Super Dinosaur 2

Super Dinosaur #2, la recensione Robert Kirkman non smette di stupire nel secondo volume della serie per ragazzi pubblicata da Saldapress

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Robert Kirkman non smette di stupire. Un termine non casuale a proposito di Super Dinosaur #2, volume che conferma come questa serie sia una delle opere più “pazze” e sorprendenti partorite dal genio dell’autore di Lexington.

Il secondo volume pubblicato da Saldapress è in vendita dalla fine di maggio nelle fumetterie e negli store on-line. L’albo contiene i capitoli dal sesto all’undicesimo della serie targata Skybound e rivolta, in particolare, al pubblico più giovane.

Il racconto riprende da dove si era interrotto al termine del primo volume (di cui potete leggere qui la recensione), conclusosi con uno cliffhanger mozzafiato, come da marchio di fabbrica di Robert Kirkman. Max Maximus, il villain principale della serie (ma non l’unico), è stato catturato ed è detenuto nelle carceri dell’agenzia governativa segreta che controlla l’accesso alla Terra Interna.

Nelle ultime tavole del primo albo, Maximus ha fatto all’ex collega Dexter Dynamo una sconvolgente rivelazione a proposito della moglie Julianna, la madre del giovane Derek. Ora il malvagio scienziato vuole usare questa carta per ricattare Dexter, che deve cedere alle richieste del villain se vuole avere qualche speranza di rivedere ancora la donna amata.

In un crescendo di azione e adrenalina, Kirkman fa esordire nella serie nuovi personaggi, che si vanno ad aggiungere ai già numerosi Dino-Umani e mostri di ogni tipo presenti nel primo volume. Viene finalmente mostrato il Generale Casey (e la sua ipertecnologica armatura da combattimento), così come suo figlio Battle Shock. Fa il suo debutto anche Minimum, l’assistente (nonchè replica) di Maximus, il primo Dino-Uomo creato dallo scienziato a partire da un essere umano e non, come per tutti gli altri esemplari, da un dinosauro.

Nel corso di Super Dinosaur #2, inoltre, vengono finalmente svelate fattezze e origini dell’enigmatico Esiliato, che si rivela essere un’ulteriore, pericolosissima, minaccia per la specie umana. Non a caso, proprio il personaggio sarà protagonista dell’ennesimo cliffhanger sfornato da Kirkman in conclusione dell’undicesimo capitolo, con il quale si chiude il secondo volume edito da Saldapress.

La trama di Super Dinosaur #2 è, se possibile, ancor più frenetica e coinvolgente rispetto al primo volume. Kirkman ci trascina in un vortice di combattimenti spettacolari, armature robotiche superaccessoriate e colpi di scena a ripetizione, confezionando una trama ricca di quel senso del meraviglioso tipico della migliore narrativa fantascientifica. Non mancano inoltre siparietti comici ben riusciti, come quello dell’esame scolastico del protagonista Derek. Dal filone narrativo principale vengono poi sviluppate e approfondite diverse sottotrame, per un racconto ancora una volta ad alto tasso di godibilità.

I dialoghi, come nel primo volume, risentono del pubblico a cui è principalmente rivolta l’opera, con un linguaggio fortemente giovanile. Tuttavia in questo secondo albo Kirkman tende a limitare le espressioni eccessivamente stereotipate, per quanto i dialoghi siano sempre improntati a uno slang adolescienziale.

I disegni di Jason Howard si mantengono sull’ottimo livello del primo volume, confermando l’assoluta precisione dello stile dell’artista, come evidente ancora una volta nelle scene di combattimento. Da segnalare anche l’ottimo uso dei colori (così come nei capitoli precedenti), che tendono ad essere particolarmente vivaci nelle scene d’azione. Anche in questi capitoli, infine, Howard fa spesso ricorso a splash pages e double splash pages. 

In Super Dinosaur #2, dunque, Kirkman mantiene decisamente alta l’asticella della qualità narrativa della serie, anche in un opera assolutamente diversa (e rivolta a un pubblico assolutamente diverso) rispetto a quelle fino ad oggi realizzate dall’autore. Un’ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, del grandissimo talento dello scrittore di Lexington. 

Roberto Iacopini

Roberto Iacopini

Classe 1984, insegnante, giornalista, sta ancora cercando di espandere il suo cosmo per raggiungere il settimo senso...ma si accontenterebbe del quinto e mezzo