Film d'amore e d'anarchia - La recensione

Film d’amore e d’anarchia – La recensione In occasione dell'anniversario dei patti lateranensi, vogliamo proporvi la recensione del capolavoro antifascista di Lina Wertmuller

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Film d’amore e d’anarchia | La trama

Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” è un film del 1973 di Lina Wertmuller. La pellicola, ambientata nell’Italia del 1932, racconta la vicenda di Antonio Soffiantini (interpretato da Giancarlo Giannini) che, in seguito all’assassinio di un suo compagno anarchico, decide di recarsi a Roma per uccidere Mussolini. Ad aiutarlo in questa missione c’è la prostituta Salomé (interpretata da Mariangela Melato), che lo accoglierà all’interno della casa chiusa dove lavora.

Mentre sta preparando l’attentato, Antonio fa la conoscenza delle prostitute che lavorano nella magione, e avviene qualcosa di imprevisto: il giovane si innamora di Tripolina (interpretata da Lina Polito), una delle prostitute. La situazione si fa dunque più complessa. Se infatti Antonio non ha alcuna voglia di rinunciare alla sua missione, la sua amata non è disposta a lasciarlo morire.

Film d’amore e d’anarchia | Viva la libertà, a morte il fascismo

Lina Wertmuller, tramite il personaggio del gerarca Giacinto Spatoletti (interpretato da Eros Pagni) ci mostra il volto autentico del fascismo. Spatoletti è becero, laido e violento; convinto di essere un grande uomo e con una ammirazione fanatica per Mussolini, egli rappresenta tutta la profonda immoralità del fascismo, così come ne rappresenta l’animo violento e greve.

Dall’altra parte, l’anarchia è rappresentata nel suo miglior volto da Antonio Soffiantini. Il protagonista non è infatti un militante esperto, come non è un teorico del movimento; è soltanto un ragazzo che, dopo aver passato tutta la sua vita a subire, ha deciso di alzare la testa. Il suo è un anarchismo naturale, ingenuo e motivato solamente dal bisogno di libertà. La scelta di uccidere Mussolini, infatti, non deriva tanto dalla voglia di vendetta, quanto dalla consapevolezza di non poter essere liberi sotto un regime. Una consapevolezza che lo porta a essere pronto a sacrificarsi, preferendo egli morire libero che vivere come un servo.

Film d'amore e d'anarchia: il disgustoso gerarca Giacinto Spatoletti
Film d’amore e d’anarchia: il disgustoso gerarca Giacinto Spatoletti

Film d’amore e d’anarchia è quindi una ode all’anarchia, che ci è rappresentata come un sogno, meraviglioso quanto inattuabile. È poi anche un atto di condanna alla barbara ideologia fascista, per tutto il male che ha provocato e per tutti gli innocenti che ha ucciso. Anarchia e fascismo si incontrano in questo lungometraggio, e il risultato del paragone è chiaro: quanto è bello Antonio Soffiantini, altrettanto è orribile Giacinto Spatoletti.

Film d’amore e d’anarchia | L’ideologia e il sentimento

Non solo una vicenda polita, Film d’amore e d’anarchia ci racconta anche della relazione amorosa che Antonio intraprenderà con Tripolina. Si tratta di un amore impossibile il loro: Antonio è infatti destinato quasi sicuramente a morire. La missione che lo attende è una missione suicida, e questo lo sanno sia lui che la sua amata Tripolina e,proprio per questa certezza, lui cercherà di spendere più tempo possibile con lei.

 

Film d'amore e d'anarchia: Tripolina e Antonio
Film d’amore e d’anarchia: Tripolina e Antonio

Questo tempo speso insieme sarà sufficiente però a illudere Tripolina che quello che si è creato tra di loro sia qualcosa che non può accontentarsi di durare pochi giorni. Si crea quindi un nuovo dilemma: è veramente giusto morire per questa causa? Non è forze più saggio vivere, adesso che per vivere c’è un motivo? Sono questi i quesiti che si vanno a formare nella testa di lei. L’ideale si contrappone al sentimento, in uno scontro che è destinato a generare dolore. Se infatti tra anarchia e fascismo era facile intuire dove stesse il bene e il male, in questo caso non si può essere altrettanto sicuri.

Davide Ricci

Davide Ricci

Studente presso l'università di Firenze, dove frequenta il corso di laurea triennale in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (D.A.M.S.). Cinefilo polemico e appassionato, ha iniziato a scrivere recensioni e approfondimenti riguardanti la settima arte su di un blog personale, che ancora oggi gestisce. Grande lettore di narrativa fantastica sin da piccolo, ha al suo attivo la pubblicazione di diversi racconti. Per alcuni di essi è stato anche premiato in concorsi letterari di livello nazionale.