What/If: La recensione della prima stagione Su Netflix la versione 2.0 di Proposta Indecente, con una Renée Zellweger decisamente sopra le righe

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Avete presente il film del 1993 Proposta Indecente, quello dove il ricco e affascinante Robert Redford offre a una coppia un milione di dollari, chiedendo in cambio di passare una notte d’amore con la giovane interpretata da Demi Moore? 

Ecco, proprio da una scena simile parte la storia di What/If, la serie thriller Netflix Original che vede protagonista l’ex Bridget Jones Renée Zellweger.

La serie creata e prodotta da Mike Kelley sotto quasi ogni punto di vista ribalta la posizione di partenza del film sopra citato – definito come “pessimo film degli anni ’90“- nella trama infatti troviamo l’icona del mondo imprenditoriale -Anne Montgomery – offrire una lauta somma di denaro a Lisa. una giovane CEO di una startup biomedica, per avere in cambio una notte sola con il marito di lei Sean, che per contratto non potrà mai parlare di ciò che accadrà durante quella serata.

 

Le donne qui la fanno da padrone, i ruoli femminili sono centrali e vedono Lisa e Anne nei panni di due vere donne combattive e pronte a tutti per raggiungere i loro scopo, seguendo un mantra che spesso farà capolino durante gli episodi: A OGNI COSTO. 

La serie ha un taglio adulto, ma senza esagerare, le tematiche della trama principale sono intriganti, ma il loro sviluppo non è sempre ben orchestrato e potrebbe sembrare  – soprattutto nella parte centrale- di stare assistendo a uno show non proprio ben costruito.

A fare la parte del leone è Renée Zellweger, il suo personaggio regge sostanzialmente in solitaria il peso dell’intera trama, catalizzando la scena. Anne è lontana dal ruolo in cui eravamo abituati a vedere l’attrice, ma nei panni di questa donna spietata con movenze da femme fatale viene fuori tutto il suo magnetismo e i suoi occhi lasciano trasparire quell’alone di malvagità che contraddistingue la ricca businesswoman.

Le storyline secondarie, d’accompagnamento alla trama principale, non raggiungono mai lo stesso livello qualitativo, il loro scopo è probabilmente quello di aumentare il volume della sceneggiatura, senza appesantire troppo il prodotto, ma il risultato sembra in qualche modo non essere all’altezza quasi fossero a tutti gli effetti due altre serie infilate casualmente in questa trama. Avremmo forse preferito 1 o 2 episodi in meno e una direzione più asciutta e tagliente.

What/if porta in scena la lotta eterna fra denaro e i sentimenti, la serie non è esente da cadute di stile, ma rimane nel complesso un prodotto interessante dalle potenzialità largamente sprecate.

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Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD