Xena: il telefilm cult anni ’90 che ha conquistato Tarantino Il 4 settembre 1995 andava in onda il primo episodio di Xena: Warrior Princess.

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Interpretata da Lucy Lawless nei panni della protagonista e da Renée O’Connor (Gabrielle/Olimpia, sua compagna e alleata) la serie è stata trasmessa fino al 2001, ma rivive nell’immaginario collettivo di intere generazioni attraverso metafore e rimbalzi culturali da parte di altri film e serie, quali Buffy- L’ammazzavampiri, I Simpson e Thor. Lo stesso Quentin Tarantino si dichiara un fan accanito di Xena e potrebbe aver preso ispirazione dal suo personaggio per la creazione di Kill Bill.

Girata interamente in Nuova Zelanda nonostante la vicenda avvenga in antica Grecia, Xena merita indubbiamente di essere rivista e sviscerata sotto molti punti di vista, in quanto unica nel suo genere e antesignana di molteplici tendenze dei prodotti più recenti. L’etichetta di ‘telefilm fantasy mitologico’ sembra infatti starle stretta, in quanto armonizza efficacemente una commistione di stili ed elementi del mondo del musical e della commedia. Eppure, il tono apparentemente leggero non equivale a contenuti poco profondi:  Xena decide di mettersi in viaggio per espiare colpe passate, combatte in nome della giustizia e vive problematiche esistenziali. La sua filosofia di vita è ispirata allo sciamanesimo, alla predicazione pacifica del profeta (e amico) Eli, allo yoga e alla reincarnazione, mentre la sua idea di religione si dissocia nettamente dal culto del Pantheon: gli dei dell’Olimpo sono troppo vanitosi ed egoisti per poterle essere minimamente utili. Di conseguenza, Xena si pone come una donna libera, indipendente, concreta e al servizio della giustizia.

La principessa guerriera è una sorta di time-traveler: le sue avventure subiscono un processo di adattamento storico per esigenze di trama, risultando spesso anacronistiche o imprecise. Tuttavia, gli eventi e i personaggi incontrati nel corso dei viaggi dell’eroina acquistano coerenza se concepiti all’interno dello Xenaverse: se così non fosse, la protagonista non potrebbe combattere la guerra di Troia, né conoscere Abramo e disquisire con Giulio Cesare. Oltre a figure storiche e bibliche, il corpus di personaggi apparsi nell’arco delle sei stagioni include divinità della mitologia greca e tratte dal culto vedico, di cui Xena stessa sarebbe devota.

La complessità delle vicende è andata aumentando con il susseguirsi delle stagioni: si è infatti passati da episodi autoconclusivi a interi cicli tematici di storie, tra cui quello de Le Amazzoni Il Ciclo di Dahak/la spaccatura. Mentre il primo prende le mosse dallo smembramento delle Amazzoni provocato da Xena durante il suo passato guerriero e termina con la proclamazione di Olimpia come loro principessa, il secondo origina dall’entrata in scena del dio del male Dahak (eterno villain e nemico di Xena), prosegue con la nascita di Speranza (figlia di Olimpia e Dahak, responsabile dell’allontanamento tra Olimpia e Xena) e ottiene risoluzione finale nella  serie parallela Hercules: The Legendary Journeys.

Nonostante la rassegnazione di ogni adolescente cresciuto negli anni  ’90 e fan della serie, l’attrice Lucy Lawless ha espresso il desiderio di reinterpretare per un’ultima volta Xena, riaccendendo le speranze per un futuro reboot, ma al momento tutto tace sul fronte Xenaverse.

 

 

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