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PJN Inchieste: perché i Media bistrattano i Nerd?

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Nerd… cos’è un Nerd? E soprattutto cosa significa Nerd? Questa parola oramai diffusa nel nostro gergo comune non ha una provenienza netta e sicura, ci sono varie teorie al riguardo, sappiamo però a cosa o meglio a chi è rivolta.

Inizialmente si definiva Nerd chi ha una certa predisposizione per la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione.

Nerd

Questo ci fa capire che il termine è nato come dispregiativo, comunque rivolto ai così detti secchioni, che proprio per questo motivo venivano spesso emarginati o bullizzati. Un esempio classico lo si ha nei film della serie “La Rivincita dei Nerds” che vede lo stereotipo del Nerd, per come era visto in quel periodo storico (1984), scontrarsi con i più affermati ragazzi della squadra di football americano.

Questo era come il mondo ci vedeva in passato, anche se in alcuni casi non è cambiato nulla, ma dai Nerd di quella serie negli anni si è passati ad aggiustare il tiro fino ad ottenere una visuale del fenomeno più esatta ed al passo con i tempi.

nerdSi è andati da “La Rivincita dei Nerds” al più attuale “The Big Bang Theory” che bene o male abbraccia un fascia molto più ampia del nostro essere, non più dei semplici “secchioni asociali” ma persone di vario tipo con etnie e religioni diverse, che hanno in comune svariate passioni, non solo tecnologia, ma fumetti, libri, videogiochi, giochi da tavolo, manga, anime, serie tv, film e chi più ne ha, più ne metta.

Non bisogna essere appassionati di tutto questo, ma basta una sola di queste per essere definiti nerd.

Ma se per noi, questo appellativo è quasi un vanto, purtroppo molto spesso viene ancora rivolto sotto un aspetto dispregiativo e se molto spesso si lascia passare con un sorriso, io mi sono un po’ scassato le palle di sentirne parlare alla stregua di una malattia contagiosa e letale dai vari media italiani.

Sì perché tutti noi abbiamo amici “normali”, quelli che non colgono la nostra citazione di Star Wars, che magari ci chiedono quando smetteremo di sprecare soldi in videogiochi (mai!) o quando cresceremo e smetteremo di leggere fumetti, mentre loro magari leggono TEX… e ma TEX non è da bambini.

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Ricordo ancora un aneddoto di quando un giorno, poco più che quindicenne, raggiunsi mio padre in un bar e vidi che avevano appena installato il nuovo cabinato di Tekken, naturalmente cercai subito 500 lire per poterci giocare ma non trovando nemmeno una monetina da 10 lire, guardai con gli occhi da cerbiatto mio padre che mi sponsorizzò la partita. Mentre giocavo, sentii un suo amico dire…

Ma tuo figlio spreca ancora soldi nei videogiochi?

Lui lo guardò come si guarda una cacca di cane appena pestata e rispose

Beh almeno non li spende in canne, come tuo figlio!

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Già sempre questa parola sprecare, che si parli di soldi o tempo quando si parla delle nostre passioni le persone estranee al nostro mondo, parlano sempre di sprecare.

Perché? Dove nasce questa idea che noi appassionati stiamo sprecando tempo ed euro?

Ho cercato e ricercato e credo fermamente, che questa idea nasce e cresce con il trattamento che spesso e volentieri, i Media italiani hanno verso il termine Nerd e le passioni che ci accomunano.

Non danno direttamente questa “informazione” in chi li ascolta non conoscendo l’argomento, ma tratta gli argomenti a noi cari sempre con accessioni negative.

Manga, Anime e Comics in genere.

Tra le più grandi passioni di noi Nerd ci sono i comics, che siano giapponesi, statunitensi, coreani, italiani o di qualsiasi altra parte del mondo, i fumetti sono tra le prime passioni che ci accomunano. Chi di noi non ha mai letto un Topolino? Forse la maggior parte dei vecchi nerd come me hanno iniziato proprio con Topolino per poi evolvere in altri tipi di fumetto.
Questa categoria è una delle più bistrattate dai Media e dalla televisione in genere, partendo dagli anime relegati a “cartoni animati” al pari delle animazioni di Hanna e Barbera quindi categorizzate “per bambini”. Basti pensare alle fasce orarie di messa in onda sulla TV in chiaro (su Sky per fortuna c’è il canale Man-Ga!) o alle censure attuate per nascondere il sangue.
Eclatante per la censura furono i 3 episodi finali della Terza Stagione di Slayer, qui in italia “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo” (ci vorrebbe un articolo di denuncia solo per queste stronzate), vennero talmente tanto censurati per via del sangue perso da un drago, che da 3 episodi divennero 1 ed il nostro Zelgadis (con pelle di colore verde/azzurro) che venne investito dagli schizzi di sangue del drago, magicamente cambiò così tanto colore da far illudere lo spettatore che fosse ritornato umano.

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Quindi se gli anime sono per bambini, i fumetti? Parte di fumetti viene ugualmente destinata ad uso ed utilizzo dei bambini o esagerando adolescenti, naturalmente a parte i fumetti Italiani che non si sa per quale motivo sono gli unici che i Media destinano ad un utilizzo di collezionismo e lettura da parte degli adulti, ma la parte migliore viene riservata ai Manga.

Infatti questi vengono indicati molto spesso come “Pornografici” e fece molto scalpore anche un noto servizio delle Iene che con la loro grande conoscenza dell’argomento hanno sparato a zero sul Giappone.
Purtroppo queste assonanze sono ormai entrate nei luoghi comuni italiani, basti pensare che per anni mi son vergognato di andare a comprare i manga in edicola, per il semplice fatto che erano esposti accanto ai fumetti porno, tra l’altro solitamente italiani.

Già perché in verità se si parla di porno, noi italiani siamo nell’olimpo delle produzioni, quindi non vedo perché etichettare gli altri, soprattutto visto anche un altro fenomeno molto diffuso in italia. Come sapete un po’ tutti esistono i manga pornografici (non ho mai detto di no) categorizzati come Hentai,  sono censurati sul nascere in Giappone, ma magicamente in fase di stampa italiana, molto spesso vengono ridisegnate le parti censurate… poi però i pornografi sono gli altri.

Cosplay & Cosplayers

Arrivato in italia da circa un ventennio, il fenomeno cosplay ha coinvolto gli appassionati e siccome gli abitanti del bel paese hanno nel DNA l’arte, in poco tempo i nostri cosplayers sono diventati tra i migliori al mondo, con vittorie e ottime partecipazioni nelle manifestazioni più importanti a livello mondiale.

Ma di questo i media non di nicchia… ne parlano? No anzi, addirittura a volte è meglio così, perché quando raramente accennano l’argomento, riescono a dire talmente tante boiate, che nemmeno i giornalisti di Lercio al massimo splendore possono fare di meglio.

Mentre stavo scrivendo queste righe, per uno strano gioco del destino, i miei occhi hanno incrociato un articolo, di un blog di settore, che per poco mi induce a cercare Divinità occulte in frasi talmente forti da essere bannato da un gruppo di satanisti.

Un blog che tratta comics, riporta il pensiero di un famoso fumettista italiano, che dice la sua sulla presenza di cosplayers e youtubers nelle fiere tipo Lucca Comics & Games. Lungi da me criticare il fumettista per un suo pensiero, la libertà di pensiero e parola è sacra, quello che mi ha portato quasi al collasso neurale sono state le affermazioni del blogger che, saltando fuori dal medioevo, ha praticamente scritto che i cosplayers sono disagiati mentali che si vestono di colori sgargianti fuori carnevale.

Vi do’ un attimo di tempo per riprendervi, ok contate fino a dieci rilassatevi e continuiamo.

cosplayer
Non conosco la fonte di questa immagine, me l’hanno inviata via whatsapp… ma sappi che, chiunque tu sia, io ti troverò e ti stringerò la mano!

Non stiamo parlando di stampa ufficiale, ma di un blog che perlomeno dovrebbe avere una cultura Nerd appropriata, potevo capirlo da un giornalista 90enne del Sole24ore, che potrebbe spaventarsi nel vedersi all’improvviso persone vestite “con colori sgargianti” o magari una cosplayer di Kill la Kill, il pover uomo potrebbe infartare o prendere tutti per pazzi. Ma da blog che comunque trattano di comics francamente non lo accetto.

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Fonte: aminoapps.com
kill la kill ryuko matoi cosplay

Parlando di media, il trattamento è più o meno lo stesso, si parla di carnevalate, moderni Peter Pan che si rifiutano di crescere e altre boiate del genere.

Videogiochi & Videogiocatori

Purtroppo questa categoria è la più nominata dai media, ma non per i progressi o le novità in campo videoludico, ma sempre e solo per attribuire ai videogiochi colpe relative ad avvenimenti violenti, come omicidi e rapine.

Si perché, a loro dire, i videogiochi violenti istigano le persone alla violenza.

Rallentiamo un attimo, quindi se io gioco, per esempio, a Call Of Duty o Battlefield dovrebbe venirmi voglia di andare in giro a sparare a chiunque, ottima argomentazione, infatti dopo anni di COD se non faccio 2 headshot al giorno nella vita reale non mi sento appagato.

Ok la cazzata l’ho detta, torniamo seri, cerchiamo di capire, secondo voi media se per esempio una persona, magari fanatica religiosa, entra in un Bar notoriamente frequentato dalla comunità LGBT, spara 200 proiettili, urlando “Abomini di Dio” uccide molte persone, ma per un caso strano ha Titanfall o GTA a casa, la colpa è del videogioco? Non di indottrinamenti esagerati? Non di una qualsivoglia malattia o disagio mentale? No è del videogioco… mi sembra giusto.

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Da poco, hanno rispolverato l’argomento, quando un ragazzo (se non vado errato in Russia) ha ucciso un suo amico, solo perché erano fanboy di diverse schede grafiche.

Ora, giusto per capirci, se voi siete un appassionato di iPhone e qualcuno critica apertamente il vostro smartphone dicendo che il suo Samsung è meglio… lo uccidete? No… perché? Perché non siete videogiocatori? No perché avete tutte le rotelle al loro posto.

Non sono i videogiochi a condizionare e far diventare le persone violente, bensì molte volte le persone violente, acquistano giochi violenti proprio perché a loro piace la violenza punto!

Io ho giocato tutti gli Assassin’s Creed ma non vado in giro ad assassinare qualcuno, al massimo se vedo Firenze in TV dico

Toh guarda… da lì ho fatto il salto della fede

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Francamente, mi si gonfia di più la giugulare, quando qualcuno mi taglia la strada in auto.

Tralasciando un attimo i media le stronzate più grandi le sento quando qualcuno, magari parlando del figlio di 10 anni, dice…

“Ah da che sta giocando con quel videogioco, ha imparato parolacce e bestemmie…”

Certo se tu padre idiota, regali a tuo figlio GTA cosa pensi che succeda? Che inizi a disquisire in dodecasillabi?

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Conclusioni:

Credo che questo accanimento mediatico, che di riflesso coinvolge anche la vita reale, sia frutto di cattiva e scarsa conoscenza dell’argomento e delle tematiche Nerd. I media parlano poco e male delle nostre passioni, quasi sempre non conoscendo nemmeno l’argomento, sembra quasi che non provino nemmeno a capire la nostra cultura.

Eppure basterebbe poco, gli Anime non sono per bambini o almeno non tutti, hanno fasce di età e tipologie di persone a cui si rivolgono. Basterebbe concepirle come normalissime serie TV: “Il Trono di Spade” non lo metti alle 14.00 e non lo censuri, perché devi farlo con Dragon Ball? Se vuoi proprio mettere un Anime a quell’ora… perché non metti i Pokemon, che sono meno violenti e molto spesso danno lezioni di vita che i bimbi possono cogliere e conservare. (NdR non sto dicendo che i Pokemon son da bambini, solo che potrebbero dare un messaggio migliore rispetto ad un Dragon Ball o Naruto ultra censurato).

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A volte mi sembra che la cultura Italiana si sia fermata prima degli anni 80, quando c’erano i fumetti per bambini/ragazzi, i vari Topolino, La Pimpa, Il Corriere dei Piccoli, etc… e i fumetti per adolescenti/adulti Zagor, Il Comandante Mark, Phantom, quando poi con il successo dei vari Goldrake e Mazinga, sono arrivati i primi manga, siccome venivano associati al “Cartone Animato” li si è categorizzati come da bambini senza nemmeno prendersi la briga di leggerli.

Sfido chiunque a leggere il manga di Devilman, (per chi ha visto l’anime anni 80, son 2 progetti paralleli, che in comune hanno solo il nome) poi ditemi se voi lo fareste leggere ad un bambino.

Poi con le evoluzioni dei manga e la tendenza dei mangaka a disegnare ragazze con seni trasbordanti, dal fumetto per bambini si è passati alla convinzione che fossero filo pornografici, tanto che una volta ho sentito un edicolante dire:

Beh con delle Tette così in copertina, pensavo fosse un porno!

Perché in finale sono le informazioni che ci permettono di capire, se i media ne danno poche e sbagliate, come possiamo pretendere che le persone al nostro fianco possano capire la bellezza delle nostre passioni?

È facile parlare di videogiocatori violenti, per gonfiare la notizia e scatenare il solito marasma di news contro la violenza nei videogiochi, ma non è altrettanto facile parlare dei veri videogiocatori, quelli che vivono questa passione con il cuore, quelli che, per esempio, si organizzano, si allenano per riuscire a portare al “Faro” (area finale per il PVP competitivo 3vs3 “Le Prove di Osiride” di Destiny) un amico affetto da tumore in fase terminale. Oppure quando il padre di un soldato, morto in guerra, ha scritto su un forum di WOW, perché voleva capire cosa spingeva il figlio a passare ore su quel gioco. La risposta della comunity fu incredibile, centinaia se non migliaia di players, l’hanno accompagnato, dalla creazione del personaggio ai dungeon più difficili.

È facile parlare di “disagiati con vestiti di colori sgargianti” (scusate ma ho ancora la giugulare gonfia dal giorno), ma non è facile, invece, parlare di quanto facciano del bene i cosplayers, da chi, come la 501st Legion, puntualmente si recano negli ospedali, a portare un po’ di spensieratezza e “forza” ai piccoli ricoverati appassionati di STAR WARS. Ma questo è solo un piccolo esempio, molto spesso cosplayers, più o meno professionisti, si calano nei panni dei loro eroi per dare la forza a chi in quel momento ne ha davvero poca.

Io francamente preferisco che mio figlio giochi a videogiochi (naturalmente sempre quelli adatti alla sua età), a Magic the Gathering, con i giochi da tavolo e perché no a D&D. Preferisco vederlo risparmiare giorno dopo giorno, per comprare dei nuovi dadi o un nuovo manuale giocatore, piuttosto che vederlo fatto come una pigna in discoteca.

Nerd

Ci sono delle frasi che forse rappresentano a pieno il mio modo di pensare

Insegna a tuo figlio a giocare a D&D, non avrà mai soldi per la droga

Sono un videogiocatore, non perché non ho una vita, ma perché ho scelto di averne molte

e poi questa che forse è la mia preferita

Non ho smesso di giocare quando sono invecchiato, ma sono invecchiato quando ho smesso di giocare

Quindi, concludendo, senza una giusta informazione sui contenuti, possiamo batterci quanto vogliamo, ma queste idee sulle tematiche Nerd sono oramai conclamate nella nostra società. Vuoi perché loro non fanno nulla per conoscere il nostro mondo, ma anche perché noi , forse, non facciamo abbastanza per convincerli ad entrare.

Quindi se i media, ci dipingono come pazzi, tendenti alla violenza, disagiati o quant’altro sta a noi dimostrare chi siamo realmente, perché no, anche tramite le pagine di siti come ProjectNerd o simili, facciamoci sentire e soprattutto facciamo vedere a tutti quanto è bello e divertente essere NERD.

 

 

 

Ignazio Piras

Ignazio Piras

Da che ha ricordi... ricorda di essere un NERD