Legion – La recensione della prima stagione Dal mondo dei fumetti Marvel, una serie che si è rivelata una piccola sorpresa

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Ok, parto con una piccola premessa personale, un back in the 90s che vede un piccolo me stesso iniziare a divorare i primi albi marvel, quelli in cui scegli i tuoi personaggi preferiti, nel mio caso sono spesso i gregari a finire nella lista, quelli strani e fuori dal coro ( e spesso pure di melone ), uno di questi è proprio David Haller AKA Legione il figlio malato di Xavier che ha dato inizio all’era di Apocalisse, negli anni sempre molto in background negli affari mutanti ( spesso proprio dimenticato ) e quindi immaginate la mia sorpresa nel saperlo protagonista di questa serie.

Il personaggio nato dalla penna di Chris ” Che belli i suoi tempi agli x men ” Claremont e Bill Sienkiewicz è stato adattato per il piccolo schermo dell’emittente FX da Noah Hawley, il nome dietro il fenomeno TV chiamato Fargo.

Negli 8 episodi della prima stagione di Legion, Noah parte tagliando molti dei “Rami secchi ” nella storia del personaggio, tutto ciò che avrebbe potuto rendere il personaggio troppo complesso o troppo potente per essere gestito in poco tempo, salutando ( almeno per ora ) la moltitudine di facciate che compongono il sottobosco mentale della psiche di David nei fumetti,limitando i poteri al set base e giocando molto di più sulla confusione fra verità e allucinazione.

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Ottima la scelta di slegarsi almeno inizialmente dalla timeline mutante cinematografica, in questo modo la serie non è stata costretta a perdere tempo incastrandosi nella già complessa linea temporale di Wolverine ed amici, questo però non vieta agli autori di creare qualche collegamento in futuro, magari anche con l’altra serie TV The Gifted ( che in qualche modo è già nel mondo X-Men )  o con i futuri spin off come New Mutants creando una struttura più solida e stabile nella sua mitologia e cronologia.

L’alta qualità del prodotto è l’arma in più di Legion: scritto bene, girato bene e con un ottima colonna sonora, uno scrigno ripieno di rimandi ad altre opere ( 2001 odissea nello spazio e Arancia Meccanica per citarne 2 ) sviluppato in modo da essere goduto a pieno anche da chi proprio non digerisce il mondo del fumetto.

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Unica preoccupazione? come per altre serie recenti tipo The OA, Westworld o Mr Robot, questa serie richiede una visione attiva, altrimenti non potremo godere a pieno del gomitolo narrativo.

Un altra nota al merito è il cast, volti giusti al posto giusto con Dan Stevens e Aubrey Plaza in stato di grazia, fra gli altri attori anche Rachel Keller e Jemaine Clement.

Non posso che consigliare la serie, anche solo per uno sguardo all’episodio pilota, la vera domanda è : riuscirà a riconfermarsi nella seconda stagione ?? .

 

  • Trama
  • Fotografia
  • Location
  • Recitazione
  • Colonna sonora
3.5

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD