Tony Stark: Iron Man : le prime parole di Dan Slott sulla serie l'autore parla a ruota libera della sua nuova serie dedicata a Iron Man, destinata a modificare lo status quo del personaggio

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Il sito CBR ha raccolto le prime parole di Dan Slott riguardanti la sua nuova serie Marvel:  Tony Stark: Iron Man, in partenza fra qualche mese e pronta a cambiare lo status quo del vendicatore in armatura.

Queste la sue parole :

 

Quando scrivevo le storie di Spider-Man, non avevo la minima idea che sarei finito su Iron Man. Quando mi hanno informato del fatto che Brian Michael Bendis avrebbe lasciato la Marvel, la prima cosa che ho detto è che mi dispiaceva e che speravo facesse il meglio possibile alla DC. La seconda, è stato urlare che volevo Iron Man. Sono stato il primo avvoltoio a calare sulla carcassa. Mi chiesero che visione avessi del personaggio. Risposi che sarebbe stato tagliente, ipertecnologico, Robert Downey in armatura. Solo che avrei raccontato storie che starebbero bene in una puntata di Black Mirror. Hanno approvato.

Fu Axel Alonso a dare l’ok. Vederlo andarsene dalla compagnia è stato triste, ma sono felice di vedere C.B. Cebulski al suo posto. C.B. non sa di questa cosa di Black Mirror, e probabilmente è per questo che ho ancora luce verde sul progetto. Comunque, oltre che Black Mirror, ogni tanto affiorerà anche un po’ di fantascienza da Rick and Morty. Più tutto quel che sta nel mezzo.

Sono attratto dai personaggi geniali. Peter, Tony, Hank Pym. Amo Reed Richards. Se pensi agli eroi DC, sono davvero iconici e immediatamente ti fanno pensare, appunto, a un super eroe. Quando pensi ai personaggi Marvel, invece, molto spesso ti viene in mente prima chi sta dietro la maschera, la persona. In ogni buona storia di supereroi, è la persona che vince, nonostante tutti i poteri. Si tratta sempre del personaggio e di suoi punti di forza e di debolezza, sono loro a fare da guida alla storia. Avere a disposizione un protagonista intelligente, che usa la testa, è decisamente più interessante, per un narratore.

Nel caso di Tony Stark, il bonus da aggiungere al suo cervello è la gran quantità di difetti e problemi che si porta dietro, perché è decisamente più divertente scrivere la storia di un uomo in difficoltà, pieno di debolezze e mancanze, ma brillante. Tony è molto, molto più problematico di Peter. Il suo ego, la sua superbia… Mi divertirò un sacco.

Entrambi hanno grande libertà di movimento, possono essere collocati ovunque e in qualunque situazione. Ma, un po’ come accade con Silver Surfer, il fatto è che è il personaggio, la sua natura, a dare il tono alla storia. Ovunque ci sia Tony Stark, quindi, la situazione sarà alla Tony Stark.

Quando ero ragazzino, tutti sapevano che Clark Kent era Superman, che Bruce Wayne era Batman e che Peter Parker era Spider-Man. Lì si fermava la consapevolezza dell’uomo della strada, riguardo le identità segrete degli eroi. Ma oggigiorno, tutti sanno chi sia Tony Stark. Ecco perché, quando mi hanno chiesto che titolo volessi per la serie, ho detto che doveva essere Tony Stark: Iron Man. Non Invincible, non Irredeemable, nessun aggettivo, ma il suo nome di battesimo.

La serie porterà nuovi comprimari e nemici,affidati alle matite di Valerio Schiti, che si è dichiarato entusiasta e che come potete vedere sta progettando decine di armature diverse.

Tony Stark: Iron Man – La Gallery

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD