pacific rim: la rivolta

Pacific Rim: La Rivolta – Recensione in anteprima Recensione di Pacific Rim: La Rivolta, il nuovo capitolo diretto da Steven De Knight con John Boyega nei panni del protagonista

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Siamo andati a vedere in anteprima Pacific Rim: La Rivolta; Dopo il flop del primo capitolo di Pacific Rim, in termini di Box Office, in molti, come noi, si sono chiesti quale sarebbe stato il destino della saga.
La pellicola, visivamente mozzafiato, diretta da Guillermo Del Toro, aveva coronato il sogno di molti, ovvero: vedere dei robottoni giganti combattere contro mostri altrettanto simili. Il risultato finale non ha raggiunto i risultati sperati e questo ha messo in discussione l’intero progetto.

Le prime notizie inerenti al secondo capitolo lasciavano presagire qualcosa di molto più ampio ed esagerato (si parlava addirittura di uno scontro contro Godzilla) – Poi sono iniziati i problemi – Del Toro lascia la regia per divergenze creative, il cast abbandona il progetto e la saga cambia completamente registro, per essere precisi, si proietta in un futuro molto lontano. Dietro la macchina da presa viene chiamato Steven S. DeKnight, un autore televisivo che negli anni si è fatto notare per il suo ottimo nella serie Daredevil e nel cast arriva John Boyega, uno degli attori più richiesti del momento.

La storia racconta le vicende di  Jake Pentecost, un pilota di Jaeger un tempo promettente. Jake, figlio di un leggendario pilota che ha dato la vita per assicurare la vittoria dell’umanità contro i mostruosi “Kaiju“, abbandona l’addestramento e finisce nel mondo del crimine. Quando si profila all’orizzonte una minaccia ancora più inarrestabile che tenta di distruggere le nostre città e mettere il mondo in ginocchio, la sorella ormai estraniata di Jake, Mako Mori, a capo di una coraggiosa nuova generazione di piloti cresciuti all’ombra della guerra, gli offre un’ultima possibilità di redimersi e mostrarsi all’altezza di suo padre.

pacific rim: la rivolta

Prima di visionare questo film è obbligatorio fare una cosa molto importante: Scordarsi del primo capitolo.

Sebbene la sceneggiatura cerchi in parte di ricalcare le vicende del precedente film, attraverso i personaggi di Pentecost e Mako Mori e con uno spiegone iniziale praticamente uguale a quella di Del Toro, non si può certo definire un degno seguito.
La serialità e la profondità dei personaggi, lasciano spazio a un umorismo banale e a tratti veramente forzato.

L’intrattenimento raddoppia, ma questa volta è senza pretese e praticamente identico a un film qualunque di Michael Bay (che questo sia un difetto o meno dovete sceglierlo voi). C’è la voglia di riscattarsi, di cambiare la propria natura per aspirare a un qualcosa di più grande, ma tutti questi temi si perdono nel corso della pellicola per fare spazio ai vari combattimenti tra robot. I Kaiju non mancano mai, su questo potete star tranquilli, ma sono molti di meno rispetto a quello che ci si può aspettare. Una scelta che potrebbe risultare discutibile e disorientare lo spettatore, ma come abbiamo appena ricordato questo film vive di un’identità propria, quindi non bisogna stupirsi più di tanto.

Guarda il trailer di Pacific Rim: La Rivolta

I robot non sono più lenti e arrugginiti, bensì veloci. La CGI risulta come sempre impeccabile per quanta riguarda il design dei Kaiju, ma un po’ meno per quello dei robot, che per velocità e meccanismi risultano più volte cartooneschi.
De Knight, che qui è all’esordio dietro la macchina da presa, costruisce uno spettacolo visivo tutto sommato soddisfacente, gestendo con grazia anche i combattimenti, ma rimane vittima di uno script senza mordente e privo di qualsiasi caratterizzazione psicologica.

Non esiste solo un personaggio degno di nota in questo film, persino quelli già conosciuti risultano tremendamente abbozzati, ma è un problema di poco conto all’interno di un film del genere.

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