Climax: La recensione del film di Gaspar Noé

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Quando ci si approccia a una pellicola nata dalla mente di Gaspar Noé bisogna sicuramente partire dall’idea che quello che andremo a vedere potrebbe essere un film nato e costruito per colpire lo spettatore, smuoverlo dai canoni del cinema più classico e offrirgli un esperienza diversa, anche a costo di spiazzarlo e non accontentare tutti i palati.

Anche il suo ultimo film: Climax, segue questa linea di pensiero mettendo in scena una scheggia di paranoia, una notte di frenesia e morte a base di LSD e ballo.

Dopo una lungo prologo  introduttivo in cui seguiremo i provini di una serie di giovani ballerini (che poi saranno i protagonisti del film) su un vecchio monitor circondato da film e libri ci troveremo in una stanza, dove vedremo gli stessi eseguire una coreografia di gruppo e dove avrà inizio la serata.

Tra  discorsi, piccoli flirt, musica elettronica, altri balli e sangria, che nessuno sa essere stata allungata con la droga, trascorreranno i minuti mentre ognuno dei presenti inizia il suo personale trip, che influenza e viene influenzato dall’energia della danza e da quella dei propri compagni, diventando con il passare del tempo un vero e proprio incubo allucinato in una spirale discendente fatta di erotismo,paranoia, violenza e orrore.

La regia di Noé e la fotografia di Benoît Debie sono la punta di diamante di questo film, una lunghissima sequenza che passa da un personaggio all’altro freneticamente, in un ambiente claustrofobico che si muove a ritmo di danza.
Un ballo mortale che in realtà sembra avere per protagonista la notte stessa, priva di un vero e proprio centro su cui ruotare, di un protagonista netto , di tutti i volti che vedremo alternarsi sullo schermo sapremo poco o nulla, li vedremo solo prendere il controllo e le inibizioni lasciando trasparire il lato più oscuro di quello che si nasconde nell’animo umano  . Climax vuole vedere gli spettatori coinvolti dall’atmosfera del suo baccanale, dal mondo che si andrà a costruire via via al suo interno, non è interessato a farci avvicinare agli interpreti, ma alle azioni, alle luci al neon e ai colori.  A dimostrazione del poco interesse del film nei confronti dei suoi protagonisti c’è il fatto che il cast sia composto quasi totalmente di ballerini esordienti, con la sola eccezione di Sofia Boutella e Souheila Yacoub.

Il risultato finale è una nuova esperienza “estrema” per lo spettatore, una di quelle che potrebbe non piacere a tutti, esattamente come lo stile di Noé ci ha abituato a fare. L’unica soluzione è lasciarsi andare al ritmo della danza.

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD