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Festival del Cinema di Venezia: restrizioni in vista per i giornalisti Embargo e tempi dilatati per rilasciare commenti. Queste le novità della manifestazione per guardare avanti.

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Tra le molte manifestazioni cinematografiche sparse per il mondo, il Festival del Cinema di Venezia rientra tra quelli più importanti se si parla di banco di prova. Vi partecipano intorno alle due migliaia di giornalisti, che non vedono l’ora di dire la propria su questo o quel film, spesso provocando scompigli spiacevoli. Questo grazie al fatto che il Festiva è uno dei pochi rimasti senza regolamentazioni specifiche atte a limitare questo fenomeno, cosa che dall’edizione 2018 potrebbe cambiare.

Da mercoledì, i rappresentanti del Festival del Cinema di Venezia chiederanno alla stampa di attendere la prima proiezione pubblica delle pellicole in competizione, sentendosi liberi di esprimere il loro parere solo dopo che ciò sia avvenuto. Questa novità è altisonante per Venezia – festival cinematografico più antico del mondo, fondato durante il Ventennio – essendo questa rassegna famosa per il suo saper guardare lontano, come nel caso dell’accoglienza di Netflix, prima volta nella storia delle manifestazioni.

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Di norma e per tradizione, si dava ai giornalisti il tempo necessario per elaborare il proprio pensiero in seguito alle proiezioni. Erano tempi in cui la comunicazione aveva i ritmi della carta stampata, ma dovendo aspettare il giorno successivo per conoscere qualche dettaglio, i rischi e le polemiche erano limitate.

Una manovra, quella del Festival del Cinema di Venezia, che non combacia col pensiero del suo direttore Alberto Barbera, forse incoraggiato a mettersi da parte dalle suppliche dell’industria cinematografica che vuole proteggere i suoi prodotti da commenti potenzialmente nocivi da parte dell’opinione pubblica. Un cambio di rotta simile – ma non altrettanto estremo – a quello avvenuto al Festival di Cannes, dove i giornalisti, presenti in un numero doppio rispetto a Venezia, hanno dovuto condividere la sala cinematografica col pubblico stesso, o addirittura dopo di esso. Fatto questo che ha favorito un apprezzamento maggiore delle pellicole, meno condizionate dai commenti della stampa.

Fonte: CinemaTown

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.