Caleb: La recensione

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Roberto D’antona negli ultimi anni si sta ritagliando un posto sempre più interessante all’interno del panorama cinematografico nostrano, soprattutto per quanto riguarda i fan del cinema a tinte horror, genere in cui il cineasta tarantino ha imperversato passando di sottogenere in sottogenere tra zombie e streghe e che ora ha aggiunto al suo nutrito gruppo anche una nuova creatura: Il Vampiro.

La creatura succhia sangue è infatti il mostro dietro gli eventi della sua ultima fatica: Caleb, che abbiamo avuto modo di vedere nel catalogo di Amazon Prime Video e che vede D’antona nei panni del regista, dello sceneggiatore e anche del personaggio che dona il nome al film.

La trama ci porta nel misterioso paese di Timere, dove Rebecca si reca in cerca di informazioni su sua sorella, scomparsa mentre indagava su eventi misteriosi. Un luogo isolato e inquietante dove spicca la figura dell’enigmatico e magnetico Caleb, rispettato dagli abitanti locali e dietro cui sembra celarsi un segreto

A prescindere dal risultato finale è impossibile non riconoscere al regista una dose di coraggio non indifferente nel volersi approcciare a un genere che negli anni è stato utilizzato in molteplici salse, dalla più horror alla commedia, e di volerlo fare a modo suo, senza cambiare quel piglio e quello stile che abbiamo avuto già modo di vedere in passato e che sembra maturare e crescere in lui di pellicola in pellicola.

Alle sue spalle un cast che si rinnova con qualche innesto, ma che vede coinvolti numerosi volti che già hanno lavorato con lui in passato, creando un gruppo solido che si trova a proprio agio con il regista e che vuole continuare questo percorso di crescita al suo fianco.

Il minutaggio di Caleb è di quelli importanti (quasi 2 ore) dove troviamo tutto quello che serve per far vedere che si tratta di un film ambizioso, ma che ancora una volta si scontra con i limiti di un budget ancora troppo basso per i sogni del regista, per completare il suo percorso di crescita pensiamo che manchi una pellicola che abbia risorse sufficienti per alzare ulteriormente l’asticella delal recitazione e degli effetti, così da potersi lanciare definitivamente e convincere ancora più spettatori delle sue capacità .

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD