Dispatches From Elsewhere: La recensione

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Su amazon prime video è disponibile ormai da qualche settimana l’ultima fatica di Jason Segel, l’attore reso famoso da How i Met you Mother, qui in veste di protagonista, regista e creatore di Dispatches From Elsewhere

Partiamo subito col dire che quella creata da Segel non è una serie adatta a tutti, è una serie che procede con un passo lento, dove le cose che accadono potrebbero non essere quelle che sembrano e per questo possono accadere in ogni istante cose prive di apparente senso. Dispatches From Elsewhere è una somma di sensazioni ed esperienze difficili da definire attraverso un genere standard, ma che guardate nel mood giusto – o dallo spettatore giusto – al momento giusto possono incrinare la quarta parete e parlare direttamente a noi. Perchè come dice spesso il misterioso e praticamente onnisciente Octavio (Richard E. Grant) noi siamo Pete, Janice,Simone, Fredwynn e tutti gli altri personaggi, quindi lo show parla di noi e a noi allo stesso tempo, allo scopo di aprirci la mente per quelli che sono i suoi messaggi.

La trama si ispira a una parte di storia reale, narrata da un documentario del 2013, The Institute, per poi tracciare una trama tutta sua, che vede protagonisti i 4 personaggi del team blue (Pete, Janice,Simone, Fredwynn) e le loro vite, tutte diverse tra loro però unite dall’essere estremamente solitarie e incomplete.

Tralasciando la sua strana struttura metanarrativa che potrebbe non piacere a tutti i palati, Dispatches From Elsewhere ci ha colpiti in positivo per il suo modo di giocare con le regole non scritte del mondo delle serie TV, come se volesse dimostrare di conoscerne così bene gli ingranaggi da poterne fare a meno per ricombinarli a piacimento come fossero mattoncini del Lego. Un potere che, forse escludendo l’ultimo episodio, Jason Segel dimostra realmente d’essere in grado di gestire al meglio, mettendo in scena qualcosa di estremamente originale che riesce a parlare a tutti gli spettatori e forse a strappargli una lacrima e qualche sorriso.

Dispatches From Elsewhere è lontana da essere perfetta è un viaggio intimo e surreale, non bisogna tentare troppo di risolvere il mistero della sua trama, ma lasciarsi coinvolgere dalla “divina nonchalance “, farsi trasportare dal flusso onirico e strampalato degli eventi ballando come il Sasquatch e arrivare ad accettare il reale significato dietro a tutti gli episodi.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD