Braid: La recensione del film

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Grazie al lavoro di Blu Swan arriva anche in formato home-video il film Chimera\Braid.  Una pellicola che segna l’esordio dietro la macchina da presa per la giovane regista Mitzi Peirone, che ha finanziato questa pellicola attraverso il crowdfunding.  Il film è arrivato circondato da critiche abbastanza positive, che l’opera dell’ex modella ha collezionato nel lunghissimo percorso prima di poter vedere la luce anche da noi in Italia. Braid è infatti uscito nel 2018, anno in cui si è fatto notare nei festival degli States come il Tribeca Film Festival e si è guadagnato anche un piccolo passaggio in sala, ma in patria è rimasto nascosto per lungo tempo, prima di trovare spazio nella nostra distribuzione.

Petula e Tilda sono giovani artiste di New York che si guadagnano da vivere come spacciatrici. Dopo aver perso la loro scorta e il denaro mentre sono scappate dalla polizia, hanno due giorni per rimborsare il loro fornitore. Le due decidono di andare da Daphne, un’amica d’infanzia ricca e instabile che vive da sola in una remota villa rurale, nella speranza di trovare una cassaforte piena di soldi. Le ragazze riaccendono un intricato gioco di fantasia a cui giocavano da bambine, uno in cui Tilda assume il ruolo di una giovane ragazza, Daphne di sua madre e Petula  una dottoressa in visita. Il gioco ha tre regole: tutti devono giocare, non sono ammessi estranei e nessuno se ne va.

L’ambizione e il coraggio non mancano a Mitzi, che per il suo debutto sulla scena cinematografica a scelto di passare dall’impervio sentiero del thriller psicologico. Un genere che molte volte si è rivelato ostico anche per nomi più affermati nel mondo del grande schermo, ma in cui la giovane cineasta sembra trovarsi a suo agio, muovendosi con disinvoltura in quello che è il confine tra il reale e l’immaginario.

Sia ben chiaro, stiamo parlando di un esordio alla regia (dopo qualche breve esperienza nel mondo dei corti), quindi qualche pecca e alcuni passaggi a vuoto di Chimera possono essere lasciati passare in cavalleria, sperando che la buona prova di Mitzi Peirone sia solo una rampa  di lancio verso nuove pellicole ancora più audaci, meglio ancora se specializzandosi in questo genere e magari trasformandolo in una nicchia dove lanciare il Made in Italy come nella moda.

 

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD