Street Fighter: evoluzione del Mito dal 1991 a oggi.

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INTRODUZIONE

Di sicuro il genere più gettonato nelle sale giochi era il Picchiaduro. Più dei titoli sportivi, persino più dei platform, i beat’em up erano sempre accerchiati, perennemente occupati da giocatori che tentavano di superare il proprio record o di riuscire a completare l’intera scalata fino al Boss finale.

Questo genere ha fatto la fortuna di diverse case, in particolar modo di SNK (Neo Geo per i fan di vecchia data.ndr) e di Capcom, portando una vagonata di soldi alle rispettive software house e obbligandoli a distribuire i propri giochi intorno al mondo e in diverse versioni, che andremo ad analizzare in questo lunghissimo articolo.

Il genere picchiaduro nasce nei lontani anni ottanta con il primo Street Fighter, (Fighting street) picchiaduro particolarmente colorato con un unico personaggio selezionabile, l’eterno Ryu, e con due enormi pulsantoni come comandi. Qualora si volesse giocare in coppia, il secondo player impersonificava Ken, una copia di Ryu. Gli avversari spaziavano da combattenti classici a ninja e così via girando varie località. Da notare un Ryu che sembra più americano che orientale, con occhi decisamente lontani dagli occhi a mandorla e sullo sfondo i volti di pietra dei presidenti americani.

A questa formula bella da vedere ma un pò meno da giocare, ne seguì un episodio che sarebbe stato riproposto in mille salse diverse per ogni piattaforma giocabile esistente sul mercato, perfino sulle console cinesi. Nel 1991 venne rilasciato il re dei picchiaduro, il capostipite dei beat’em up, il gioco da cui ogni picchiaduro a seguire avrebbe tratto ispirazione. Nasce Street Fighter II the world warriors.

 

Nasce il mito

 

 

 

Street Fighter II The World Warriors è un solido gioco che colpisce già da quando si inserisce il gettone con il suono in formato Stereo e un grandissimo e variopinto cast di personaggi, tutti presentati con ritratto su una base musicale da Challenge allo stato puro! Completo di combo, mosse speciali, una vasta scelta di personaggi, una grafica curata, sprite pieni di animazioni e una storia completa di finali per ciascun personaggio questo SFIITWW coinvolge per le animazioni fluide (seppur non perfette ma ancora oggi godibili), magia che vien fuori da ogni singolo frame dai personaggi agli sfondi animati e interattivi con casse che si frantumano a contatto del povero malcapitato di turno che viene scaraventato sopra.

Prendendo giusto il nome dal gioco precedente, questo SF propone ben dodici personaggi oltre ai già visti Ryu, Ken e Sagat e per la prima volta vediamo una donna in mezzo a tutti quei brutti ceffi. E che donna! Cosce in bella vista tanto sexy quanto pericolose, una cinesina che se la vedeva con un energumeno wrestler, il piccolo gigante secondo solo a Sagat in quanto ad altezza, un marine biondo esperto di calci, un indiano cultore di pratiche infuocate magro, anzi magrissimo. Non si può dire lo stesso di Edmond Honda, un lottatore di sumo divoratore di spaghetti, forte quanto Blanka la bestia umana. Veloce come un missile compare M. Bison, cattivone di turno accompagnato dagli scagnozzi Balrog il pugile, Vega di origini spagnole e Sagat acerrimo nemico del protagonista. Insomma, il cast è davvero vario, forse troppo secondo me dato che la maggior parte di questi personaggi non li trovavo affatto fighi, ma a parte questo il gioco offriva un gameplay innovativo fatto di combinazioni efficaci e varie, completo di onde energetiche, calci volanti, sgambetti, prese e chi più ne ha più ne metta.

 

A questo bel minestrone si aggiungono degli sfondi animati e la possibilità, finalmente, di poter scegliere il proprio eroe preferito per entrambi i player. Unici difetti erano l’impossibilità di selezionare lo stesso personaggio. Se il primo player prendeva Ken, il secondo non poteva sceglierlo. Secondo difetto era l’assenza dei Boss. I quattro malvagi del gioco non erano selezionabili. Altro piccolo difetto, ma marginale visti i tempi dell’epoca, era la lentezza del titolo. Fortunatamente questi difetti di fabbrica (o per mancanza di tempo) furono curati nella successiva versione ribattezzata Champion edition.

Street Fighter II Champion Edition, Turbo, Super e Super Turbo

Qui Capcom apprende la lezione più importante della sua vita da produttrice di prodotti videoludici: se un gioco piace, perchè non venderlo in diverse varianti? All’epoca non esisteva internet, figuriamoci le patch. A seguire venne rilasciato la seconda versione di SFII, la Champion edition, che aveva colori più curati, diverse colorazioni per ciascun eroe consentendo a entrambi i player di scegliere lo stesso personaggio e quattro “nuovi” personaggi selezionabili, ovvero i boss del gioco, che nel titolo precedente erano affrontabili ma non giocabili. Balrog, Vega, Sagat e Mr. Bison. (ndr In Giappone il dittatore si chiama Vega, lo spagnolo Balrog e il pugile Bison). Il titolo impenna le già alte vendite e Capcom rilascia cabinati, giochi per Amiga 500, Super Nintendo e Sega Mega Drive fino al portatile Game Boy e invade tutte le sale giochi mondiali. Non c’era una sala giochi che non avesse il proprio Street Fighter mangiasoldi a difficoltà very hard per la gioia dei Mr. Sala giochi.

Terza versione è Street Fighter II turbo, una versione velocizzata fino a 4X della Champion edition con possibilità di eseguire le special in aria per alcuni personaggi, un’onda energetica per Chun Li e nuovi colori decisamente più cazzuti per i vari lottatori. Questa versione è stata rilasciata per Sega Mega Drive e Super Nintendo. Personalmente non ne ho mai vista una versione Arcade, ma non dubito che esista. Si sussurra che un impiegato Capcom abbia sviluppato privatamente anche una Hyper edition mai rilasciata ufficialmente che apportava nuove mosse, le combo in aria e un titolo ancora più veloce. Personalmente trovo Street Fighter II Turbo la migliore incarnazione dell’originale SFII, al passo coi tempi, godibile per i canoni di quella generazione dove i picchiaduro pullulavano e obbligavano Capcom a modernizzare il proprio gioco di punta, sopratutto vista la crescita di altre serie come Mortal Kombat e King of Fighter, di cui tratteremo nei prossimi articoli.

Se avere tre cartuccie dello stesso gioco vi appare un’immagine bislacca (e un pò da polli, detto fra noi), sopratutto per l’epoca che i videogiochi costavano una madonna dato che 140.000 non sono le 70 euro di oggi vista la mentalità parsimoniosa a cui ci ha abituati la Lira. Capcom rilascia la penultima versione del suo picchiaduro, Super Street Fighter II The New challengers. Il gioco in se per se era un Champion edition con quattro personaggi nuovi. Nulla di più. Quindi niente colori cazzuti extra e niente velocità raddoppiata, solo un gameplay lentuccio e quattro eroi da bastonare che allungavano la longevità e la varietà del titolo. Stranamente questi li ho trovati abbastanza fighi, abbiamo una soldatessa esperta di calci più di Guile, un Bruce Lee Capcomiano con tanto di UATTAAA’, un indiano parente di Hulk e un deejay brasiliano valida come mascotte. La causa di questo mezzo aggiornamento (nuovi personaggi ma vecchia velocità;) era provocata dal limite delle macchine. Ma Capcom, che più che saperne una più del diavolo è il diavolo in persona, è riuscita nell’intento di creare un’ultima versione completa, con abiti extra inclusi, velocità aumentata, combo in aria e un nuovo eroe, Akuma (Gouki in Giappone), una versione demoniaca del Shotokan Ryu oltre che una barra aggiuntiva delle Super, mosse eccezionalmente forti e belle da vedere che richiedevano questa barra che si riempiva con i colpi dati e ricevuti. Capite che questa Super apportò un notevole cambiamento al gameplay, dando la possibilità di ribaltare il match. Questo Super Street Fighter II Turbo è stato rilasciato solo per Sega Saturn e una console della Panasonic, mentre la Super solo per Super Nintendo e Sega Mega Drive all’epoca e di recente per Game Boy Advance, ma quest’ultimo porting ve lo sconsiglio caldamente dato i cali di frame paurosi.

Queste versioni sono state più volte riproposte in varie collection edition per la prima e la seconda Playstation oltre che una recentissima versione HD REMIX disponibile sui network rispettivi di Xbox360 e PSnetwork, con una nuova grafica (personalmente bruttina), niente cali di frame e modalità online.

 

In breve:

Street Fighter II The World Warriors: otto personaggi giocabili, graficamente curato, sonoro stereo e impossibilità di usare due personaggi uguali.

Street Fighter II Champion Edition: cast completo di dodici personaggi giocabili e possibilità di usare due personaggi uguali

Street Fighter II Turbo: nuove colorazioni per gli abiti dei personaggi, velocità raddoppiata, alcune nuove mosse e nessun calo di frame

Super Street Fighter II The New Challengers: quattro nuovi personaggi con i rispettivi stage, ma velocità di gioco tornata alle origini del pre-turbo.

Super Street Fighter II Turbo: velocità aumentata, un nuovo personaggio e barra delle Super.

 

Intanto nel sol levante…

 

 

Visto il successo sempre crescente del marchio Street Fighter, Capcom viene sommersa da proposte di film, manga, anime e gadget di vario tipo, da statuine a tappi, da action figures a diari scolastici, da magliette a cd con colonna sonora e così via. Intanto viene rilasciato, non so se per ascolto ai fan ma ne dubito, una nuova serie di Street Fighter, una serie ZERO. Un sacco di novità portano uan fresca ventata di giovinezza al brand, cominciando con Street Fighter Alpha warrior’s dreams (in Giappone Street Fighter Zero).

 

Non so proprio da dove cominciare! Dimenticate le animazioni di SF2 che ho definito fluide. La fluidità di questa serie Alpha è eccezionale! Graficamente gli artisti di Capcom hanno adottato uno stile tipo Anime, cartone animato giapponese, con colori accesi, movimenti fluidi (già scritto?), disegni superbi a tal punto che anche i personaggi ripresi come Ryu e Ken sembrano nuove comparse! Non ho mai dato tutta questa importanza alla grafica, ma questa volta Capcom ha superato se stessa, proponendo sprite dettagliatissimi e un numero spaventoso di disegni per frame da simulare il movimento dei personaggi come fosse un cartone! Le immagini si esprimono meglio:

Il gioco propone dieci personaggi, quindi sicuramente a primo impatto lo shock c’è, ma la cura dei personaggi e sopratutto l’aria cazzuta stavolta, ha fatto di questo SFA un piacere per gli occhi. Mascotte di questa serie è Dan, un lottatore shotokan decisamente e volutamente sotto la media dato che dispone di versioni ironiche delle tipiche special di Ryu, ovvero uno shoryuken lentissimo, un hadoken quasi inesistente e una serie di calci volanti che risulterà l’unica mossa davvero efficace di questo simpatico personaggio.

Il comparto sonoro risulta azzeccatissimo all’atmosfera cartoonesca del gioco, con brani che ricordano l’Italia per lo stage di Rose, il Giappone per quello di Guy e cosi via. Gli sfondi sembrano dei quadri dipinti a mano.

E ora la parte più interessante, il cast dei personaggi. Troviamo Ryu, Ken, Chun li con una nuova skin più sportiva, Charlie (Nash in Jap) collega di Guile con stessa meccanica di gameplay, Sodom e Guy presi freschi freschi da Final Fight (altro gioco Capcom), Adon preso dal primo SF, Sagat, Rose e Birdie il punk. Ah già, e Dan con il suo invincibile Hadoken…

Il gameplay basilarmente è quello di SF2 con diverse aggiunte. Innanzitutto troviamo le parate in aria, le combo sono state semplificate e ampliate con le nuove mosse e la barra delle Super arriva fino al terzo livello. In base al tasto premuto (tra debole, medio e forte), relativamente consumiamo uno, due o tre livelli di barra con conseguente danno. Non serve che vi dica che le Super sono un susseguirsi di animazioni spettacolari e potentissime.

 

SFA era uno dei miei giochi preferiti nelle sale giochi, non aveva nulla da invidiare agli altri picchiaduro. Era bello, colorato, veloce e dannatamente cazzuto ! Inoltre è uscito in un periodo in cui i manga stavano spopolando tra i giovani, e questo non ha fatto che giovare. E’ stato rilasciato per Playstation e Sega Saturn e più avanti in versione portatile per Game Boy Color sviluppato dalla Crawfish, ricreando un’ottima conversione 8 bit.

 

 

Squadra che vince…

Non era difficile immaginare un Street Fighter Alpha 2, difatti il titolo comprendeva nuovi personaggi, nuove combo seppur il gameplay fosse rimasto invariato dal precedente episodio, e un nuovo cattivone di turno. Inimmaginabile invece era la conversione di questo titolo per Super Nintendo! SFA2, per quanto quasi identico al precedente, richiedeva un alto hardware, troppe risorse per una console come il Super Nintendo, console che, per quanto potente, era pure sempre una 16 bit in una generazione dove ormai cd rom e 32 bit erano la norma. Eppure Capcom stupisce proponendo una versione a 16 bit di SFA2, con un’unica limitazione per i caricamenti dei match.

 

SFA2 propone tutto il cast del primo capitolo più sette new entry tra nuove facce e vecchie compagnie. Difatti ritroviamo Bison, Akuma, Zangief (che in versione anime è inguardabile, davvero buffo) e Dhalsim, mentre tra il nuovo cast troviamo Gen (un vecchio assassino maestro di arti marziali) e Sakura, una fan di Ryu con mosse simili. E credetemi, Sakura mena come un cinese a cui non avete pagato il conto…

 

SFA2 venne rilasciato per SUPER NINTENDO (cavoli!!!), Sega saturn e Playstation.

 

… non si cambia !

 

E ora dovremmo metterci in ginocchio, perchè se è vero che squadra che vince non si cambia e visto che Capcom ci ha abituati che, fino alla terza versione di un suo gioco, avremo sempre cose imperfette, ecco un fantastico Street Fighter Alpha 3 solo per Playstation inizialmente, e rilasciato più avanti per Sega Dreamcast e per PSP e, incredibilmente grazie di nuovo alla mitica Crawfish, per Game Boy Advance.

SFA3 riesce nell’intento principale di un seguito, amplia in maniera eccelsa tutto ciò che era presente nei capitoli precedenti. L’introduzione parte veloce visto l’altissimo numero di personaggi giocabili, e mostrarli tutti in pochi secondi di filmato sarebbe stata davvero dura, tra tutte le varie animazioni tra special, super, combo e luci da tutte le parti dello schermo. SFA3 esce nel duemila. Oltre all’immancabile alto numero di frame per mossa, ai consueti sfondi variopinti e ai tipici personaggi della serie, troviamo una colonna sonora rockeggiata che piace, dà la carica, esalta la partita dalla schermata seleziona personaggio fino al game over. Il boss finale finalmente è Bison, e contrariamente da come accade nelle versioni arcade dei picchiaduro, stavolta al termine del gioco troviamo un finale di endgame. Non la faccio lunga, vedere Bison crepare è uan soddisfazione, sopratutto perchè è uno stronzone e non sarà facile butarlo giù.

Il cast dei personaggi è mostruoso, ben 33 (TRENTATRE!!!) personaggi giocabili tra personaggi  famosi (Ryu, Ken e Chun Li), segreti (Akuma e Guile), boss di endgame (Bison o Sagat), vecchi volti (Cody, il terzo estratto da Final Fight o Fei Long tratto da SSFII)e nuovi eroi (le nuove sexy scagnozze di Bison o la lottatrice Mika) e un nuovo special guest, Evil Ryu !

 

Valanga di personaggi, tre stili diversi di lotta, barra della parata… Tutto qui?

 

Ebbene no. La versione casalinga gode di tutte le versioni mancanti nelle versioni precedenti ovvero la Time Attack, la Survival, la Team Battle, la Drammatic Battle e la World tour. Una sorta di missioni ambientate in varie località del mondo cui fine sarà accumulare punti esperienza vincendo le varie sfide. Ogni LEVEL UP sbloccherà un’abilità a scelta tra quelle disponibili.

Al termine di ogni match nelle varie modalità viene stilato un voto complessivo con i punteggi tra le varie mosse fatte, parate, super etc.

Insomma regà, è un gran titolone, pieno di modalità, tanti personaggi, musica rockeggiata, segreti da sbloccare, cosa volete di più? Un lucano? Forse una modalità online ? Era ancora presto per la rete…

 

Insomma regà, è un gran titolone, pieno di modalità, tanti personaggi, musica rockeggiata, segreti da sbloccare, cosa volete di più? Un lucano? Forse una modalità online ? Era ancora presto per la rete…

 

Per Playstation 2 è stata rilasciata una collezione dei tre su un unico disco, Street Fighter Alpha Anthology, con alcuni extra come immagini o fan art della serie.

In definitiva:

Street Fighter Alpha warrior’s dreams: nuovo design in stile anime, nuovi personaggi, animazioni più fluide, nuovo sistema di combo, Super più potenti, sfondi in stile quadro, concept aggiornato ai tempi.

Street Fighter Alpha 2: nuovi personaggi e magica conversione per Super Nintendo.

Street Fighter Alpha 3: tantissimi personaggi, tanti segreti da sbloccare per la versione casalinga, tante modalità tra cui la originalissima World Tour, tre stili di gioco, Defense Break e nuove storie per ciascun personaggio già presente nelle versioni precedenti e eccezionale conversione per Game Boy Advance.

 

Tre, numero perfetto?

 

 

Nel 1997 viene rilasciato il terzo capitolo della saga, un gioco che finalmente propone il 90% di personaggi totalmente nuovi, uno stile grafico totalmente nuovo e un comparto audio più rivolto al Dance. Street Fighter III New Generation è la sfida di Capcom di modernizzare uno storico brand che fin’ora non ha mai toppato, un gameplay che appariva perfetto. Cosa c’è da modificare nella perfezione? Perchè correre il rischio di rovinare tale perfezione? Questo non lo so, ma mi incoraggia la volontà di Capcom di osare, il coraggio di rinnovare un gameplay storico che ha fatto da maestro alla concorrenza e che ancora oggi gode di stima e rispetto da parte dei player.

 

 

 

La nuova generazione di combattenti

 

Prima caratteristica che salta all’occhio è la quasi totale presenza di nuovi personaggi, salva eccezione per Ryu e Ken. Troviamo personaggi che entreranno a far parte della classe Capcom, quali la ninja Ibuki, il muscolosissimo Alex, un ragazzino allievo di Ken e altri eroi provenienti da ogni angolo della Terra per un totale di… Dieci personaggi.

COSA??? Solo dieci personaggi, di cui due già famosi ?

Ebbene si. Dopo averci abituato ai quasi quaranta personaggi di Street Fighter Alpha 3, Capcom ci lascia di stucco con un episodio di “Nuova Generazione” con soli dieci combattenti giocabili. Per fortuna gli sprite sono di altissimo livello, gli sfondi sono curati e il gameplay porta diverse novità. Le Parry che consentono un tempo di recupero istantaneo e le EX moves, versioni potenziate delle classiche Special.

Questo è SFIII, almeno la prima versione. Personalmente non trovo altro da scrivere.

 

Il secondo impatto e il terzo strike

Il secondo impatto va già meglio. Street Fighter III 2nd Impact porta i dieci personaggi del primo SFIII più tre nuovi personaggi tra cui Akuma e l’ennesimo personaggio preso da Final Fight, Hugo. Graficamente viene leggermente migliorato e dove alcuni vedevano la perfezione di gameplay, tecniche, frame, combo perfette e mai imprecise, parry, un cast nuovo di personaggi, cosa manca in questo gioco? Manca ciò che è stato aggiunto nella terza incarnazione con Street Fighter III 3rd Strike. Quest’ultimo porta altri cinque personaggi, tra cui il ritorno di una Chun Li potenziata e graficamente più curata, così come il resto del gioco che nonostante la sua terza versione viene ancora migliorato graficamente.

La perfezione di questo SFIII Third Strike fa si che ancora oggi sia considerato il miglior picchiaduro bidimensionale, per tecnica, per gameplay e per impeccabilità di frame tra combo e parry, tutte qualità che richiedono molta abilità ma in grado di regalare grandi soddisfazioni.

 

Il secondo impatto e il terzo strike

Il secondo impatto va già meglio. Street Fighter III 2nd Impact porta i dieci personaggi del primo SFIII più tre nuovi personaggi tra cui Akuma e l’ennesimo personaggio preso da Final Fight, Hugo. Graficamente viene leggermente migliorato e dove alcuni vedevano la perfezione di gameplay, tecniche, frame, combo perfette e mai imprecise, parry, un cast nuovo di personaggi, cosa manca in questo gioco? Manca ciò che è stato aggiunto nella terza incarnazione con Street Fighter III 3rd Strike. Quest’ultimo porta altri cinque personaggi, tra cui il ritorno di una Chun Li potenziata e graficamente più curata, così come il resto del gioco che nonostante la sua terza versione viene ancora migliorato graficamente.

La perfezione di questo SFIII Third Strike fa si che ancora oggi sia considerato il miglior picchiaduro bidimensionale, per tecnica, per gameplay e per impeccabilità di frame tra combo e parry, tutte qualità che richiedono molta abilità ma in grado di regalare grandi soddisfazioni.

 

In definitiva:

Street Fighter III The New Generation: Dieci personaggi, nuovo fantastico e dettagliato level design e nuove meccaniche quali Parry e EX moves.

Street Fighter III 2nd Impact: Tredici personaggi e grafica leggermente più curata.

Street Fighter III 3rd Strike: Diciannove personaggi giocabili, grafica ulteriormente più curata, gameplay su livelli altissimi e colonna sonora prettamente dance.

 

E poi ?

Data la formidabile meccanica della serie, Capcom ha ben pensato di utilizzare vari personaggi tratti da varie opere, come altri videogiochi e perfino fumetti MARVEL, creando vari ibridi dove Ryu combatte contro Capitan Commando, Spiderman affronta Wolverine, Gambit lotta contro Zangief e altri esperimenti folli che hanno premiato la creatività dei programmatori e la fantasia degli autori, realizzando magie videoludiche divertenti oggi come allora. Questi titoli sono Marvel Super Heroes, Street Fighter VS X Men, Marvel VS Capcom, Marvel VS Capcom 2, Tatsunoko VS Capcom e Marvel VS Capcom 3.

 

Altri ibridi

Altra serie di picchiaduro 2D che spopolava nelle sale giochi era King of Fighters, di cui parleremo in un secondo articolo. Il sogno di molti player come me era di poter giocare un titolo avente sia i personaggi di SF che di KOF… Anni passarono, ma finalmente avemmo il nostro titolo. Cioè i nostri titoli. Il primo fu una versione sviluppata da Capcom, battezzata Capcom vs SNK the millenium match. E signori, qui c’è una standing ovation. Il titolo presenta tanti, ma tanti, ma tantissimi personaggi, e perfino quelli di casa SNK sono disegnati da Capcom e sono eccellenti, stupendi, meravigliosamente curati. Giocare un Terry bogard con 6 tasti invece di 4 inizialmente fa strano finchè non ci si abitua. Il gioco l’ho trovato eccezionale e ancora oggi è il mio picchiaduro preferito. Vuoi per l’alto numero di personaggi giocabili, vuoi per la colonna sonora che gasa durante il match, ma la novità più bella è la scelta di ben sei stili di lotta differenti, tutti diversi tra loro sia per parate, sia per combo, per caricamento barra Super e potrei continuare!

Come se non fosse sufficiente, il gioco offre la possibilità di personalizzare un proprio stile di lotta oltre che i personaggi stessi e le modalità di gioco. Ah già, la versione Giapponese dispone anche di una modalità online. Rilasciato per Playstation 2.

 

Il Mito incontra la Next Gen

Dopo anni (tanti) di Street fighter III nonostante il decennio trascorso, ecco che Capcom stupisce ancora una volta. Dopo il deludente Street Fighter EX plus Alpha (ma chi diavolo li sceglie i nomi?! ndr), Capcom ci riprova con un altro episodio in full 3D ma con il gameplay a cui ci ha abituati, garantendo le stesse qualità degli episodi precedenti anche in questo Street Fighter IV.

SFIV propone un ampio cast di personaggi fin dalla prima versione, offrendo l’intero cast del World Warrior, qualcuno proveniente da altre serie e quattro nuovi di zecca. Le successive versioni porteranno non solo nuovi personaggi, ma anche nuove modalità di gioco, gli stage bonus tipici di SF2 e un meta più bilanciato, nonostante ancora oggi i più forti, almeno dal mio punto di vista, rimangono gli shotokan (Ryu, Ken, Akuma etc).

La vera novità di questo capitolo è la Ultra, una mossa speciale che si attiva una volta che il proprio personaggio ha subito un numero sufficiente di colpi a riempire la rispettiva barra. La Ultra non è una semplice “special potenziata” come le EX, ma si tratta di vere  e proprie combo automatizzate in grado di ribaltare un match dall’esito quasi certo.

 

 

E questa è la storia di Street Fighter, la serie più famosa tra i picchiaduro bidimensionali che hanno fatto storia e ancora oggi dimostrano di avere tanto da dire. Riprenderemo il discorso con Street Fighter V, in uscita l’anno prossimo.

 

Per tutte le info sul nuovo Street Fighter, CLICCA QUI

 

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Daniel Mars

Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.

There are 1 comments

  1. AgosRogger

    Ho giocato a SFII per eoni, ma poi smisi quando mi tuffai nel mondo Playstation verso la fine degli anni ’90. Sinceramente oggigiorno sono incapace di compiere combo complesse in qualsiasi SF, soprattutto in quelli moderni.
    Sono un caso perso? 🙁

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