robocop lultima difesa

Robocop – L’Ultima Difesa – Recensione

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Robocop Lultima Difesa è quello che Robocop 3 doveva essere!

QUI trovate la recensione del precedente volume.

Volume brossurato di 17×26 cm con 216 pagine tra storia, copertine ed extra il tutto a 16€. Meglio di così non si poteva chiedere! Vi lascio comunque il sito della Magic Press così potete spulciare i vari titoli in catalogo.

STORIA

robocop lultima difesa

Robocop è ufficialmente il nemico numero uno della multinazionale OCP che cerca di governare ciò che resta di Detroit col pugno di ferro, ma non tutto è perduto…

Come sempre la sceneggiatura originale è di Frank Miller per il terzo film di Robocop, anche questa poi stravolta dai produttori. A riportarla in vita ritroviamo Steven Grant.

La storia è dunque pura follia al fulmicotone stile Miller anni ’90, ricca di satira e battute taglienti, accompagnate da esplosioni, scazzottate e tonnellate di sangue e ossa rotte.

Ricordo che è la sceneggiatura del terzo film, quindi si lega al secondo film di Robocop e non alla maestosa trama imbastita nel precedente volume. Detto questo il fumetto si lascia leggere con estremo piacere ed è il classico canovaccio di Miller: eroe epico decide di chiudere i conti col passato cercando di risvegliare l’umanità da quel torpore in cui tanto si è beata, un sogno creato appositamente dallo stato con tutte le droghe possibili.

Per vivere il sogno americano occorre dormire, ma Frank soffre d’insonnia e vede benissimo qual è il prezzo di questo sogno preconfezionato. Solo la libertà.

Sempre tanta roba, perché c’è Miller al timone. Senza dimenticare la risoluzione cyberpunk che vedrà il nostro bel Frankenstein di acciaio inossidabile accompagnato da una controparte femminile altrettanto solida e precisa.

DISEGNI

robocop lultima difesa

Korkut Oztekin disegna con uno stile molto personale, vicino alla linea di Kurtzman e Kirby (molto cartoon, come il Miller seconda maniera stile 300) e non a quella di Wally Wood o Joe Orlando (maestri del dettaglio). Un tratto quindi estraneo al genere fantascientifico ma molto vicino a quello dell’autore e del noir.

Michael Garland narra coi suoi colori in maniera perfetta e pungente, sempre preciso e attento, con un amore per i giochi di luce davvero invidiabile.

Riccardo Maggi

Un giullare alla corte di Internet...