RoFF17 – Colibrì: recensione del film d’apertura La pellicola ha aperto la 17ª edizione della Festa del Cinema di Roma

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RoFF17 si è aperta con un film italiano. Colibrì, diretto da Francesca Archibugi, ha inaugurato la 17ª Festa del Cinema di Roma. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, è stata scritta da Laura Paolucci e Francesco Piccolo. Il cast del lungometraggio è di alto livello. È formato, infatti, da Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo.  Laura Morante, Sergio Albelli e Alessandro Tedeschi. E ancora, Benedetta Porcaroli, Massimo Ceccherini, Fotinì Peluso e Francesco Centorame. Infine, Pietro Ragusa, Valeria Cavalli, Nanni Moretti, Francesca De Martini. Colibrì parla delle nostre illusioni e di ciò che paghiamo per continuare a crederci. Vite fatte di coincidenze, perdite, rimpianti e amori assoluti.

È il racconto della vita di Marco Carrera (Piefrancesco Favino). La storia procede secondo la forza dei ricordi che permettono di saltare da un periodo a un altro. Da un’epoca a un’altra, in un tempo liquido che va dai primi anni ’70 fino a un futuro prossimo. Durante un’estate, Marco ragazzo conosce Luisa Lattes, sua coetanea. Ed è subito colpo di fulmine. Tra loro ci sarà un rapporto molto particolare. Nonostante, il fatto che Marco sposa Marina, si trasferisce a Roma e avrà una figlia, Adele.
Poi, tornerà a Firenze e dovrà affrontare delle situazioni molto delicate. Quindi, Marco rappresenta la vita dell’uomo che per raggiungere la felicità verrà messa a dura prova.

RoFF17, Colibrì, è un buon film italiano che sorprende e commuove

La scrittura del film è molto curata, realistica e carica di emozioni, In conferenza stampa, infatti, la sceneggiatrice Paolucci ha dichiarato che il processo di scrittura è stato molto difficoltoso. Ma scegliendo di tradire un pò il romanzo,  hanno fatto che lo spettatore empatizzasse di più con i personaggi. Anche Francesca Archibugi ha fatto un ottimo lavoro di regia, stando molto sugli attori, senza soffocarli, ma dando le occasioni per esprimere le loro potenzialità. Anche il montaggio funziona bene ed è molto elegante. E poi ci sono gli attori che hanno fatto un ottimo lavoro. Innanzitutto, Pierfrancesco Favino, uno degli attori italiani più bravi ed espressivi del nostro cinema.

È stata affidata a lui tutta la potenza della pellicola che fa riflettere, emozionare e commuovere. L’intero cast è perfettamente in linea con l’anima dei loro personaggi. Infatti, appaiono tutti a proprio agio nei ruoli che interpretano. Noi di ProjectNerd abbiamo chiesto a Piefrancesco Favino quali caratteristiche di Marco lo hanno portato a scegliere di recitare nel film. L’attore ha risposto che la mascolinità atipica e originale è uno de punti di forza di Marco e lo rendono molto diverso rispetto agli altri. La sua famiglia è formata da donne e la borghesia non è solo piena di lati negativi. E poi, fondamentale è che la storia di Marco è molto simile a qualsiasi altra.

RoFF17, Colibrì uscirà il 14 ottobre nelle sale

La pellicola tiene incollato lo spettatore, rapito totalmente dalla vita ricca e piena momenti emozionanti di Marco. Colma di situazioni molto comuni, ma che viste con gli occhi di Marco diventano speciali e uniche. Favino regala due o tre momenti di recitazione che ti fanno pensare e ripensare al film. Anche Kasia Smutniak e Bérénice Bejo sono molto brave. La colonna sonora, poi, scandisce e porta il pubblico all’interno delle scene, emozionando e commuovendo. Il film pieno di flashback ben collegati tra loro, anche se non cronologicamente. Colibrì, una volta visto, rimarrà in testa per un pò. Farà riflettere sulle nostre scelte di vita, sul destino e sull’importanza delle persone a noi care.

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Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, amo il cinema e il teatro. Mi piace definirmi scrittrice, forse perché adoro la letteratura e scrivo da quando sono ragazzina. Sono curiosa del mondo che mi circonda e mi lascio guidare dalle mie emozioni. La mia filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".