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RoFF17 – Il Principe di Roma, recensione Il nuovo film di Edoardo Falcone è stato presentato alla 17ª edizione della Festa del Cinema di Roma

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RoFF17Il Principe di Roma è la nuova commedia diretta da Edoardo Falcone. Scritta da Paolo Costella, Marco Martani e lo stesso regista. È stato presentato alla 17ª Festa del Cinema di Roma. Il cast del film prodotto da Andrea Occhipinti è formato da Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi. Antonio Bannò, Massimo De Lorenzo, Salvatore Langella, Cristiano Piancenti. E ancora, Francesco Primavera, Sergio Rubini, Andrea Sartoretti, e Denise Tantucci. L’opera si avvicina molto a Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli e al Canto di Natale di Charles Dickens. Sembra molto una fiaba, in cui l’egocentrico protagonista riceve la visita dei tre fantasmi: del passato, del presente e del futuro. Ed è in questo che si possono individuare gli elementi interessanti.

Il Principe di Roma è ambientato nella Capitale del 1829. Bartolomeo (Giallini) è un aristocratico antipatico e sarcastico. Non vede l’ora di sposare la figlia del ricco Accoramboni (Rubini) per ricevere il titolo di Principe. Per una serie di motivi, si ritrova ad avere a che fare con dei fantasmi. Beatrice Cenci (Tantucci) gli fa rivivere la sua infanzia nell’orfanotrofio. Giordano Bruno (Timi) gli fa rivedere il presente, come si comporta con la gente e cosa fanno loro alle sue spalle. E poi c’è Papa Borgia (Battiston) che gli vedere come sarà la sua vita futura. La sceneggiatura non spicca di originalità, è piuttosto basica e somigliante a tante altre commedie. Ma ha il pregio di aver costruito delle scene dai dialoghi intelligenti e divertenti.

RoFF17 – Il Principe di Roma uscirà nelle sale il 17 novembre 2022

Sono quelle in cui Bartolomeo entra in contatto con Giordano Bruno e Papa Borgia. Questo anche perché Battiston e Timi sono eccezionali. Alla fin fine, Giallini sembra che interpreti sempre lo stesso personaggio, mischiato a se stesso. Ne Il Principe di Roma un altro protagonista è il tempo. Scandito dalle conseguenze piene di dolore di scelte folli, dall’amore che non si ha avuto e dai ricordi. La regia è abbastanza curata riguardo alla direzione degli attori. Ciò che spicca maggiormente, però, è il linguaggio che rispecchia la città e soprattutto il periodo. Anche riguardo a questo, il linguaggio di Battiston e Timi è quello più interessante, credibile e coinvolgente.

Alla conferenza stampa di RoFF17 regista e attori hanno sottolineato che l’atmosfera sul set era molto leggera e goliardica. Anche se il Covid incombeva e s’indossava la mascherina. Il regista Falcone ha detto che il processo di scrittura è stato lungo e faticoso. Si sono impegnati il più possibile a creare personaggi di grande umanità. A questo riguardo, Sartoretti ha sottolineato che lui ha fatto di tutto per dare il massimo dell’emotività. Tutti gli attori, infine, hanno confermato che si sono divertiti a recitare i loro personaggi. Perché per come erano scritti e per le indicazioni del regista era facile per loro entrare nei loro panni.

 

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Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, amo il cinema e il teatro. Mi piace definirmi scrittrice, forse perché adoro la letteratura e scrivo da quando sono ragazzina. Sono curiosa del mondo che mi circonda e mi lascio guidare dalle mie emozioni. La mia filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".