Iron Man degli Avengers

Avengers: perché il MCU abbia ancora successo, Tony deve morire. Spiegato il perché. Iron Man è stato il personaggio di punta che ha dato la svolta definitiva agli Avengers e al MCU. Purtroppo, per il bene del MCU, è destinato a morire.

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È tempo per gli Avengers di perdere i fondatori

Tony Stark, tra gli Avengers, è stato quello più a contatto con la morte, evitata per un pelo in Iron Man 1 e 3, Avengers, Avengers: Age of Ultron e Captain America: Civil War. Ognuna delle sue principali apparizioni, poteva coincidere anche con la sua performance finale, fornendo un’edificazione del personaggio perfetta per dare una conclusione soddisfacente alla storia di Tony. Ma proprio quando Iron Man 3 prometteva la fine di Iron Man, i Marvel Studios lo hanno immediatamente rimesso dentro l’armatura, dandogli il ruolo di coprotagonista in Civil War.

Arrivati a questo punto, suggerito anche da PopSugar, e come già si sospetta per Cap, sarebbe comprensibile se i Marvel Studios non vogliano mantenere il personaggio interpretato da Robert Downey Jr ancora nel MCU, nonostante Iron Man sia il personaggio che ha lanciato il franchise stesso, con una serie di articoli a lui dedicati che continuano a vendere molto bene, tra quelli dedicati agli Avengers. Ma dopo tre cicli narrativi e diciotto film, un cambio di rotta è inevitabile ed annunciato. Per questo, è tempo che Tony Stark muoia.

Il personaggio è stato una scelta estremamente brillante per iniziare con il franchise Marvel. È uno dei fondatori degli Avengers anche nei Marvel Comics e ha una sua collana stand-alone dal 1968, ma il personaggio non aveva nulla del profilo pop-culturale tipico di Batman, Spider-Man, Superman o degli X-Men. Era popolare solo nel fumetto e il personaggio non possedeva la moralità che la maggior parte degli altri supereroi possiedono. Ha iniziato quasi come cattivo e non ha mai lasciato questo tratto distintivo.

Tony Stark, un trafficante d’armi e playboy, è stato costruito per essere spregevole. È un uomo che ha approfittato della guerra e ha vissuto nel lusso grazie a questo. Oltre a ciò, è un uomo superficiale senza vere amicizie e una tendenza a trattare le donne come risorse usa e getta, quindi, tutto tranne che un vero Avenger. La chiave di volta, che ha fatto cambiare pelle alla coscienza del miliardario, sono state le conseguenze dell’esplosione di una delle sue bombe, a seguito del quale viene rapito dai terroristi e costretto a costruire la sua prima Mark, ma il suo carattere non è del tutto sparito, nonostante la nascita di Iron Man.

Decenni di fumetti di Iron Man e un decennio di film sugli Avengers, hanno sottolineato questa trasformazione, profonda o superficiale che sia. La storia di Tony è, in ogni universo e iterazione, una perenne redenzione. È un uomo il cui peggior nemico è il suo passato, spesso onnipresente; un uomo che cerca sempre di farsi strada tra il cattivo miliardario e l’eroe, facendo qualcosa di buono tra tutto il male che ha fatto. Ma a causa del suo profondo senso di colpa e della sua propensione a ripetere gli stessi errori, è una redenzione che non sarà mai completa, almeno finché continuerà a vivere.

Il capolinea sembra essere vicino, auguriamo agli Avengers di trovare un proseguimento di alto livello, nonostante l’annunciata mancanza dei capostipiti principali.

Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.