Volt – Che vita di mecha #1 – Recensione

1678 0

Volt – Che vita di mecha è una nuova serie completamente italiana, ideata da TheSparker, all’anagrafe Stefano Conte e pubblicata da saldaPress. Si tratta della prima serie regolare italiana prodotta dall’editore e questo mostra già le potenzialità di questo fumetto che va a scontrarsi con serie indipendenti americane molto più blasonate.

La storia vede protagonista il robot Volt, che come tutti, ha un sogno nel cassetto. Il suo è quello di diventare un fumettista, ma la vita gli riserva altri piani. La madre, che assomiglia fortemente a Darth Vader, vuole che Volt inizi a lavorare, perché il tempo per ideare il suo fumetto è ormai scaduto. Quando finalmente il suo sogno sembra potersi realizzare Volt si imbatterà in una fumetteria, ma qui al posto che distribuire il suo fumetto, troverà un posto di lavoro. Volt inizierà infatti a lavorare come commesso della fumetteria, dove troverà un mondo tutto nuovo e pieno di esilaranti avventure. Perché Volt – Che vita di mecha è sostanzialmente un fumetto ironico, in cui il divertimento e la risata regnano sovrani in ogni pagina. Un’ironia che parte dai personaggi, con la madre di Volt che assume le sembianze di Darth Vader, citandone in parte anche una delle sue frasi più celebri.

0013

Volt – Che vita di mecha però va oltre la semplice ironia e in questo fumetto possiamo trovare dei temi di fondo più profondi. Partendo dal rapporto madre-figlio, fondamentale in tutta la storia. Abbiamo poi il tema dei sogni, che ci accumuna tutti, anche se spesso non riusciamo a realizzarli. Infine troviamo il mondo dei fumetti, qualcosa di unico e speciale per tutti noi appassionati. Da questo punto di vista, si potrebbe parlare anche qui di fumetto meta-narrativo, come abbiamo fatto di recente per Airboy, infatti il protagonista del fumetto Volt scrive a sua volta un fumetto, che poi ritroveremo nelle pagine finali.

Passando allo stile grafico dell’opera troviamo un altro tratto interessante. I disegni hanno uno stile moderno e innovativo, ma il bianco e nero rende omaggio ai grandi classici del fumetto, creando un accostamento interessante. Detto ciò, i disegni sono piacevoli e ben realizzati, con personaggi sempre espressivi e qualche eccesso stilistico che si integra perfettamente nel clima ironico del fumetto.

0039

Infine una nota sulla cura editoriale, bello vedere come il numero sia completato dalle strisce di Che vita di mecha, formati da una serie di aneddoti ispirati dai raccontati dei proprietari di fumetterie, Le cinetiche avventure di mangaman, ovvero il fumetto realizzato da Volt e Noi robot, brevi strisce divertenti basate sui robot.

Il primo numero di Volt – Che vita di mecha è già disponibile in edicola e in fumetteria e sullo shop online saldaPress.com

volt_vol1_piatta