Arriva al Trieste Science+Fiction Festival dall’australia il film Sci-fi 2067 . La Terra è sull’orlo del collasso. Dopo anni in cui quasi nulla si è fatto per fermare il cambiamento climatico, la vita vegetale si è estinta e la quantità di ossigeno si è drammaticamente ridotta. L’umanità è minacciata da un letale “mal d’ossigeno”, in quanto l’ossigeno artificiale, unica fonte di aria respirabile, sta facendo ammalare milioni di persone. Senza cure in vista, la Chronicorp, leader mondiale nella fornitura di ossigeno sintetico, ha costruito una macchina quantistica per sondare il futuro alla ricerca di un contatto con i nostri discendenti. E la risposta arriva: da 400 anni nel futuro, un messaggio che dice semplicemente “Mandate Ethan Whyte”
Quella di Seth Larney è una pellicola che si muove in un territorio interessante, ma barcollando decisamente troppo per i nostri gusti. La sensazione che abbiamo avuto guardandolo è quella di un titolo che cerca di prendersi estremamente sul serio – anche per via delle tematiche ecologiche importanti contenute nella trama- senza però avere la forza necessaria per farlo. La sceneggiatura infatti segue binari che alternano situazioni scontate a piccole forzature necessarie per portare l’importante messaggio allo spettatore ad ogni costo. I protagonisti vengono incasellati all’interno di ruoli predefiniti come quello dell’eroe o della sua spalla, personaggi a cui sono affidati dialoghi ad effetto e frasi fatte, che non permettono loro di avere un vero e proprio percorso di crescita all’interno di 2067.

Nel cast troviamo Kodi Smit-McPhee, Ryan Kwanten, Damian Walshe-Howling, Leeanna Walsman, Sana’a Shaik, Matt Testro, Finn Little, Aaron Glenane, Deborah Mailman.
Il nostro giudizio migliora di qualche punto grazie alla parte estetica, che nonostante il budget basso e qualche piccola caduta convince sia nel lussureggiante mondo futuro sia in quello apocalittico del presente che dona il titolo al film.
Probabilmente 2067 avrebbe potuto giocare molto meglio le proprie carte, magari anche solo provando ad allontanarsi un po’ dalle altre pellicole fantascientifiche come La macchina del tempo, Blade Runner o Stargate e cercando un approccio più personale e originale alla materia. Un bellissimo messaggio di fondo, ma portato in scena con pochissima potenza.