La Regina degli Scacchi: la nostra recensione Ecco la nostra recensione sull'apprezzatissima mini-serie tv targata Netfilx

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Tra le tante tante serie prodotte da Netflix una di queste si distingue per la sua unicità riguardo all’argomento trattato: La Regina degli Scacchi.
Quando è stata annunciata la serie ci siamo tuti domandati come sarebbero riusciti a trasformare un argomento di nicchia e complesso come gli scacchi in qualcosa che fosse alla portata di tutti.
A riuscire in questo intento è stato Scott Frank che ha creato questa miniserie tratta dall’omonimo libro di Walter Travis.
Ciò che rende la serie unica e magnetica è l’interpretazione di Anya Taylor-Joy.

Abbiamo conosciuto l’attrice in The VVitch, Split e nella sua interpretazione in Peaky Blinders. Nella Regina degli Scacchi la sua interpretazione intensa e ammaliante fa la differenza nello svolgimento della serie. Tutto gira intorno alla protagonista Beth Harmond, al suo genio e alla sua sregolatezza.

Beth ha una mente schematica e matematica che la porta ad avvicinarsi agli scacchi sin da bambina.  Ma la storia della ragazza non è di certo rose e fiori. Rimasta orfana dopo un tragico evento passa molti anni in orfanotrofio. Qui conosce il il signor Sheibel, il custode dell’orfanotrofio, che le insegna con modi burberi la disciplina degli scacchi.

Beth ha una spiccata predisposizione per il complicato gioco e presto avrà modo di mostrare al mondo le sue doti di scacchista.
Qualche tempo dopo viene adottata dalla famiglia Wheatley, all’inizio tutto sembra idilliaco ma presto scopriamo che la famiglia è diversa da quello che sembra. La madre adottiva, Alma è una donna fragile che abusa dell’alcol, mentre il padre è assente e non curante.

Appena la madre capisce che Beth può guadagnare bene usando il suo talento negli scacchi decide di farle da manager supportandola. Ma se da un lato la scacchista sembra essere forte e indipendente, dall’altro le dipendenze dall’alcol e dalle medicine tentano sempre di più di portarla alla deriva.
Durante i suoi anni di gioco stringe alcune importanti amicizie, nonostante lei cerchi spesso la solitudine e di annebbiare la sua mente.
Beth infatti crede che siano le medicine e l’alcol a migliorare le sue abilità dandole una visione d’insieme maggiore.

L’unica priorità nella sua vita sono gli scacchi ma il suo magnetismo, spesso inconsapevole la porta a non essere mai veramente sola.

Beth è l’unica ragazza in mezzo a tanti uomini ma questo non la spaventa, anzi, ciò che la ragazza si domanda è perché dovrebbe essere un problema. Si sente di essere alla pari con qualsiasi uomo e non ne è intimorita. Beth Harmond ci dimostra come le donne possono essere intelligenti e indipendenti in un epoca patriarcale come gli anni 60.
In quegli anni le donne erano relegate al semplice ruolo di mogli senza mostrare le vere ambizioni.

Lei cresce in un mondo di uomini diventando celebre in tutto il mondo, anche per dimostrare l’importanza della parità tra sessi. Ma soprattutto per dimostrare a se stessa e a tutti gli altri di essere la migliore. 

Un tratto caratteristico della protagonista è il suo amore per i bei vestiti. Tutti gli abiti che la protagonista indossa ricordano gli scacchi per alcune caratteristiche cromatiche e stilistiche


Se volete rivedere i magnifici vestiti vi è una mostra virtuale disponibile fino al 13 dicembre, dove potrete immergervi nelle atmosfere della serie e non solo. Il tour virtuale organizzato dal Brooklyn Museum include i gli abiti creati la serie “The Crown”. Godetevi questa mostra multimediale meravigliosa cliccando qui.
E proprio a proposito del suo amore per gli abiti, Beth viene sottovalutata. Nel modo di pensare di quegli anni una donna non poteva essere vezzosa e aggraziata nel vestire senza che la sua intelligenza venisse sminuita. Nello scorrere degli episodi vediamo il disappunto della protagonista crescere quando si rende conto che i mass media sono più interessati al suo essere donna piuttosto che al suo talento. 

Se la bellissima Anya Taylor-Joy monopolizza l’attenzione dello spettatore, ci sono personaggi importanti per la storia che hanno portato alla serie delle grandi interpretazioni. In primis ritroviamo un volto noto per gli amanti di Harry Potter, ovvero Harry Melling che interpretava Dudley Dursley. Sono lontani i tempi in cui sul giovane attore non avremmo scommesso un centesimo. Ora Harry Melling è cresciuto e le sue doti da attore sono innegabili. Il suo ruolo nella serie è quello di Harry Beltik, un giovane maestro di scacchi  che tenterà di accompagnare la protagonista verso un futuro lontano dalle sue dipendenze senza mai abbandonarla veramente.

Un altro volto conosciuto da noi appassionati è quello di Thomas Brodie-Sangstar, che ha interpretato Jojeen Reed nel Trono di Spade e Newt in ” Maze Runner”. L’attore è noto per il suo aspetto sempre giovanile nonostante abbia al momento trent’anni. Nella “Regina degli Scacchi” interpreta il personaggio di Benny che è dapprima un avversario di Beth per poi diventare un insegnante e complice nella carriera scacchistica della protagonista.
Benny la aiuta a rimanere focalizzata sull’obiettivo senza farsi distrarre e perdere lucidità, insegnandole tutto ciò che può sugli scacchi e sui suoi avversari. Benny è un ragazzo che mostra una facciata da duro con il suo abbigliamento da cowboy ma che cela un lato affettivo inaspettato.

Un personaggio che ci ha colpiti molto è quello di Alma, la madre adottiva della protagonista. La donna affoga le sue insicurezze nel bere e questo vizio la porterà verso l’oblio. Alma è interpretata da Marielle Heller e riesce a far amare il suo personaggio, nonostante sia fragile e leggero nel modo di pensare e di porsi.

Invece un personaggio che convince poco, soprattutto nelle fasi finali della storia è quello di Jolene, la compagna di orfanotrofio di Beth. Da ragazza è la tipica ribelle che trascina con se Beth. Quando le ragazze crescono Jolene aiuta Beth in un momento cruciale della sua carriera. Questo suo essere un Deus Ex Machina la rende un po’ scontata.

A parte questo particolare, che però non fa perdere interesse nella narrazione, la serie si svolge su una trama lineare ma ben congeniata. Mentre guardiamo la serie ne intravediamo la fine ma il viaggio verso di essa è talmente affascinante da intrappolarci davanti allo schermo.

La fotografia nella serie è perfettamente eseguita, rivelandoci una grande autenticità rispetto al periodo storico in cui la serie è ambientata. Anche la regia è congeniale alla storia accompagnando negli sguardi e nelle emozioni dei personaggi durante le partite di scacchi. Riusciamo infatti a cogliere ogni particolare che passa sullo schermo sentendolo passare sulla nostra pelle.

Un punto di grande merito della serie è la capacità di rendere semplice da capire allo spettatore i tecnicismi degli scacchi. Ci viene sempre spiegato che quello che succede sulla scacchiera, senza mai annoiare. Per la realizzazione di tale obiettivo alla serie si è affiancato i campione di scacchi Garri Kasparov. Inizialmente era previsto una sua partecipazione come attore nella serie ma il famoso scacchista ha preferito lavorare come consulente.

La serie ha ricevuto un grande successo di pubblico ed è stata molto apprezzata anche dalla critica. La trama seppur lineare è ben costruita e non presenta buchi di trama o punti poco chiari. La vera punta di diamante de “La Regina di Scacchi” è l’interpretazione magistrale di Anya Taylor-Joy che con la sua intensità è ormai una stella che splende nel firmamento del cinema internazionale. Durante la serie non possiamo fare altro che innamoraci del suo personaggio nel turbinio di genialità e fragilità. Notevoli anche le interpretazioni che aiutano a dipingere il bellissimo quadro che questa serie ci mostra.

Consigliamo questa serie a tutti, sia che voi siate appassionati di scacchi o che non abbiate mai visto una scacchiera; questa serie vi appassionerà allo stesso modo.  La mini serie è composta da sette episodi che non prevedono una seconda stagione. Il finale è così perfetto da rendere la storia conclusa, nonostante non ci dia uno sguardo sul futuro. Sta all0 spettatore immaginarlo con un sorriso e forse un po’ di amarezza.

 

 

Stefania Fabbiano

Stefania Fabbiano

Stefania, in arte Euphie, è una fangirl. Ma di quelle buone, che ragiona sulle cose che ama e usa la razionalità per giudicare. Ama la lettura, in cinema, le serie tv e pochi anime selezionati. Fa cosplay dal 2010 e mette cuore e passione in tutto quello che fa. Su Project nerd si occuperà di articoli di approfondimento per la sezione Movies/TV.