kinova la recensione del primo numero

KINOWA – La recensione del primo numero

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Questo mese è tornato in edicola KINOWA, uno dei personaggi che hanno fatto la storia del fumetto italiano e che, purtroppo, insieme a tanti altri sono caduti nel dimenticatoio.

Per fortuna grazie alle edizioni IF, che già ripubblicano altre gloriose testate, come Cico, Mister No, Il grande Blek e Il comandante Mark, anche le nuove generazioni di fumettofili hanno la possibilità di scoprire questo personaggio.
Ma sarà sopravvissuto al tempo e ai cambiamenti del linguaggio e della socità? Io l’ho acquistato e l’ho letto per voi.

kinova la recensione del primo numero
Copertina di Michele Benevento per il numero 1 Il segno del serpente

Cominciamo ad analizzare le specifiche tecniche dell’albo che è un bonellide di 100 pagine, b\n, brossurato a cadenza mensile.
Il punto di forza maggiore è sicuramente il prezzo, fissato a 2,90, ben 60 cent in meno rispetto alla concorrenza. All’interno troviamo le storie tratte dagli albi di formato quadro pubblicate a partire dal 1950.

kinowa la recensione del primo numero
La copertina originale

La bellissima copertina è opera di Michele Benevento, disegnatore Bonelli e creatore grafico di Lukas.

Benevento gioca con i colori puri, rosso e verde su uno sfondo nero, creando una cover davvero d’impatto.
Passiamo al contenuto. Kinowa è il protagonista di una serie western creata nel 1950 da Andrea Lavezzolo (con lo pseudonimo di A. Lawson) creatore anche di un altro famoso personaggio, il piccolo Ranger, anche lui ripubblicato dalle edizioni IF.
Ai disegni troviamo il collettivo EsseGesse che furono poi sostituiti da Pietro Gamba che curò la serie fino al 1953.

Il personaggio ha avuto notorietà e distribuzione in molti paesi d’Europa, fra cui Francia, Grecia, Turchia (dove sono stati realizzati anche fotoromanzi e film) e Svezia. Gli Essegesse, negli anni 60 con i loro personaggi, sono arrivati a vendere fino a 400.000 striscie a settimana. Una cifra che anche ai giorni nostri fa girare la testa, questo per dare un quadro della popolarità degli Essegesse, alias dietro cui si celavano tre grandi fumettisti, Giovanni Sinchetto (1922-1991), Dario Guzzon (1926-2000) e Pietro Sartoris (1926-1989), autori di celebri personaggi dei fumetti come Il grande Blek, Capitan Miki e il Comandante Mark.
La storia di questo primo numero di Kinova si intitola IL SEGNO DEL SERPENTE. Parla di Sam Boyle, in cowboy che viene attaccato dagli Indiani mentre attraversava il far west con la sua famiglia. Nello scontro muoiono tutti e il figlio, neonato, viene rapito e cresciuto dagli indiani. Anche Sam Boyle, noostante sia stato scotennato, sopravvive miracolosamente. Decide di vendicarsi degli indiani e allo scopo, si costruisce una maschera con le sembianze del diavolo per incutere terrore presso il popolo dei pellerossa. Così, nasce il mito di Kinova, il giustiziere che colleziona scalpi di indiani e lascia sulla loro fronte, con il loro sangue, una S (perchè una S?) che gli indiani chiamano il SEGNO DEL SERPENTE. Kinowa però ignora che anche il figlio è diventato un prode guerriero indiano, e i due, si daranno la caccia e si scontreranno, senza sapere di avere lo stesso sangue.

kinowa la recensione del primo numero
La prima apparizione di Kinowa

Personalmente la storia mi è piaciuta nonostante il linguaggio desueto e l’enorme numero di didascalie rendano la lettura molto lenta e poco scorrevole.

kinowa
Infatti il linguaggio non è stato adattato ai giorni nostri quindi troviamo i vari appellativi “dannati musi rossi” che in un fumetto contemporaneo sarebbero stati sicuramente censurati. Ma erano altri tempi e quello che una volta era il linguaggio comune per una serie western, oggi rendono Kinowa un fumetto politicamente scorretto, diretto, senza fronzoli.
I disegni degli Essegesse sono splendidi, non molto dinamici forse, ma puliti ed essenziali. Manca però quella componente ironica che troviamo nel grande Blek anche se la risata di Kinowa è così ingenua da strappare un sorriso…HIHIHIHI
Personalmente questo primo numero mi ha convinto molto ma non lo consiglierei a chi ama le letture veloci ma piuttosto a chi, ha già letto e apprezzato i personaggi di Essegesse, Zagor o il Tex di Galep.
A questo proposito vorrei menzionare anche l’istruttivo sito curato da edizioni IF:

Guida al fumetto italiano, una guida indispensabile per chi vuol conoscere i fumetti italiani di una volta, oltre naturalmente il mio vlog de La soffita di Pippo di cui allego la videorecensione

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Io continuerò sicuramente a collezionarlo? E voi?