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Tashirojima: l’isola giapponese dei gatti Per gli amanti e non dei felini, a meno che non siate allergici

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Tashirojima ( 田代島 ) è una piccola isola nella prefettura di Miyagi, facente parte della città di Ishinomaki, in Giappone.
L’isola è abitata, udite udite, più da gatti che da umani.
Difatti Tashirojima è soprannominata l’isola dei gatti.

Attualmente sull’isola vivono meno di 100 persone ( circa 85, mentre negli anni ’50 ve ne abitavano circa 1000 ), contro gli oltre 300 felini.
L’isola è prettamente vissuta da pescatori, seppur la sopravvivenza umana sull’isola sia davvero a rischio in quanto più del 70% circa della popolazione ha un’età superiore ai 65 anni.
I gatti sull’isola si sono riprodotti in modo spropositato grazie alla credenza che questi felini portino grande fortuna.
Infatti, questi animali vengono giornalmente nutriti e coccolati da sempre.
Nel tardo Periodo Edo ( dal 1603 al1868 ), sull’isola vennero per la prima volta introdotti i gatti per proteggere i numerosi allevamenti di bachi da seta e da allora si sono riprodotti sino a conquistare davvero l’isola di Tashirojima.

Non si tratta di una località prettamente turistica, ma molti la visitano per ammirare la moltitudine di gatti, giocare con loro e dargli da mangiare ( acquistabile sull’isola nei piccoli negozietti del villaggio ).
E’ ovviamente vietato l’accesso ai cani a Tashirojima.
I gatti proteggevano dai topi le colture di bachi da seta, ma non solo.
Sull’isola, un tempo come ora, vi erano molti pescatori, che nel tempo si affidarono all’interpretazione dei movimenti dei gatti per comprendere gli imminenti cambi climatici e i movimenti dei banchi di pesci.

Al centro dell’isola c’è un piccolo tempio chiamato Neko-jinja ( 猫 神社 ).
Il tempio fu eretto in seguito a uno spiacevole accadimento.
Un giorno i pescatori, intenti nello spostamento di alcune rocce, ne fecero cadere una su uno dei piccoli felini ferendolo gravemente.
Da allora, fortemente dispiaciuti, gli isolani eressero questo piccolo tempio.
Nel 2011, l’isola fu colpita dallo tsunami di Tōhoku .
I rapporti sull’accaduto suggeriscono ingenti danni ad alcune aree dell’isola, ma la popolazione felina sembra essere sopravvissuta relativamente intatta.

CURIOSITA’: l’isola è anche detta Isola dei Manga, in quanto l’artista Shotaro Ishinomori ( “Cyborg 009″, “Super Sentai”, “Kamen Rider” ) aveva progettato di trasferirsi proprio lì.

L’isola si raggiunge in traghetto da Ishinomaki, generalmente vi sono due viaggi di andata e ritorno nell’arco della giornata.
Il prezzo del viaggio è di circa 20 euro e la durata della traversata è di 15 minuti.

Voi cosa ne pensate? Visitereste l’isola dei gatti?

Se siete interessati a queste avventure naturali, potete leggere l’articolo dedicato al Villaggio delle Volpi di Zao CLICCANDO QUI.
Non solo volpi o gatti, ma in Giappone esiste anche l’isola dei conigli, potete leggerne CLICCANDO QUI.

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Francesca Bandini

Totalmente avvolta nella sua bolla fatta di letteratura (principalmente fantasy, urban fantasy e distopico), ballo, recitazione, post produzione, cinematografia e fotografia. Cosplayer dal 2008. Dedita al violino come il celebre Sherlock Holmes, innamorata della chitarra come Jimi Hendrix (senza darle fuoco). Entra nel mondo del K-Pop senza passare dal via e fra i suoi gruppi preferiti del genere svettano Super Junior e AOA. Tanti anni prima sposa il genere J-Rock, dove i GazettE resteranno sempre sovrani nella sua playlist.