2# Anatomia di una trilogia: Batman Arkham

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Con questo secondo episodio della rubrica dedicata alle trilogie abbandoniamo l’ambito filmico (ma nemmeno del tutto) per spostarci sull’anatomia di una trilogia videoludica, un’esperienza ad immersione totale che da anni mancava sulle piattaforme di gioco di tutto il mondo.

Oggi parliamo della trilogia di Arkham dedicata all’uomo pipistrello creato da Bob Kane nel 1939 per la rivista noir Detective Comics. Quel giorno il mondo conobbe Batman e noi oggi analizziamo la sua ultima e più potente trilogia a videogiochi.

Prima di analizzare i tre capitoli (si esatto! Tre! Uno non può venir considerato parte di questa trilogia e sapete già quale!) è doveroso ricordare a tutti chi sia Batman e chi sono le figure che vi ruotano attorno anche perché il videogioco ad eccezione dei dossier (facoltativi da leggere) non spiega nulla di nessuno, crociato di Gotham incluso.
Batman è l’alterego mascherato dell’eccentrico miliardario Bruce Wayne, erede unico della immensa fortuna della Wayne Enterprises.
Orfano di entrambi i genitori dall’età di tredici anni è stato “condannato” ad assistere alla loro morte in un vicolo della serpentesca ed infima città di Gotham per mano di un rapinatore che al solo scopo di rapinarli ha finito con l’ucciderli.
La città in seguito all’omicidio del filantropo Thomas Wayne e Martha Kane ebbe un moto di rivalsa, scrollandosi di dosso tutta la criminalità e tutta la corruzione che si stava insinuando fino al cuore della megalopoli.
La cosa però non durò molto tuttavia, diventato adulto Bruce iniziò un cammino di allenamento e preparazione psicologica che al suo ritorno nella città, gli permise (assieme alle ingenti somme in suo possesso) di diventare qualcosa di più di un vigilante e qualcosa meno di un supereroe: un cavaliere oscuro votato alla lotta senza tregua contro le forze del male.
Forze che all’arrivo di Batman iniziano pericolosamente a diversificarsi assumendo i connotati di diversi supercriminali, i più dotati di poteri soprannaturali o più semplicemente folli ed imprevedibili.
Come nel caso della sua nemesi principale, il Joker il pagliaccio del crimine, totalmente deviato e privo di scrupoli.
Ad aiutare il crociato nella sua guerra di quartiere ci sono il suo fedele maggiordomo e factotum Alfred, i suoi discepoli Robin, Nightwing e Oracolo e il commissario incorruttibile del dipartimento di polizia di Gotham, Jim Gordon.

Batman Arkham Asylum (2009)

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Primo capitolo della saga sviluppato dallo studio Rocksteady e primo vero esperimento su una nuova formula di action picchiaduro. Troppo lontano da meccaniche di gioco presistenti, Batman Arkham Asylum crea un nuovo sistema di combattimenti e permette una formidabile varietà di stili di gioco nei panni del Crociato di Gotham.
La storia è una classica avventura di Batman che inizia laddove la storia a fumetti tecnicamente finirebbe: il Joker ha attentato alla vita del sindaco di Gotham ma la crisi è stata risolta dal misterioso pipistrello incappucciato, Joker si lascia catturare facilmente, forse troppo.
Portato di peso al manicomio criminale di Arkham laddove ha una cella riservata da anni, il criminale rivela il suo piano e taglia fuori la città dal resto dell’istituto gestito dall’arrivista Quincy Sharp.
Batman e il commissario Gordon finiscono intrappolati nell’isola di Arkham dove oltre al manicomio criminale sorge la prigione detentiva di media sicurezza, l’istituto di ricerca medica, il braccio della morte e l’ex residenza del fondatore dell’istituto, Amadeus Arkham.
Batman dapprima sfornito di molti gadget si farà largo tra i criminali liberati dal Joker per arrivare alla sua cattura definitiva, non prima di aver incrociato i pugni con numerose personalità del panorama supercriminale di Gotham che hanno stretto un’alleanza con il pagliaccio: la sua onnipresente fidanzata/vittima Harley Quinn e il folle psichiatra Jonathan Crane alias Spaventapasseri.
Non mancheranno altre grandi celebrità più o meno famose del fumetto quali Victor Zsazs (chi lo conosceva prima ha il mio personale pollice d’approvazione), Killer Croc, Poison Ivy e l’Enigmista che in questa prima avventura sarà il detentore dell’unica quest secondaria da completare.
Un primo esperimento totalmente riuscito tanto che la gente non smetterà di richiedere espansioni, quest secondarie, qualunque cosa che amplifichi l’esperienza del pipistrello, ci vorranno solo pochi anni per rivedere Batman e tutta la storia proseguire incessante.

Batman Arkham City (2011)

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Siamo di fronte al più potente e premiato gioco di Batman di tutti i tempi. Il secondo capitolo di Arkham migliora, amplia e potenzia TUTTI gli aspetti del primo capitolo regalando ai giocatori una storia emozionante (a tratti confusa) ed una serie quasi infinita di combinazioni di gioco e di sviluppo del personaggio.
Dopo l’evasione e l’insurrezione di Joker al manicomio criminale, la città ha voluto correre ai ripari per sentirsi più sicura, in questo scenario di terrore Quincy Sharp un tempo direttore del manicomio ha preso il potere diventato il sindaco di Gotham e decretando i bassifondi della città territorio offlimits.
Sfrattati con la forza tutti i residenti, il sindaco fa costruire possenti mura di contenimento, chiude sia il manicomio che il penitenziario “normale” di Blackgate e confina tutti i soggetti potenzialmente pericolosi in quest’angolo di Gotham chiamato “Arkham City”.
Sotto la guida dei quartieri prigione viene messo un nemico di Batman molto subdolo e affascinante, il dottor Hugo Strange.
Il problema della nuova sezione di città è però il fatto che i criminali al suo interno hanno formato bande, eserciti e hanno suddiviso la zona per ogni influenza criminale che vi risiede.
Ecco quindi che il tribunale intitolato al progenitore della famiglia Wayne finisce nelle mani della banda di Due Facce, l’acciaieria un tempo posseduta da Roman “Maschera Nera” Sionis diventa la base di Joker e Harley Quinn, il quartiere del museo diventa la sede dell’impero del Pinguino e così via.
Il gioco ci porta dritti nel cuore della vicenda, incarcerato per un motivo futile Bruce Wayne (badate bene NON Batman) finisce dentro Arkham City e scopre che la realtà al di fuori delle mura è molto diversa: i criminali si stanno organizzando e peggio ancora, qualcuno riesce a far passare armi e tecnologie dall’esterno all’interno.
Abbandonati i comuni panni di Bruce, il gioco riporta i fasti di Batman che viene dotato di nuovissime attrezzature e gadget da combattimento, di più fanno la loro comparsa fisica gli alleati più stretti del crociato, Nightwing e Robin (entrambi giocabili nelle modalità sfide o nel DLC che racconta l’epilogo della storia).
Personaggi complessi, resi ancor più definiti dai nastri (trofei di gioco) sparsi nella mappa, combattimenti che ad ogni riavvio di gioco risultano essere sempre vari e risolvibili in più modi.
Batman Arkham City è un quadro post-moderno di degrado e lotta che ha meritato il premio “gioco dell’anno” ed a ragion veduta.
Storia articolata che ci porta nel ventre non solo della città prigione ma anche nella psicologia di Batman e nella relazione con il Joker. Vero punto focale di questa avventura.
—SPOILER—
Le due facce (non il personaggio) di questa saga da questo episodio risultano essere chiare e definite: Batman e Joker sono i lati di una medaglia di valore e orrore, uno ha votato la sua vita al sacrificio per gli altri, l’altro al semplice e puro disprezzo della vita altrui e non solo altrui.
Al di là delle morti celebri di questo videogioco (basti pensare a Talia Al Ghul che perisce in modalità “da stronzi”) quella che più ha colpito duramente TUTTI i giocatori è stata ovviamente quella dello stesso Joker che muore per un suo stesso errore ma facendo cadere l’immenso peso della sua scomparsa su Batman che per diversi mesi non farà più ritorno a Gotham.
E infatti…

Batman Arkham Knight (2015)

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Un videogioco molto travagliato e sofferto soprattutto per il suo rilascio orribile e per il fatto che ancora oggi la sua programmazione rende impossibile l’avvio su computer di fascia media (un vero scandalo considerando la potenza del suo predecessore).
Le caratteristiche tecniche e meccaniche ci sarebbero anzi, il miglior videogioco dedicato a Batman (ma non quello che dovremmo meritarci) è proprio Arkham Knight peccato per l’ottimizzazione non ottimizzata, per la fretta con il quale si è voluto fare un porting dalle console (quando ritorneranno a programmare prima per pc e poi console allora amici miei, sarà l’apocalisse) e per le leggerezze dovute alla motivazione “massì tanto è Batman, lo compreranno comunque!”.
Dopo un banale e incasinatissimo prequel della saga (di cui parliamo subito dopo) arriva il capitolo finale della serie Arkham, letteralmente finale.
Qui mi paro le chiappe dicendo SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER il prima possibile dato che ogni elemento di trama inserito in questo capitolo sprizza contenuti SPOILER da ogni poro.
Lo Spaventapasseri, grande assente dai tempi di Arkham Asylum torna a Gotham sfregiato dall’attacco di Killer Croc con in mano un piano definitivo per annientare il cavaliere oscuro.
Alleandosi (proponendosi) ai suoi maggiori nemici, Crane mette in scacco l’intera città di Gotham che è costretta all’evacuazione generale lasciando il campo alle squadre di morte di Due Facce, Pinguino, Enigmista e Harley Quinn.
Solo il dipartimento di polizia capitanato da Gordon e Batman con i suoi aiutanti può eliminare la minaccia del gas velenoso di Crane ma il prezzo da pagare sarà elevato.
Chi pensava di rivedere Joker è stato accontentato anche se da filmato iniziale si potrà capire una cosa dura da digerire: il joker nel mondo di Arkham è morto. Definitivamente.
Il suo corpo viene cremato ma la sua terribile eredità prosegue. Reduce dall’aver infettato con il suo sangue malato alcune persone di Gotham (compreso Batman) il Joker rivive attraverso sguardi e corpi non suoi mentre la sua visione tormenta Batman dall’inizio del gioco fino alla fine, quando cioè scopriamo cosa realmente terrorizza il pagliaccio del crimine.
La storia è ricca di colpi di scena ma purtroppo soffre delle cose già dette per i precedenti capitoli: il silenzio assenso dei giocatori che pur ignoranti in tema Batman si ritrovano a dover enfatizzare con volti e nomi che dovrebbero invece essere ben fissati nella memoria.
Basti pensare alla trama del Cavaliere di Arkham per renderci conto che un fumettofilo DC avrebbe più chance di emozionarsi di un casual gamer dei giochi di Batman.
Fatto sta che l’ampliamento dell’armamentario di Batman e la notevole complessità delle sottotrame arricchiscono ulteriormente l’universo di Gotham per l’ultima volta.
Personaggi già visti ma con un rinnovato look e combattimenti ora davvero ricchi ed efficaci rendono l’esperienza totale e finalmente definitiva.
Anche solo guidare la Batmobile dovrebbe essere valida per l’acquisto del gioco.
Peccato per l’ottimizzazione.

CONCLUSIONI E RITORNO ALLE “ORIGINS”

Ho volutamente lasciato per ultimo Batman Arkham Origins perché è un laido e vigliacco tentativo di colmare un vuoto temporale. Un mezzuccio per la casa Warner Bros di colmare il bilancio offrendo agli utenti un Batman nuovo che purtroppo non è Batman.
La storia in se’ era divertente per non fosse stato per le trovate da omaggio ai fans, Maschera Nera alias l’industriale Roman Sionis nei giorni di Natale uccide il commissario di polizia Loeb gettando la città nel caos, fa il suo debutto un vigilante mascherato di nome Batman che intralcia Maschera Nera e cattura il suo più letale braccio destro alias Killer Croc.
Infastidito dalla presenza del vigilante, Maschera Nera piazza una taglia stratosferica da 50 milioni su Batman ed ingaggia otto assassini prezzolati in giro per il mondo affinché eliminino il problema mascherato.
Questi sono Bane, Electrocutioner, Shiva, Copperhead, Deathstroke, Deadshot e Firefly (Killer Croc pur essendo uno di loro finisce la sua corsa ancor prima di iniziarla).
Il pretesto della taglia e il mettere contro a Batman uno stuolo di avversari poco noti al pubblico videoludico non bastano a sollevare una trama fiacca fatta di combattimenti alla Shonen (combatto con un avversario, divento più forte, combatto contro l’avversario più forte), il Joker è altresì presente ma diventa un mezzo per assicurarsi i favori di pubblico e non è assolutamente inerente alla storia.
Belle alcune idee anche se riprese dal precedente Arkham City ed assolutamente inguardabili i combattimenti che si volevano rendere come quelli di Arkham Knight ma con meno azione.
Un fiasco totale se non fosse che ha permesso di chiudere il cerchio su diversi supercriminali.
Anche se ricordiamolo per i posteri, Bane che era il più fine dei superavversari di Batman che diventa un demente per colpa della sua droga e di stordimenti vari, questa non la digerisco.

Le conclusioni di questa anatomia sono chiare: il fine videoludico ha permesso alla gente di diventare Batman e di capire la sua forza ma anche la sua debolezza, l’intero universo del crociato si è dischiuso grazie a questi capitoli e l’immensa varietà offerta hanno reso giustizia ai fumetti e alle vicende create da Bob Kane quasi un secolo fa.
Scelte audaci quelle di eliminare diversi personaggi del mondo di Batman e ancor più audace è stata l’idea di voler chiudere quasi definitivamente le vicende di Batman con Arkham Knight.
Rocksteady Studios ha compiuto un bel lavoro perdendosi nelle fasi finali per via dell’ambizione e del peccato di superbia ma gli si può perdonare questa cosa, non si può perdonare la deviazione fallita di Arkham Origins che fortunatamente è un capitolo prequel e può tranquillamente essere lasciato sugli scaffali (reali e digitali) degli store.
Se doveste fare un paragone riguardo Batman e Joker penso che Arkham City vi aiuti molto: Caino e Abele. Il bene ed il male racchiusi in una parentela. La luce e l’ombra che non possono vivere l’una senza l’altra.
Batman non è nulla senza Joker. Joker non è nessuno senza Batman.
Tutto il resto sono asteroidi e pianeti che vi girano intorno, influenzandoli solo leggermente.
Un applauso va fatto ai doppiatori STORICI di Batman e Joker che rispettivamente sono Kevin Conroy e Mark Hamill nella versione inglese e Marco Balzarotti e Riccardo Peroni nella versione italiana.
Un merito che permette ai videogiochi di Arkham di raggiungere l’olimpo e di non lasciarlo più.
Almeno fino alla prossima trilogia di Batman. Se ci sarà.
Se avete avuto il coraggio di leggere tutto, ma proprio tutto potete anche gustarvi il tributo video alla serie con in sottofondo “Mercy” dei Muse, usato nei promotional di Arkham Knight.

The_Leunam

The_Leunam

Infermiere di giorno (e di notte, e nelle feste, e nei weekend) e giustiziere blogger di notte. Si diletta nella scrittura di libri e fumetti con spruzzate di sceneggiatura.