Tatsumi Kimishima ottiene consensi in Nintendo, ma per chi è positivo?

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Tatsumi Kimishima è l’attuale presidente Nintendo succeduto a Satoru Iwata successivamente alla sua morte avvenuta nel corso del 2015. Un ruolo, quello di presidente di Nintendo, assai complesso da gestire e da ricoprire poiché figlio di una lunga tradizione dinastica da parte della famiglia Yamauchi, fondatrice della nota azienda Nipponica. Essere a capo di un’azienda che esiste da ben 128 anni metterebbe in soggezione qualsiasi figura professionale ed è normale aspettarsi il meglio da colui che ha il “privilegio” di dirigere un’azienda così longeva.

Nonostante i primi attriti con il consiglio di amministrazione, sembra che Kimishima stia ottenendo grandi consensi da parte degli azionisti i quali hanno confermato la sua posizione al 97.70%, contro il passato risultato del 87.14% dello scorso anno, confermando positività e serenità da parte dei finanziatori della Grande N. Una notizia che in realtà a noi videogiocatori dovrebbe poco importante: alla fine cosa serve a noi sapere che cosa accade all’interno di un’azienda del nostro amato settore videoludico? In realtà nulla, ma se contiamo che stiamo parlando di una delle aziende cardine di tutta l’industria, allora le cose cambiano.

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Chi non darebbe fiducia a un sorriso del genere?

C’è da dire che Nintendo è un vero e proprio pilastro dell’intera storia videoludica, c’è poco da fare. Come qualsiasi azienda giapponese che si rispetti, N osserva una lunga tradizione aziendale fatta di una gestione simile a quella familiare e di una osservanza dei propi valori quasi religiosa. E nonostante molti pensano che l’azienda videoludica nipponica per definizione non abbia più influenza nel mercato, è innegabile come le scelte di Nintendo si ripercuotono sull’intera industria andandola a plasmare e dirottare sempre in direzioni nuove e sempre in ottemperanza del passato.

Proseguendo la strada tracciata dal Presidente Iwata, comunque molto discusso (in negativo) dai sostenitori della famiglia Yamauchi, Kimishima sta riportando Nintendo al suo splendore economico declinando il presente in una formula nipponica del tutto inedita. In realtà il suo percorso segue quanto già sperimentato con Nintendo DS e Wii-Wii U, cercando di estrapolare una formula giocosa dalle moderne tecnologie. La diffusione del Touch Screen in modo così preponderante la si deve anche a Nintendo la quale, ben tre anni prima la commercializzazione del primo iPhone, proponeva al pubblico di massa dispositivi touch perfettamente funzionanti (all’epoca furono in molti a prevederne il fallimento), così come Nintendo fu una delle prime aziende al mondo a rendere popolare la tecnologia di Motion Capture.

Tecnologie volute espressamente da Satoru Iwata, o meglio, sviluppate e migliorate per volere dello stesso presidente che investì tutto nel rinnovamento di una Nintendo in netta difficoltà nei primi anni 2000 e che non poteva più permettersi di gareggiare ad armi pari con un mercato ormai pressapoco saturo. A tal proposito Yamauchi e Iwata pensarono che la soluzione migliore fosse quella di ritagliarsi un nuovo mercato in cui operare che, al suo tempo, fu proprio quello dei “Casual Gamer” (benchè di titoli “Hardcore”, su Ds e Wii, ce ne siano comunque a palate).

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Non c’è niente da dire: seppur molto discussa, Nintendo Wii fu una vera rivoluzione nonché la vera vincitrice della “Console War” di Settima Generazione

Da quella scelta sono passati ben dieci anni e l’intero operativo è passato in mano a Kimishima, il quale attualmente sembra seguire alla perfezione le “istruzioni” di Iwata. Nintendo Switch è infatti una creazione del passato presidente, poi supportata dalle idee di quello attuale che, come volevasi dimostrare, vuole a tutti i costi portare Nintendo nel regno degli “Hardcore Gamer” (e quindi dei “grandi”), passando direttamente in mezzo alla grande foresta dei “non-gamer” (giocatori di smartphone) e “Casual Gamer”, guidando l’azienda in una intricata strada che si sta rivelando adeguata alle aspettative.

Nel caso di Nintendo Switch, per esempio, vi è un grosso problema di forniture: la console è così richiesta che Nintendo non riesce a star dietro all’alta domanda di mercato, motivo per cui alcuni analisti ipotizzano stime ribassate per il futuro valore dell’azienda nipponica proprio a causa delle limitate scorte della console ibrida, che comunque sta vendendo ben oltre alle aspettative. E qui arriviamo al succo del discorso: il fatto che gli azionisti stiano appoggiando le operazioni di Kimishima fa comprendere quanto sia economicamente giusta la strada intrapresa da Nintendo, un percorso che altre aziende non faticheranno ad abbracciare, mettendo quindi in discussione tutti i teoremi riguardo alla mirabolante potenza delle console e alla necessità di avere migliaia di Teraflops di potenza a disposizione.

Proprio per questo motivo è importante per noi videogiocatori sapere che Kimishima è ben appoggiato dai suoi azionisti: Switch sta cambiando le carte in tavola, i desideri dei videogiocatori e l’intero modo di intendere il videogioco moderno. Se è vero che un obbrobio come Clash of Clans fattura più del mercato Ps4 e Xbox One messi assieme, è anche vero che le grandi aziende di questo settore non rimangono di certo ferme a guardare e già da ora stanno sviluppando le loro contromisure per inserirsi in un mercato rinnovato che esprime bisogni ben diversi da quelli dei videogiocatori di qualche tempo fa.

E chissà che tra qualche tempo non ci ritroveremo con soli dispositivi mobili a giocare in compagnia di persone proprio come si faceva un tempo.

Alla fine, il progresso, non è altro che tornare alle origini in modo più comodo, non è così?

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Nintendo Switch sta vendendo ben oltre le aspettative: le altre aziende cercheranno sicuramente di emulare il suo successo

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.