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Dreaming Eagles – Recensione

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Dreaming Eagles è più di un fumetto di guerra..

Questo Dreaming Eagles è un brossurato di 168 pagine a colori, formato 17x26cm, al prezzo di 15,90€. Per maggiori informazioni consultate il sito di Saldapress. Un volume che si arricchisce di una postfazione molto emotiva di Ennis, su come è nato il progetto, una manciata di pagine di sceneggiatura e le copertine e i bozzetti di Coleby.

STORIA

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Siamo in America nel 1966, un periodo piuttosto caldo nello scontro razziale del paese più democratico del mondo.

Un vecchio padre, veterano di guerra racconterà tutto ciò che ha fatto e vissuto prima della sua nascita, in particolare in sella al suo caccia P-52 Mustang come combattente per la libertà e la democrazia di un paese che nei suoi confronti era stato tutt’altro che democratico.

Garth Ennis scrive una storia che di bellico ha solo lo sfondo, mentre sul palcoscenico danzano e chiacchierano gli umori e i bisogni più intimi dell’animo umano.

La parte storica è ovviamente preponderante essendo il tema della razza una delle questioni più calde e delicate che questo volume affronta magistralmente.

Ennis si diverte a mettere a nudo tutti i pregiudizi che i bianchi avevano sui neri e di come questi avessero combattuto sempre su due fronti: contro il razzismo di casa e contro quello dei nazisti.

La sceneggiatura è sempre precisa e le didascalie, nonostante l’enorme quantità di informazioni, non sono mai pesanti o spezzano il ritmo di lettura. Anzi sono la ciliegina sulla torta perché è proprio grazie all’immenso lavoro di ricerca storica eseguito da Ennis che anche noi possiamo comprendere meglio la situazione degli afro-americani in U.S.A. da sempre macchiette anche sul grande schermo (lo stesso destino dei nativi americani).

Insomma un signor volume da leggere a tutti i costi, appassionati o meno di storia o di guerra.

DISEGNI

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Simon Coleby per contornare ambienti e figure umane è piuttosto preciso mentre per i dettagli che donano volume alle immagini, esegue un lavoro di sottrazione, all’opposto di quanto fatto per l’inchiostrazione, pesantissima e centrale.

Ai colori John Kalisz gioca con tonalità fredde e spente, perfettamente in linea con l’atmosfera di guerra che i protagonisti respirano costantemente.

Si vede che si è cercata un’impostazione cinematografica ed epica eliminando tutti gli elementi cardine di un fumetto: il segno che esagera e detta le atmosfere e il tono del racconto, l’impostazione della tavola e della griglia, colori sgargianti ed onomatopee che aggiungono una dimensione sonora al tutto.

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  • 8.5/10
    STORIA - 8.5/10
  • 7.5/10
    DISEGNI - 7.5/10
8/10

Riassunto

Ennis scrive un piccolo gioiello del fumetto bellico. Da leggere!

Riccardo Maggi

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