horror che mette in scena una commistione tra l’orrore portato da creature simili a quelle di The last of Us, moniti ecologisti e fanatismo religioso, condensati all’interno di una singola pellicola.

La scienza sembra essere il grande assente di Gaia, dove la sceneggiatura decide di concentrare la sua attenzione su deliri onirici e suggestioni visive di notevole potenza, mentre Barend accelera inesorabilmente la sua discesa nel fanatismo spinto da un figlio ormai caduto nelle tentazioni di un mondo esterno pericoloso .

Se dal punto di vista visivo e della fotografia Gaia mette in scena una potenza invidiabile e Bouwer dimostra di saperci fare quando le scene si fanno cruente, dove la pellicola sembra fare più fatica è nello sviluppare la sua trama.  Quell’ibrido tra religione ed ecologia che caratterizza la sceneggiatura e che dovrebbe rappresentare il messaggio del film finisce per perdersi lungo la strada e trovare sbocco solamente sul finale, quando a portarlo a noi è ancora una volta una scelta visiva e non concettuale.

Le prime scene hanno richiamato alla memoria l’orrore ben più feroce di Cannibal Holocaust e di The Green Inferno, ma le suggestioni rimangono ancorare a quei pochi frame, prima che la pellicola intraprenda una posizione ben più tranquilla rispetto al duo di titoli sopra citati.

Gaia è una cupa esperienza immersiva, una visione da accettare senza per forza la necessità di cercare una risposta a tutto. Una pellicola ambiziosa e coraggiosa, che forse non raggiunge il 100% del suo possibile potenziale, ma che lascia presagire un futuro interessante per il suo regista .

 

 

 

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD